24 Dicembre 2006

QUESTO È IL MIO ULTIMO POST IN QUESTO BLOG! Buone feste.

Siccome l’altro pomeriggio ho aperto altri 8 blog, questo lo abbandonerò un po’. Anche se non posterò più sarò comunque presente in giovani. Come potete notare in questi ultimi 20 post (dal 21/11 al 24/12) NON C’È STATO NEMMENO UN COMMENTO! Ciò significa che i cristiani o se ne fregano del loro dio, del loro Gesù e dei loro santi oppure i cristiani NON SONO IN GRADO NON SOLO DI SMENTIRE MA NEANCHE METTERE IN DISCUSSIONE CIÒ CHE HO SCRITTO FINORA! Quindi, per tutto ciò che ho sostenuto in questo blog posso concludere che l’esistenza del dio della bibbia è una menzogna, che l’esistenza di Gesù Cristo è una menzogna e che i suoi insegnamenti sono criminali! Posso dire che i cristiani delle origini erano individui con un odio religioso profondo nei confronti di chi esercitava culti diversi dal cristianesimo. Posso dire che i missionari cristiani provocano danni pesantissimi alle culture e alle civiltà umane. Posso dire che i “papi” Ratzinger e Giovanni XXIII hanno fatto di tutto per difendere i preti pedofili. Posso dire che il nazismo è un’ideologia completamente cristiana e per nulla pagana. Posso dire che i santi dei cristiani sono solo dei “burattini” nelle mani del loro dio. Posso dire tante altre cose. Tutto ciò che ho scritto è nel rispetto delle vigenti leggi italiane. Prelevo da una pagina web scritta da Claudio Simeoni: http://it.geocities.com/paganoit/diffamazioneevangelici.html
«Afferma la Corte d'Appello di Venezia motivando una sentenza di condanna contro i cristiani:
"In materia di critica religiosa -scrivono i giudici- è possibile e lecito, in ossequio alla libertà di pensiero, giungere a negare il fondamento dell'altrui credo religioso, ma solo quando tale giudizio sia frutto di un'argomentata esposizione di contrari principi dogmatico-dottrinali, e non apoditticamente affermato o, peggio ancora, correlato a finalità criminose o comunque illecite"».
Domani c’è un’antica festa, la nascita del dio Mithra, che i cristiani hanno camuffato come la nascita del loro Gesù. La nascita di Gesù era nei primi tempi festeggiata in Primavera, dopodichè, fu spostata al 6 (o 7?) Gennaio, dopodichè siccome il dio Mithra aveva molti devoti, soprattutto all’interno dell’esercito romano, è stata sovrapposta la nascita di Gesù Cristo a quella del dio Mithra. Il 25 Dicembre è il giorno del Solstizio d’Inverno secondo il calendario giuliano, i romani festeggiavano Sol (il dio Sole) con la festa Sol Invictus, cioè il Sole Invincibile: nella giornata più corta dell’anno (il Solstizio d’Inverno) il Sole sembra che ci stia per lasciare, ma è proprio qua che ricominciano ad allungarsi le giornate, il Sole non è stato vinto. I cristiani hanno copiato anche l’uso dello scambio dei doni che gli antichi usavano per onorare Strenia. Anche l’Abbondanza nelle tavole è stata copiata dalle antiche religioni: Abbondanza è un’antica divinità (viene rappresentata spesso con la cornucopia piena di cibo). Mentre i pagani esaltano Abbondanza, i cristiani esaltano la miseria! Anche le luci sull’albero sono una manifestazione che non ha nulla a che fare col cristianesimo. Secoli fa il papa aveva vietato qualsiasi tipo di lume e di forma di luce per addobbare gli alberi. Mi sembra, ma non ne sono sicuro, che anche l’altissimo abete che viene portato in piazza San Pietro per festeggiare il natale cattolico, sia completamente spoglio ancora oggi di luci e colori. Il fatto principale è che la stragrande maggioranza dei cattolici non conosce la storia e non solo non conoscono le altre religioni ma non conoscono neanche la propria!
                                          
AGGIUNTA DI DOMENICA 7/1/2007 ORE 23,56: RESOCONTO DEGLI HERMES INVIATIMI DAI CRISTIANI DURANTE QUESTE VACANZE.
Ulteriore conferma dell’incapacità da parte dei cristiani di difendere la figura di Cristo. Neancora un commento nel mio blog da parte dei cristiani. L’unica cosa che riescono a fare è inviare hermes facendo discorsi generici (che oltretutto non reggono, come illustrerò qui di seguito) senza che mai una volta qualcuno prenda UN SOLO mio post e lo critichi da cima a fondo! Dopo tutto questo tempo che i miei post sono sotto gli occhi di tutti, i cattolici e in generale i cristiani e in generale i monoteisti non sono riusciti a mettere in discussione neanche una virgola di tutto ciò che ho scritto. Ometto i nick di chi mi ha scritto in privato.
Martedì 27/12/2006 mi è arrivato un hermes da parte di una 19nne. Non so a che Gesù si riferisca questa ragazza, forse non a quello dei vangeli ufficiali, forse si riferisce a quello di “Jesus Christ Superstar”. Parla di milioni di fans da tutto il mondo che si muovevano per andare a vedere Gesù. Visto che Gesù era tanto amato come mai quando è stata l’ora di salvarlo la folla gridò “Barabba”? Dove stavano gli ultras si Gesù in quel momento così importante per il loro maestro? La folla (e quindi non si può parlare dell’idea di un singolo individuo, ma della stragrande maggioranza delle persone che si trovavano lì in quel momento) preferì salvare un assassino piuttosto che salvare Gesù Cristo. Secondo voi Gesù Cristo era così buono e amato come questa cristiana sostiene?
LEI SCRIVE:
altrò che se ci pensi cristo è stato la prima vera rockstar......speculazione su di lui,consumismo,morto tradito da chi diceva di amarlo,milioni di fan in tutto il mondo....'ts mica cazzi...
IO RISPONDO:
Mi mancava solo questo, lo aggiungerò alla collezione. Finora ho sentito molte versioni di Gesù: Gesù comunista, Gesù anarchico, il Gesù ariano dei nazisti, Gesù femminista e ora anche Gesù rockstar. Ma sono solo frutto delle fantasia delle persone. Io critico il Gesù dei vangeli ufficiali. Perché è quello che si cerca di imporre alla società civile. Tutto il resto, ciò che fanno gli anticlericali e chi finge che Gesù sia come lui lo immagina, non fanno altro che difendere e tentare di salvare l'immagine di Gesù, proteggendo così una figura tanto mostruosa come Gesù dei vangeli ufficiali che ha causato CENTINAIA DI MILIONI DI MORTI (PER NON DIRE MILIARDI) nel corso della storia. Questo lo dico dal punto di vista religioso, se invece parli dal punto di vista storico, Gesù Cristo non è mai esistito ed ho accennato nel mio blog come questo disgustoso personaggio sia stato costruito.
Milioni? Milioni sono i morti che ha causato. Nessuno l'ha tradito, il tradimento di Giuda non regge, puoi leggerti cosa scrive Claudio Simeoni a proposito del tradimento di Giuda alla pagina http://it.geocities.com/liberazionepagana/cinquec.html
LEI NON RISPONDE.
Martedì 2/1/2007 una 20enne mi invia un hermes con scritto semplicemente "ciao!" dopodiché pochi minuti dopo in un altro hermes emette un giudizio su ciò che scrivo senza essere in grado di giustificarlo: con due sole parole solo perché scritte in stampatello pensa di poter mettere in discussione i miei lunghissimi post? La superficialità di questo suo intervento fa cadere le braccia ma almeno questa persona cita una mia frase che non condivide così posso darle indicazioni in merito (delle quali dubito che ne tenga in considerazione). Notate il dialogo fra noi due: chi di noi due si rapporta in maniera umile e chi in maniera provocatoria?
LEI DICE:
"Posso dire che i missionari cristiani provocano danni pesantissimi alle culture e alle civiltà umane".
GRANDISSIMA CAZZATA
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IO RISPONDO:
Me lo sono inventato io l'articolo di Le Monde del 14/12/2006 che ho riportato nel post del 21/12/2006?
Un consiglio per il regalo da chiedere alla Befana: "La posizione della missionaria" della Minimun Fax.
LEI DICE:
ok grazie! :)
SI CONCLUDE MOMENTANEAMENTE QUI IL NOSTRO DIALOGO.
Il giorno dopo, questa cristiana mette nel suo blog un post nel quale chiede rispetto ai non credenti nei confronti dei credenti (e non il contrario) dicendo che è stanca di vedere blog che criticano la sua religione. Mi chiedo chi glielo fa fare di leggere i blog che non le piacciono. In sostanza chiede che la sua religione non venga criticata solo per il fatto che lei è stanca di leggere questi blog; è come se io chiedessi ai cristiani di non manifestare il loro pensiero nei loro blog perché sono "stufo" di leggere quelle cose. Secondo i cristiani tutti dovrebbero adeguarsi ai loro gusti, hanno questa pretesa arrogante e se gli altri non si adeguano gridano alla mancanza di rispetto (neanche qualcuno avesse lasciato commenti offensivi nel suo blog) o a volte addirittura alla persecuzione (questo è il livello delle persecuzioni che subiscono i cristiani in Europa). A questo punto, visto che oltretutto nel suo post esalta l'operato dei missionari, mi viene il sospetto che questa persona parli di me visto il modo in cui mi ha risposto alla mia critica nei confronti dell'agire dei missionari. La cosa sarebbe assurda visto che ciò che scrivo non viola nessuna legge e non mi sono inventato niente; se fosse così questa persona non avrebbe nemmeno il minimo concetto di cos'è il rispetto! Oltretutto scrive che questi bloggers tirano “merda a tutti i credenti” (parole sue)! L’affermazione sarebbe di un’imbecillità più unica che rara se fosse rivolta nei miei confronti visto che quando un cristiano mi scrive in privato non pubblico mai il suo nick, lo stesso faccio con lei e non pubblico neppure il suo post (a parte l’unica sua espressione “tira merda a tutti i credenti”) e neppure il titolo del suo post proprio perché non voglio che si possa risalire a chi mi ha scritto in privato. Oltretutto accusa (senza provare) che questi post di critica verso la sua religione vengano scritti per avere più visite e per ottenere qualche commento in più (non si potrebbe dire lo stesso del suo post in difesa dei missionari visto che il suo post ha ottenuto più commenti di tutti i miei ultimi 20 post messi insieme?). Se l'accusa fosse rivolta al mio blog sarebbe del tutto idiota visto che il mio blog è privo del contatore visite e dei commenti non me ne frega niente di quanti siano (mi interessa la qualità non la quantità), fatto sta che da quando sono iscritto a giovani (diversi anni) ho fatto solamente una dedica (oltretutto 6 minuti dopo è uscita una stupida dedica da parte di un cristiano che nemmeno aveva letto il mio blog, ovviamente in 6 minuti, la quale era una dedica sprezzante nei confronti delle mie idee). A questo punto ho chiesto un chiarimento alla cristiana in questione:

La sua risposta è l'ulteriore conferma che ciò che scrivo è del tutto nel rispetto delle regole civili. Non si sa a chi si riferiva, secondo me non ci sono tutti questi blog offensivi nei confronti dei cristiani. Da quando sono iscritto a giovani in tutti questi anni ne ho visto solo uno (poi mi sono dimenticato il nick e non l'ho più ritrovato, quindi non è nemmeno un blog "famoso" e non so neppure se esista ancora). Molti cristiani fanno sempre tanto rumore per nulla, si lamentano come ci fosse una moltitudine di persone pronte ad offenderli ma la realtà è ben diversa: hanno le manie di persecuzione e i nemici immaginari (non mi riferisco in particolare a chi mi ha scritto in privato ma in generale a molti cristiani in Europa e in particolare in Italia). Per questo ritengo il post in questione, sensazionalista e inutilmente allarmista (come certi titoloni esagerati in prima pagina nei quotidiani che servono solo a vendere qualche copia in più).
Sempre Martedì 2/1/2007, un po' più tardi, mi scrive un 24enne (il dialogo che segue si è svolto il 2 ed il 3/1/2007). La cosa più squallida è che questo cristiano giustifica il suo dio per avere sterminato l’umanità col diluvio universale (apologia al genocidio? So benissimo che il diluvio universale non è mai avvenuto ma per 1600 anni i cristiani hanno insistito a fingere che sia avvenuto! Mi fa schifo sentir dire “ha fatto bene!”) dicendo (parole sue): “Dio lo ha fatto per popoli”! È come dire che gli inquisitori quando bruciavano vivi gli esseri umani, lo facevano per loro: bruciavano il loro corpo ma almeno salvavano l’anima! Che buoni questi inquisitori! Le frasi che seguono il carattere > non sono dette dalla persona in questione ma sono ciò che l'altro ha detto e la persona in questione commenterà di seguito (senza >) (penso che chi è abituato ad usare gli hermes non farà confusione).
LUI DICE:
Mah, io non ne vedo proprio criminalità....e la storia di Mitra dimostra ben altre cose...!
IO RISPONDO:
> Mah, io non ne vedo proprio
> criminalità..
Non ne vedi? Non esiste peggior cieco di chi non vuole vedere. Riporto da Marco 14 - 48 a 14 - 52 il momento dell’arresto di Gesù Cristo:
«Allora Gesù, rispondendo. disse: «Siete venuti con spade e bastoni per catturarmi, come se fossi un brigante?
Eppure, ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio ad insegnare, e voi non mi avete preso; ma questo è avvenuto perché si adempissero le Scritture!».
Allora i discepoli, abbandonatolo, se ne fuggirono tutti.
Ed un certo giovane lo seguiva, avvolto in un lenzuolo sul corpo nudo, ed essi lo afferrarono.
Ma egli, lasciato il lenzuolo. se ne fuggì nudo dalle loro mani.»
Che ci faceva Gesù Cristo col giovane nudo? E poi qualcuno cade dalle nuvole quando scopre che esistono i preti pedofili; sarebbe da stupirsi se non ce ne fossero (visto che Gesù Cristo è il loro modello da imitare)! Della criminalità delle parole di Gesù Cristo ho già fatto qualche esempio. Ad un certo punto faccio riferimento a Matteo (da 10-34 a 10-37), dove Gesù Cristo dice:
«Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettervi la pace, ma la spada.
Perché io sono venuto a mettere disaccordo tra figlio e padre tra figlia e madre, tra nuora e suocera,
e i nemici dell'uomo saranno quelli di casa sua.
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me.»
E poi qualcuno sostiene che Gesù Cristo sia portatore di un messaggio di pace! Gesù Cristo dice (Luca 19-27):
«Inoltre, conducete qui i miei nemici, che non hanno voluto che io regnassi su di loro e uccideteli alla mia presenza.».
Ho ripetuto pari pari ciò che avevo già scritto su un mio post precedente nel caso ti fosse sfuggito. Se non sono insegnamenti criminali questi dimmi tu cosa sono! I militari di Carlo detto "il Magno" uccidono (per ordine di Carlo Magno) 4500 pagani sassoni solo perché non si vogliono convertire al cristianesimo, e visto che Carlo Magno ha messo in pratica le parole di Gesù Cristo (quelle di uccidere chi non ha voluto che Cristo regnasse su di loro) è stato fatto santo. Questo è solo uno dei tantissimi esempi, anche i crociati mettevano in pratica queste parole di Gesù Cristo. Queste parole hanno causato 1600 anni di orrore e effettivamente dire criminale è dir poco. Criminale è chi uccide una persona ma degli insegnamenti che causano centinaia di milioni di morti non ci si può limitare a definirli criminali. In realtà sono stato troppo moderato quando ho parlato di "criminalità". Se vuoi approfondire la criminalità di questa icona può leggere cosa scrive Claudio Simeoni alle pagine http://it.geocities.com/collegiodeisalii/infamia.html e http://it.geocities.com/paganoit/index.html
> ..e la storia di
> Mitra dimostra ben altre cose...!
Cosa dimostra? Io di Mithra non ho detto niente se non che era una delle tante divinità solari che prima di Cristo venivano festeggiate il 25 Dicembre (il giorno del Solstizio d'Inverno secondo il calendario Giuliano) e ho spiegato un po' il significato del nome della sua versione romana "Sol Invictus". Ho detto che la particola tonda dei cristiani è stata rubata dalla simbologia pagana (simboleggia il Sole, guarda caso!) e che la nascita di Cristo è stata spostata in un secondo momento per sovrapporlo alle divinità pagane (visto che la festa del 25 Dicembre non riuscivano a cancellarla se ne sono appropriati). D'altra parte non potevano i Cristiani trattare Mithra come Pan. Pan è stato demonizzato, infatti l'immagine del diavolo cristiano è stato copiato da Pan; l'hanno fatto per colpire duramente i devoti di Pan e infamare quel dio pagano. Non potevano fare lo stesso con Mithra visto che aveva molti devoti all'interno dell'esercito romano.
Come al solito i cristiani si sono dimostrati spietati coi deboli e paurosi coi forti. Anche il bambinello è un simbolo pagano: è Adone, Zeus, Dioniso, eccetera.
Anche la grotta è legata alla simbologia pagana, a questo proposito puoi leggere ciò che scrive Claudio Simeoni alla pagina http://www.freeyabb.com/phpbb/viewtopic.php?p=468&sid=d5992fe421bf2dd600822812d6df3856&mforum=paganesimo
Comunque il Mithraismo era un culto misterico (come il cristianesimo guarda caso). I culti misterici arrivarono a Roma molto tardi, nel 200 a. e. v. circa.
LUI DICE:
Allora sulla frase del pedofilo è chiaro che siano visionarie le vostre (tue) parole, non sta scritto da nessuna part che sia un minore innanzitutto, ma soprattutto non è scritto da nessuna parte che ci siano di mezzo atti osceni o similia. In compenso sono scritti ovunque passi CHIARISSIMI contro la pedofilia "Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare" per esempio.
Invece la frase "conducete qui i miei nemici ecc ecc" è altrettanto chiramente un riferimento al giudizio divino, chi non ha creduto dovrà essere mandato all'Inferno (ovvero "ucciso") davanti al Suo giudizio. Basta vedere quanti altri passi dimostrino gli insegnamenti di non-violenza di Gesù, sono proprio innumerevoli.
Crociate, Carlo magno e tanti altri che hanno interpretato male queste parole evidentemente non possono ritenersi Cristiani, mi pare ovvio.
Su mithra l'unica cosa evidente è che il 25 dicembre è stato scelto come data fasulla di nascita di Gesù per far convertire i pagani e per far apprezzare a tutti il cristianesimo, mischiandolo insomma col paganesimo.
IO RISPONDO:
> Allora sulla frase del pedofilo è
> chiaro che siano visionarie le
> vostre (tue) parole, non sta
> scritto da nessuna part che sia un
> minore innanzitutto, ma soprattutto
> non è scritto da nessuna parte che
> ci siano di mezzo atti osceni o
> similia.
Il termine "giovane" non puoi leggerlo nel significato moderno del termine. Un ventenne era già considerato un uomo adulto. Se la mia ipotesi non ti convince, qual è la tua? Cosa ci faceva Gesù Cristo di notte col giovane nudo?
> In compenso sono scritti
> ovunque passi CHIARISSIMI contro
> la pedofilia "Ma chi avrà
> scandalizzato uno di questi
> piccoli che credono in me, meglio
> per lui sarebbe che gli fosse
> appesa al collo una macina da
> mulino e fosse gettato in fondo al
> mare" per esempio.
"CHIARISSIMI"? Gesù Cristo non parla certo di pedofilia o di sessualità in questo frangente. Questa è solo una TUA interpretazione! Leggi bene ciò che hai scritto: "Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli CHE CREDONO IN ME", se parlasse di stupro che motivo ci sarebbe di sottolineare "CHE CREDONO IN ME"? Mi sembra più logica l'interpretazione "Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, FACENDO Sì CHE NON CREDANO PIù IN ME per lui sarebbe meglio che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare". Cioè lo scandalo consiste nel dire ai bambini che gli insegnamenti di Gesù NON sono buoni e giusti. Dove si dice di non stuprare? Come sempre chi difende Gesù Cristo pensa sempre di avere la “verità” (che non esiste, è solo un concetto astratto) mentre le parole degli altri “è chiaro che siano visionarie”.
> Invece la frase "conducete qui i
> miei nemici ecc ecc" è altrettanto
> chiramente un riferimento al
> giudizio divino, chi non ha
> creduto dovrà essere mandato
> all'Inferno (ovvero "ucciso")
> davanti al Suo giudizio.
L'Inferno? Anche questa è una tua interpretazione. L'inferno è stato copiato dalle antiche religioni. Nella bibbia non si parla della Gehenna, e solo due dei quattro evangelisti usano la parola inferno. Gesù Cristo più che parlare di inferno, purgatorio o paradiso, parla della resurrezione della carne, un'assurdità del tipo "La notte dei morti viventi" o altri films di zombies. Anche in questo caso tu stai interpretando e di interpretazioni ce ne possono essere a migliaia e ognuno se la gioca come più gli fa comodo mentre io sto leggendo ALLA LETTERA ciò che è scritto e ricordati che nel cristianesimo la parola dio dio è "verbo immutabile". Per i cristiani il fatto che Gesù sia figlio del dio biblico e quindi "dio" stesso è da interpretare o è da leggere alla lettera? Per i cristiani il fatto che la madonna sia "vergine" è da interpretare o da leggere alla lettera? Comunque nei vangeli non si parla di esami ginecologici che dimostrino la "verginità" della madonna.
> Basta
> vedere quanti altri passi
> dimostrino gli insegnamenti di
> non-violenza di Gesù, sono proprio
> innumerevoli.
Perché non me li citi?
> Crociate, Carlo magno e tanti
> altri che hanno interpretato male
> queste parole evidentemente non
> possono ritenersi Cristiani, mi
> pare ovvio.
Le hanno interpretate alla lettera: "Uccidete chi non ha voluto che regnassi su di loro" diceva Cristo. Carlo Magno è stato fatto santo dalla chiesa cattolica mica da me! Vaglielo a dire a Ratzinger che il suo San Carlo Magno non è un cristiano.
> Su mithra l'unica cosa evidente è
> che il 25 dicembre è stato scelto
> come data fasulla di nascita di
> Gesù per far convertire i pagani e
> per far apprezzare a tutti il
> cristianesimo, mischiandolo
> insomma col paganesimo.
Sì, è ciò che ho detto io: è come quando secoli fa si copriva la carne marcia di spezie per coprirne il fetore e renderla meno immangiabile.
LUI DICE:
> "CHIARISSIMI"? Gesù Cristo non
> parla certo di pedofilia o di
> sessualità in questo frangente.
> Questa è solo una TUA
> interpretazione! Leggi bene ciò
> che hai scritto: "Ma chi avrà
> scandalizzato uno di questi
> piccoli CHE CREDONO IN ME", se
> parlasse di stupro che motivo ci
> sarebbe di sottolineare "CHE
> CREDONO IN ME"? Mi sembra più
> logica l'interpretazione "Ma chi
> avrà scandalizzato uno di questi
> piccoli che credono in me, FACENDO
> Sì CHE NON CREDANO PIù A ME per lui
> sarebbe meglio che gli fosse appesa
> al collo una macina da mulino e
> fosse gettato in fondo al mare".
> Cioè lo scandalo consiste nel dire
> ai bambini che gli insegnamenti di
> Gesù NON sono buoni e giusti. Dove
> si dice di non stuprare? Come
> sempre chi difende Gesù Cristo
> pensa sempre di avere la “verità”
> (che non esiste, è solo un
> concetto astratto) mentre le
> parole degli altri “è chiaro che
> siano visionarie”.
###

> L'Inferno? Anche questa è una tua
> interpretazione. L'inferno è stato
> copiato dalle antiche religioni.
> Nella bibbia non si parla della
> Gehenna, e solo due dei quattro
> evangelisti usano la parola
> inferno. Gesù Cristo più che
> parlare di inferno, purgatorio o
> paradiso, parla della resurrezione
> della carne, un'assurdità del tipo
> "La notte dei morti viventi" o
> altri films di zombies. Anche in
> questo caso tu stai interpretando
> e di interpretazioni ce ne possono
> essere a migliaia e ognuno se la
> gioca come più gli fa comodo
> mentre io sto leggendo ALLA
> LETTERA ciò che è scritto e
> ricordati che nel cristianesimo la
> parola dio dio è "verbo
> immutabile".
###Le frasi vanno interpretate dal contesto; la mia interpretazione pare evidente se vai ad osservare la parabola che aveva raccontato un secondo prima. Non tutto va letto alla lettera, estrapolando dal contesto.
> Per i cristiani il
> fatto che Gesù sia figlio del dio
> biblico e quindi "dio" stesso è da
> interpretare o è da leggere alla
> lettera?
###Letteralmente è tutto vero, ma va interpretato nel contesto, e alla luce di altri passi. Gesù è Dio, è detto chiaramente ed è da interpreatre così, nei vari passaggi.
> Per i cristiani il fatto
> che la madonna sia "vergine" è da
> interpretare o da leggere alla
> lettera? Comunque nei vangeli non
> si parla di esami ginecologici che
> dimostrino la "verginità" della
> madonna.
###Cosa c'è da interpretare..."non conobbe Giuseppe finchè non ebbe partorito Gesù"...è detto chiaramente che Maria è stata vergine fino al concepimento di Gesù!
> Perché non me li citi?
###ama il tuo nemico, non ti dice nulla?
perdona fino a 70 volte 7?
non uccidere?
> Le hanno interpretate alla
> lettera: "Uccidete chi non ha
> voluto che regnassi su di loro"
> diceva Cristo. Carlo Magno è stato
> fatto santo dalla chiesa cattolica
> mica da me! Vaglielo a dire a
> Ratzinger che il suo San Carlo
> Magno non è un cristiano.
###Che me frega se ratzinger l'ha fatto santo? Se ha uscciso e fatto altre cose non cristiane, non è stato cristiano.
> Sì, è ciò che ho detto io: è come
> quando secoli fa si copriva la
> carne marcia di spezie per
> coprirne il fetore e renderla meno
> immangiabile.
###appunto, e quindi? dimostra solo che il 25 dicembre non è il giorno della nascita di Gesù, e quindi?
IO RISPONDO:
> ###Le frasi vanno interpretate dal
> contesto; la mia interpretazione
> pare evidente se vai ad osservare
> la parabola che aveva raccontato
> un secondo prima.
La parabola delle mine è sotto gli occhi di tutti e tutti possono verificare. Non vedo questo “evidente” riferimento all’inferno che tu accenni. È evidente a te perché è ciò che vuoi vedere.
> Non tutto va
> letto alla lettera, estrapolando
> dal contesto.
Sono d’accordo che un’affermazione va letta nel suo contesto e non isolata dall’insieme ma nel mio post non ho criticato la tua interpretazione anche perché ogni cristiano ha le proprie interpretazioni. È assurdo e dispersivo mettersi a criticare le fantasie di ogni singolo cristiano. Io critico ciò che è LA FONTE DI LETTURA O DI INTERPRETAZIONE PER OGNI CRISTIANO, cioè i vangeli ufficiali, i quali sono il punto in comune e di partenza per ogni cristiano (sia per quelli che leggono alla lettera, sia per quelli che interpretano). Si interpreta per ciò che c’è scritto. Gesù Cristo dice (Luca 19-27):
«Inoltre, conducete qui i miei nemici, che non hanno voluto che io regnassi su di loro e uccideteli alla mia presenza.».
Come può essere interpretato questo messaggio? Non certo come un messaggio di pace. La interpretazione sarà: “Se proprio non posso uccidere chi non si sottomette a Cristo cercherò di farlo sbattere in galera”. Non può essere certo interpretato come: “Cerchiamo di dialogare”. Quello che voglio dire è che se qualcuno ha intenzione di interpretare è giusto che lo faccia nella direzione che indica ciò che è scritto, non ne può stravolgere il significato inserendo elementi (come tu fai con l’inferno) che all’interno della parabola non c’entrano, almeno che ad una persona più che comprendere, gli interessi arrampicarsi sugli specchi pur di non perdere le proprie certezze. Ci sono versioni diverse nei vari vangeli cristiani per quanto riguarda l’ultima frase della parabola delle mine: in alcune c’è scritto “uccidere”, in altre “scannare”, in altre “sgozzare”, eccetera… Alla fine, dopo aver letto tutte queste versioni forse un’idea più chiara di questo messaggio ce l’avrai.
> ###Letteralmente è tutto vero, ma
> va interpretato nel contesto, e
> alla luce di altri passi. Gesù è
> Dio, è detto chiaramente ed è da
> interpreatre così, nei vari
> passaggi.
Come è detto chiaramente: «Inoltre, conducete qui i miei nemici, che non hanno voluto che io regnassi su di loro e uccideteli alla mia presenza.». Lo vedi che quando ti fa comodo leggi alla lettera e quando una cosa non ti piace allora interpreti?
> ###Cosa c'è da interpretare..."non
> conobbe Giuseppe finchè non ebbe
> partorito Gesù"...è detto
> chiaramente che Maria è stata
> vergine fino al concepimento di
> Gesù!
Sì, Giuseppe, ma non esisteva solo Giuseppe, non era l’unico uomo che esisteva da quelle parti. Il significato della parola “vergine” è stato storpiato nel corso del tempo. Originalmente significava essere una donna libera, non impegnata; quindi era un riferimento alla persona, mentre col cristianesimo il significato è stato storpiato e la donna perde il suo valore, non è più la persona che conta ma è la vagina! Per il cristianesimo Maria è la pura, tutte le altre donne sono peccatrici! Quanta repressione sessuale ha portato questa figura mostruosa! Maria è la donna oggetto che al comando del suo dio “metterai alla luce mio figlio” sa solo dire “sì padrone!”. Maria potrebbero farla la santa patrona dei maschilisti.
> ###ama il tuo nemico, non ti dice
> nulla?
> perdona fino a 70 volte 7?
> non uccidere?
“Non uccidere” è un comandamento dell’antico testamento. Sei stato proprio tu a dire che un’affermazione “va interpretato nel contesto, e alla luce di altri passi.”. Con che faccia tosta uno che ha distrutto l’umanità col diluvio universale può venirmi a dire “non uccidere”? Lui (e quindi chi lo rappresenta) può uccidere e quindi gli altri non possono neppure difendersi da lui (e quindi chi lo rappresenta) con la stessa arma. Comodo! Ama il tuo nemico? Come i sentimenti si potessero imporre! D’altra parte Cristo è quello che dice: “Fermati vento!”. Lui dice “Porgi l’altra guancia!” ma non dice “IO, Gesù Cristo porgo l’altra guancia!”, quindi Cristo (o chi lo rappresenta) prima dà una sberla e poi dice: “Porgi l’altra guancia!”. E se uno non vuole porgere l’altra guancia? Gesù Cristo dice (Luca 19-27):
«Inoltre, conducete qui i miei nemici, che non hanno voluto che io regnassi su di loro e uccideteli alla mia presenza.».
> ###Che me frega se ratzinger l'ha
> fatto santo? Se ha uscciso e fatto
> altre cose non cristiane, non è
> stato cristiano.
Uccidere i pagani è del tutto cristiano. Una religione è fatta dagli uomini, se non esistessero i praticanti di quella religione, non esisterebbe la religione in questione. Il cristianesimo è stato costruito e praticato dagli uomini, il cristianesimo non è quello delle tue fantasie, quello che pensi è ciò che TU VORRESTI CHE FOSSE il cristianesimo! Il cristianesimo è ciò che i cristiani dicono e fanno. La fantasia è utile finché la si riconosce tale ma quando la si confonde con la realtà allora cominciano i guai. I cristiani sono abituati a pensare ad un dio mai esistito come fosse reale e così facendo costruiscono la loro fantasia pensando ad un dio come lo vorrebbero loro ed un Cristo come vorrebbero loro e confondono il cristianesimo delle loro fantasie con il cristianesimo reale. Ma facendo così si difendono insegnamenti criminali; anche se TU li interpreti come ti piace, durante questi ultimi 1600 anni sono stati presi alla lettera e i cristiani più integralisti lo fanno tuttora e lo faranno anche nel futuro: è ora di darci un taglio!
> ###appunto, e quindi? dimostra
> solo che il 25 dicembre non è il
> giorno della nascita di Gesù, e
> quindi?
E quindi cosa? Sei stato tu a tirare in ballo Mithra e dire: “la storia di Mitra dimostra ben altre cose...!”. Non ho ancora capito cosa volevi dire con quella frase! Non esiste nessuna prova storica dell’esistenza di Gesù Cristo. Nel mio post del 16/12/2006 c’è scritto come è stato costruito questo personaggio: non ci sono analogie solo con Mithra ma anche la sua nascita, crocifissione (con tanto di tradimento e tortura), morte e resurrezione è stata copiata da miti precedenti. La sua crocifissione è stata pure scopiazzata male, infatti nel mito da cui era stata copiata aveva senso il tradimento e la tortura mentre nel nuovo testamento non ha molto senso.
LUI DICE:
> La parabola delle mine è sotto gli
> occhi di tutti e tutti possono
> verificare. Non vedo questo
> “evidente” riferimento all’inferno
> che tu accenni. È evidente a te
> perché è ciò che vuoi vedere.
###E' evidente alla luce della parabola e di ciò che aveva detto prima.
> Sono d’accordo che un’affermazione
> va letta nel suo contesto e non
> isolata dall’insieme ma nel mio
> post non ho criticato la tua
> interpretazione anche perché ogni
> cristiano ha le proprie
> interpretazioni. È assurdo e
> dispersivo mettersi a criticare le
> fantasie di ogni singolo cristiano.
> Io critico ciò che è LA FONTE DI
> LETTURA O DI INTERPRETAZIONE PER
> OGNI CRISTIANO, cioè i vangeli
> ufficiali, i quali sono il punto
> in comune e di partenza per ogni
> cristiano (sia per quelli che
> leggono alla lettera, sia per
> quelli che interpretano). Si
> interpreta per ciò che c’è
> scritto. Gesù Cristo dice (Luca
> 19-27):
> «Inoltre, conducete qui i miei
> nemici, che non hanno voluto che
> io regnassi su di loro e
> uccideteli alla mia presenza.».
> Come può essere interpretato
> questo messaggio? Non certo come
> un messaggio di pace. La
> interpretazione sarà: “Se proprio
> non posso uccidere chi non si
> sottomette a Cristo cercherò di
> farlo sbattere in galera”. Non può
> essere certo interpretato come:
> “Cerchiamo di dialogare”. Quello
> che voglio dire è che se qualcuno
> ha intenzione di interpretare è
> giusto che lo faccia nella
> direzione che indica ciò che è
> scritto, non ne può stravolgere il
> significato inserendo elementi
> (come tu fai con l’inferno) che
> all’interno della parabola non
> c’entrano, almeno che ad una
> persona più che comprendere, gli
> interessi arrampicarsi sugli
> specchi pur di non perdere le
> proprie certezze. Ci sono versioni
> diverse nei vari vangeli cristiani
> per quanto riguarda l’ultima frase
> della parabola delle mine: in
> alcune c’è scritto “uccidere”, in
> altre “scannare”, in altre
> “sgozzare”, eccetera… Alla fine,
> dopo aver letto tutte queste
> versioni forse un’idea più chiara
> di questo messaggio ce l’avrai.
###Per me non cambia, sono certo sia quella l'interpretazione.
>> Sì, Giuseppe, ma non esisteva solo
> Giuseppe, non era l’unico uomo che
> esisteva da quelle parti. Il
> significato della parola “vergine”
> è stato storpiato nel corso del
> tempo. Originalmente significava
> essere una donna libera, non
> impegnata; quindi era un
> riferimento alla persona, mentre
> col cristianesimo il significato è
> stato storpiato e la donna perde il
> suo valore, non è più la persona
> che conta ma è la vagina! Per il
> cristianesimo Maria è la pura,
> tutte le altre donne sono
> peccatrici! Quanta repressione
> sessuale ha portato questa figura
> mostruosa! Maria è la donna
> oggetto che al comando del suo dio
> “metterai alla luce mio figlio” sa
> solo dire “sì padrone!”. Maria
> potrebbero farla la santa patrona
> dei maschilisti.
###Non ci vedo tutto quello che hai scritto...non conoscere Giuseppe significa non averci fatto nulla di sessuale.
> “Non uccidere” è un comandamento
> dell’antico testamento. Sei stato
> proprio tu a dire che
> un’affermazione “va interpretato
> nel contesto, e alla luce di altri
> passi.”. Con che faccia tosta uno
> che ha distrutto l’umanità col
> diluvio universale può venirmi a
> dire “non uccidere”? Lui (e quindi
> chi lo rappresenta) può uccidere e
> quindi gli altri non possono
> neppure difendersi da lui (e
> quindi chi lo rappresenta) con la
> stessa arma.
###Dio lo ha fatto per popoli che, nel vechcipo testamenteo, hanno proprio voltato le spalle a Lui...Ma nel nuovo c'ha mandato Gesù!
> Comodo! Ama il tuo
> nemico? Come i sentimenti si
> potessero imporre! D’altra parte
> Cristo è quello che dice: “Fermati
> vento!”. Lui dice “Porgi l’altra
> guancia!” ma non dice “IO, Gesù
> Cristo porgo l’altra guancia!”,
> quindi Cristo (o chi lo
> rappresenta) prima dà una sberla e
> poi dice: “Porgi l’altra guancia!”.
###Veramente quando l'hanno arrestato non si è per niente ribellato!
> Uccidere i pagani è del tutto
> cristiano. Una religione è fatta
> dagli uomini, se non esistessero i
> praticanti di quella religione, non
> esisterebbe la religione in
> questione. Il cristianesimo è
> stato costruito e praticato dagli
> uomini, il cristianesimo non è
> quello delle tue fantasie, quello
> che pensi è ciò che TU VORRESTI
> CHE FOSSE il cristianesimo! Il
> cristianesimo è ciò che i
> cristiani dicono e fanno. La
> fantasia è utile finché la si
> riconosce tale ma quando la si
> confonde con la realtà allora
> cominciano i guai. I cristiani
> sono abituati a pensare ad un dio
> mai esistito come fosse reale e
> così facendo costruiscono la loro
> fantasia pensando ad un dio come
> lo vorrebbero loro ed un Cristo
> come vorrebbero loro e confondono
> il cristianesimo delle loro
> fantasie con il cristianesimo
> reale. Ma facendo così si
> difendono insegnamenti criminali;
> anche se TU li interpreti come ti
> piace, durante questi ultimi 1600
> anni sono stati presi alla lettera
> e i cristiani più integralisti lo
> fanno tuttora e lo faranno anche
> nel futuro: è ora di darci un
> taglio!
###se prendi alla lettera e comprendi tutot, si capisce che Dio è amore, mica altro! il messaggio di Gesù è fondato sulla non-violenza
IO RISPONDO:
> ###E' evidente alla luce della
> parabola e di ciò che aveva detto
> prima.
Non farmi ripetere le cose come un pappagallo: è evidente ai TUOI occhi perché così la vuoi vedere! Ti riporto tutta la parabola delle mine (Luca da 19-12 a 19-17), dimmi da dove deduci che Gesù stia facendo riferimento all'inferno.
Disse dunque: «Un uomo nobile andò in un paese lontano, per ricevere l'investitura di un regno e poi tornare.
E, chiamati a sé dieci suoi servi, diede loro dieci mine, e disse loro: "Trafficate fino al mio ritorno".
Ma i suoi cittadini lo odiavano e gli mandarono dietro un'ambasciata, dicendo: "Non vogliamo che costui regni su di noi".
Ora, quando fu di ritorno, dopo aver ricevuto l'investitura del regno fece chiamare quei servi ai quali aveva dato il denaro per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato trafficando.
Allora si fece avanti il primo e disse: "Signore, la tua mina ha fruttato altre dieci mine";
ed egli disse: "Bene, servo buono poiché sei stato fedele in cosa minima, ricevi il governo su dieci città
Venne poi il secondo, dicendo: "Signore, la tua mina ha fruttato altre cinque mine";
ed egli disse anche a costui: "Tu pure sii capo di cinque città".
Venne poi un altro, che disse: "Signore, ecco la tua mina che ho tenuta riposta in un fazzoletto
perché ho avuto paura di te, che sei un uomo severo; tu prendi ciò che non hai depositato e mieti ciò che non hai seminato".
E il suo signore gli disse: "Ti giudicherò dalle tue stesse parole, malvagio servo; tu sapevi che sono un uomo duro, che prendo ciò che non ho depositato e mieto ciò che non ho seminato;
perché non hai depositato il mio denaro in banca; così, al mio ritorno, lo avrei riscosso con l'interesse?"
Disse poi ai presenti: "Toglietegli la mina e datela a colui che ha dieci mine".
Ed essi gli dissero: "Signore, egli ha dieci mine".
"Poiché io vi dico che a chi ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.
Inoltre, conducete qui i miei nemici, che non hanno voluto che io regnassi su di loro e uccideteli alla mia presenza.
> ###Per me non cambia, sono certo
> sia quella l'interpretazione.
Io con le altre persone posso confrontarmi con la logica, davanti agli atti di fede non c'è nulla che possa fare. Io non devo convertire nessuno, trovo costruttivo discutere e cercare di capire.
> ###Non ci vedo tutto quello che
> hai scritto...non conoscere
> Giuseppe significa non averci
> fatto nulla di sessuale.
Se con Giuseppe non aveva fatto nulla, con gli altri cosa ha fatto? Non si sà.
> ###Dio lo ha fatto per popoli che,
> nel vechcipo testamenteo, hanno
> proprio voltato le spalle a
> Lui...
Non mi risulta che qualche essere umano abbia cercato di distruggere l'eden. Non è questo dio che ha voltato le spalle agli uomini? Se gli uomini fanno quello che vuole lui allora vivranno altrimenti li stermina tutti! Stai giustificando uno che si vanta di aver distrutto l'umanità col diluvio universale! Stai giustificando un genocida!
> Ma nel nuovo c'ha mandato
> Gesù!
Ci mancava pure lui! Se qualcuno sostenesse oggi di essere figlio del dio biblico verrebbe rinchiuso in manicomio.
> ###Veramente quando l'hanno
> arrestato non si è per niente
> ribellato!
Perché così aveva deciso il suo padre padrone!
> ###se prendi alla lettera e
> comprendi tutot, si capisce che
> Dio è amore, mica altro!
Sì, certo: distruggere l'umanità col diluvio universale per te è amore, tientelo te questo tipo di amore, io non voglio averne niente a che fare! Per te allora significa amore prendere alla lettera questo: Gesù Cristo dice (Luca 19-27):
«Inoltre, conducete qui i miei nemici, che non hanno voluto che io regnassi su di loro e uccideteli alla mia presenza.».
> il
> messaggio di Gesù è fondato sulla
> non-violenza
Sì, certo, come il passo precedente che ti ho citato, oppure come questo:
«Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettervi la pace, ma la spada.
Perché io sono venuto a mettere disaccordo tra figlio e padre tra figlia e madre, tra nuora e suocera,
e i nemici dell'uomo saranno quelli di casa sua.
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me.»
Che pacifista questo Gesù! Se questo è il tuo concetto di non-violenza, io non voglio averne niente a che fare. Stai facendo affermazioni, tipo quella del Gesù non-violento o quella del dio amorevole che non sei in grado di giustificare. Alla luce dei fatti, analizzando i vangeli emerge un Gesù Cristo tutt'altro che non-violento e analizzando l'antico testamento emerge un dio tutt'altro che amorevole nei confronti degli esseri umani. I cristiani inculcano ai bambini che Gesù e suo padre sono buoni e giusti, dopodiché neppure davanti all'evidenza riescono a smuovere un po' questa credenza aprioristica che pesa sugli individui come un macigno. Inutile discutere con la logica: quando uno VUOLE che Gesù e suo padre siano buoni e giusti li vedrà sempre così. E intanto, per colpa di queste fantasie, noi tutti ci rimettiamo in quanto si continua a riproporre alla società civile un dio genocida e gli insegnamenti criminali di Gesù Cristo, e tutto ciò è possibile proprio perché vengono presentati come buoni e giusti.
LUI NON RISPONDE.
Dopodiché, il 4/1/2007 ho scritto ad una cristiana che mi ha scritto già in passato (vedete i post del 29/11, 1/12 e 3/12). Questa ha sempre il vizio di dire che Gesù Cristo è morto per noi (mi verrebbe voglia di dirle: “Parla per te! È morto per te, non per me! Io di lui non voglio averci nulla a che fare! Tenetevelo voi cristiani il vostro Gesù, io preferisco vivere! Non gliel’ho ordinato io di morire! Prenditela col suo padre padrone che gliel’ha ordinato di fare!”), la cosa più grave è che gliel’ho già spiegato che la crocefissione non è un dato storico ma è tratta da un testo “religioso” e non certo storico e le avevo già spiegato da dove era stata copiata la storia crocifissione: dal mito di Ermia! Guardate come si conclude il dialogo: lei ha il dono (quindi lei è la prediletta e gli altri sono sfigati)! Il seguente dialogo si è svolto dal 4 al 6/1/2007.
LEI DICE:
okay ti spiego io ti avevo risp e avevo scritto un poema: che esistono prove reali e concrete sul fatto che sia esistito gesù, tipo una roccia in palestina e uno storico e altre che ora non ho sotto mano....
ps nn m mandava l'hermes
IO RISPONDO:
Se la prova è quella specie di incisione "Giuseppe, fratello di Gesù..." eccetera l'hanno già analizzata e hanno scoperto che è un falso!
LEI DICE:
hanno scoperto hanno scoperto e la bla bla,.. l'uomo NONE' PERFETTTO E NON Eì ONNIPOTENTE
--------
IO RISPONDO:
> hanno scoperto hanno scoperto e
> la bla bla,..
Allora era proprio quella la "prova"! Ahahahaaaaaa!
> l'uomo NONE' PERFETTTO E
> NON Eì ONNIPOTENTE
Lo so, non esiste l'onnipotenza e neanche la perfezione.
LEI DICE:
e poi il cristianesimo nn è una religione lo sai??
IO RISPONDO:
Lo sò, io sono un pagano politeista, il paganesimo politeista è una religione, il cristianesimo è superstizione.
LEI DICE:
SUPERSTIZIONE - credenza determinata DALL'IGNORANZA e DALLA SUGESTIONE per cui s tende ad attribuire a cause occulte o soprannaturali avvenimenti che possono essere spiegati con cause naturali
SUGGESTIONE -fenomeno psicologico per cui un idea, sentim, comport s'impongono allo spirito, per l'azione ripetuta di una forza esterna irresistibile -ipnotica-
..leggilo bene.. no no non puoi chiamarla così
IO RISPONDO:
E come vuoi chiamarla? Quando c'è gente che pensa che a forza di mangiare particole andrà in paradiso secondo te questa non è superstizione?
> SUPERSTIZIONE - credenza
> determinata DALL'IGNORANZA e DALLA
> SUGESTIONE per cui s tende ad
> attribuire a cause occulte o
> soprannaturali avvenimenti che
> possono essere spiegati con cause
> naturali
Tipo la stigmate di padre pio o le statue della madonna che lacrimano!
LEI DICE:
la particola è solo un simbolo dell'amore di dio perchè rappresenta fisicamente che lui si e sacrificato per noi,, mai ho pensato k più le mangio più sn sicura d andare in paradiso, ma anzi sn la prima k dice k i BASABANCHI sn le persone peggio! ma credo che sia giusto coltivare la mia spiritualità attrv iol cristianesimo, perchè ha dei bei valori
IO RISPONDO:
> la particola è solo un simbolo
> dell'amore di dio perchè rappresenta
> fisicamente che lui si e sacrificato
> per noi,,
No, la particola è una simbologia pagana di cui i cristiani si sono appropriati ed hanno finto che sia un loro simbolo. La particola tonda rappresenta il Sole, Mithra! La festa del Sol Invictus Mithra guarda caso era festeggiata il 25 Dicembre.
> mai ho
> pensato k più le mangio più sn
> sicura d andare in paradiso,
È un modo di dire: i rituali cattolici li fa il prete e i fedeli devono ripetere come pappagalli ciò che dice di fare il prete, non esiste nessuno spazio per le scelte dei singoli, i cattolici non sono abituati ad essere attori ma sono educati a fare gli spettatori.
> ma anzi sn la prima k dice k i
> BASABANCHI sn le persone peggio!
> ma credo che sia giusto coltivare
> la mia spiritualità attrv iol
> cristianesimo, perchè ha dei bei
> valori
Bei valori? Riporto da Marco 14 - 48 a 14 - 52 il momento dell’arresto di Gesù Cristo:
«Allora Gesù, rispondendo. disse: «Siete venuti con spade e bastoni per catturarmi, come se fossi un brigante?
Eppure, ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio ad insegnare, e voi non mi avete preso; ma questo è avvenuto perché si adempissero le Scritture!».
Allora i discepoli, abbandonatolo, se ne fuggirono tutti.
Ed un certo giovane lo seguiva, avvolto in un lenzuolo sul corpo nudo, ed essi lo afferrarono.
Ma egli, lasciato il lenzuolo. se ne fuggì nudo dalle loro mani.»
Che ci faceva Gesù Cristo col giovane nudo? E poi qualcuno cade dalle nuvole quando scopre che esistono i preti pedofili; sarebbe da stupirsi se non ce ne fossero (visto che Gesù Cristo è il loro modello da imitare)! Della criminalità delle parole di Gesù Cristo ho già fatto qualche esempio. Ad un certo punto faccio riferimento a Matteo (da 10-34 a 10-37), dove Gesù Cristo dice:
«Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettervi la pace, ma la spada.
Perché io sono venuto a mettere disaccordo tra figlio e padre tra figlia e madre, tra nuora e suocera,
e i nemici dell'uomo saranno quelli di casa sua.
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me.»
E poi qualcuno sostiene che Gesù Cristo sia portatore di un messaggio di pace! Gesù Cristo dice (Luca 19-27):
«Inoltre, conducete qui i miei nemici, che non hanno voluto che io regnassi su di loro e uccideteli alla mia presenza.».
LEI DICE:
allora k la particola sia cristiana o pagana a me proprio nn sbatte niente, perchè ogni cosa assume un significato dentro di me pert questo dico k sono cristianaq,.. perchè la reli gione entra in me, nn m fermo -cm sembra tu faccia- al perchè dll cs, al qnd le hanno create ecc ecc ma la vedo da un altro punto, qll spirituale, la fede..
IO RISPONDO:
Nel paganesimo è fondamentale chiedersi il perché delle cose! Nel cristianesimo non ci si chiede il perché delle cose. Questa è una delle tante differenze che c'è fra religione e superstizione. La gente non si chiede perché il numero 17 porta sfiga, per loro porta sfiga perché qualcuno gliel'ha detto e basta! Questo è un'altro esempio di superstizione! Lo stesso i cristiani: qualcuno ha detto a loro che Gesù e il loro dio sono buoni e questo basta a loro per crederci!
> allora k la particola sia
> cristiana o pagana a me proprio nn
> sbatte niente, perchè ogni cosa
> assume un significato dentro di me
> pert questo dico k sono
> cristianaq,.. perchè la reli gione
> entra in me, nn m fermo -cm sembra
> tu faccia- al perchè dll cs, al
> qnd le hanno create ecc ecc ma la
> vedo da un altro punto, qll
> spirituale,
Io non mi fermo a chiedermi il perché delle cose ma pratico la mia religio. Ma il chiedersi il perché delle cose è importante e se non lo faccio le mie azioni sarebbero prive di significato e in quel caso non sarebbe religio ma superstitio, sarei come un cristiano.
> la fede..
La fede (nel senso moderno del temine) la lascio ai disperati, non so cosa farmene. Non sono ridotto così male da averne bisogno.
LEI DICE:
ma le cose infondate si sgammano subito 1 in romano VIXI vissuto già -morto- circa- cmq ora mi sconnetto.. e è il cuorek t fa credere mentre nll superstiz no..
IO RISPONDO:
Io lo so, anche tu lo sai che VIXI ha come unico anagramma il numero XVII e nessun altro numero! Ma sai quanti non lo sanno! Gesù Cristo ci si mette di più a sgamarlo perché ormai le persone sono condizionate nei loro sentimenti! Nessuno ha mai pregato il numero 17 ma l'hanno fatto con Gesù Cristo. Ciò che ti fa credere è la paura, come nella superstizione. Si ha paura di perdere quell'appiglio. Qulacuno ha addirittura paura di essere punito dal suo dio se tenta di metterlo in discussione quindi non provano neanche a pensare alla non esistenza. Altri invece hanno altri motivi, ma sono solo determinati da problemi di tipo emotivo.
LEI DICE:
lo metto spesso in discussione e i dubbi fanno parte della fede, come le liti fanno parte dell'amore -di coppia-
IO RISPONDO:
Sì? Nelle nostre discussioni non l'ho mai notato. Non ho notato dubbi, solo atti di fede da parte tua.
LEI DICE:
ma perchè nn ne discuto cn te!
> Io non mi fermo a chiedermi il
> perché delle cose ma pratico la
> mia religio. Ma il chiedersi il
> perché delle cose è importante e
> se non lo faccio le mie azioni
> sarebbero prive di significato e
> in quel caso non sarebbe religio
> ma superstitio, sarei come un
> cristiano.
>> la fede..
> La fede (nel senso moderno del
> temine) la lascio ai disperati,
> non so cosa farmene. Non sono
> ridotto così male da averne
> bisogno.
non è che ci credi cecamente, vuol dire avere i momenti belli e brutti cm col moroso!!! cioè nn è ke se tu m dici k k il blu è viola io c credo perchè ho fede in te,.. ma qll k voglio dire è k certe cs ank senza averle in mano le percepisci..
IO RISPONDO:
Come no, ti dicono che il male è bene e ci credi, cosa cambia. Se fin da piccola ti mostrano il colore blu e ti dicono: "Guarda! Questo è viola!", tu sarai convinta che è viola.
LEI RISPONDE:
nn so + che dirti
IO DICO:
> non è che ci credi cecamente, vuol
> dire avere i momenti belli e brutti
> cm col moroso!!! cioè nn è ke se tu
> m dici k k il blu è viola io c
> credo perchè ho fede in te,.. ma
> qll k voglio dire è k certe cs ank
> senza averle in mano le
> percepisci..
Quando la percezione viene riportata nel piano della ragione, questa farà i conti con la nostra cultura. Se nessuno ti avesse parlato di Gesù Cristo e del dio biblico tu non sapresti neanche della loro esistenza.
LEI DICE:
verissimo! ma direi che esisre una forza k muove tt, un amore universale e dato k io sono nata qui contemplo qst forza attr il dio cristiano
IO RISPONDO:
Non c'è un'unica forza, le forze sono molteplici. Questa è la principale differenza religiosa fra noi due: tu sei monoteista mentre io sono politeista.
LEI DICE:
ma nn credi che le forze insieme legano/creano/uniscono tutto e quindi diventa un unica grande cosa: il tt?
IO RISPONDO:
Il tutto è la Coscienza Universo.
LEI DICE (ometto le informazioni personali):
cmq ovvio k i dubbi ci sn, se nn c fossero sarebbe da preoccuparsi!! ora m devo sconnettere fra un po ma per dirti io nn so spiegarti il perchè la pranoterapia funzioni, ma [...],.mentre i dottori razionali -cm te- volevano [...]!
IO RISPONDO:
Non sono un razionalista, io sono una persona religiosa. La pranoterapia ha funzionato ma non c'è stato nessun "miracolo" da parte del dio biblico. Esistono delle forze dentro di noi che sono di autoconvincimento e autoguarigione, l'ha già dimostrato la scienza. I dottori probabilmente avevano deciso così per andare sul sicuro e non rischiare il peggio.
LEI DICE (ometto le informazioni personali):
la scienza dimostra ben poco.. perchè nn siamo noi forti, è la forza d dio ke attrverso di noi si rivela. quando sn diventata prima nazionale [...] d certo nn è stato grazie a me, ma grazie a dio k m ha dato il dono, ovvio k poi lo devo coltivare io
IO RISPONDO:
> la scienza dimostra ben poco..
La scienza ha dimostrato molto di più di tutti i cristiani messi insieme.
> perchè nn siamo noi forti, è la forza
> d dio ke attrverso di noi si rivela.
Dimostrami questo allora visto che la scienza dimostra poco! Tu non sei in grado di dimostrare un
 
23 Dicembre 2006

Quanto criminali erano i primi cristiani!

Un luogo comune abbastanza propagandato da certi anticlericali è che il cristianesimo sia nato con scopi “nobili” e solo dopo, quando la chiesa ebbe il potere, il cristianesimo cominciò a rappresentare un problema. Niente di più falso, ho già illustrato nel post del 16/12/2006 l’ideologia criminale di fondo che c’è negli insegnamenti di Cristo. Ho già spiegato quanto criminali erano gli zeloti, da cui poi venne elaborata la figura di Gesù Cristo. Gli zeloti nacquero nel 6 e poi nel 66 fecero scoppiare la guerra giudaica che si concluse nel 70. Fu intorno al 70 che vennero scritti i primi vangeli. Ma cosa dice il fondatore del cristianesimo, ovvero Paolo di Tarso, nel nuovo testamento? Ecco cosa scrive Karlheinz Deschner in “Storia criminale del Cristianesimo – Tomo I: L’età arcaica” a pagina172:
«Certo, Paolo non mancò di sferzare anche i pagani, nel momento in cui affermava che essi "si dibattono nella vacuità del loro spirito e nel buio delle loro menti", nell'"ignoranza", nell’ottusità", nell'"ostinazione", sempre pronti a "commettere ogni sorta di atti disonesti", sempre disposti all'"ingiustizia, alla perfidia, all' avidità, alla malvagità, pieni d' invidia e di desiderio di prevaricare", "degni, secondo it giudizio di Dio, di essere condannati a morte!" Muovendosi nel solco della tradizione ebraica da lui tanto detestata, Paolo proclamava che l'"idolatria" genera cupidigia e lussuria, e, frequentemente, menzionava gli "idolatri" in connessione con i ladri. Ancora, egli stigmatizzava i pagani come bestemmiatori, lussuriosi, ubriaconi, gente sempre pronta a parlare alle spalle, calunniatori, empi. Invitava a guardarsi dalle loro feste, interdiva la partecipazione al culto dei loro "idoli", ai loro banchetti sacri, invitava ad astenersi da qualsiasi "forma di comunione con it diavolo", "dal bere e dal mangiare con il demonio". E dei filosofi pagani cosa pensava Paolo? "Poiché si sono ritenuti saggi, non sono stati altro che degli stolti".18
Già nel Nuovo Testamento divampa, dunque, la fiamma dell' odio contro paganesimo.
Senza mezzi termini la prima lettera a Pietro considerava i costumi di vita pagani detestabili come lo sono "1' ubriachezza, la golosità, l'orribile idolatria". L'Apocalisse di Giovanni dileggiava Babilonia - appellativo riservato a Roma e al suo impero -come "dimora del diavolo", "prigione degli spiriti impuri". Nel testo giovanneo l'"idolatria" veniva messa sullo stesso piano dell' assassinio; un'unica condanna investiva gli assassini, i "miscredenti, i sacrilegi e gli sterminatori"; i "lussuriosi, gli stregoni... e tutti i bugiardi finiranno nella pozza dove ardono fuoco e zolfo". Il paganesimo, la "bestia", vive, infatti "dove dimora Satana", "dove ha sede il suo trono". "Cristo pascerà i pagani con un bastone di ferro, e li farà a pezzi come stoviglie di terracotta". Tutti i primi autori cristiani, i più aperti, secondo E. C. Dewick, condivisero tale "atteggiamento d'intransigente ostilità".'9».
Tutto questo odio di Paolo di Tarso accompagnò i primissimi cristiani dal 70 in poi. E poi gli anticlericali dicono che la chiesa cattolica fa danni perché non segue l’insegnamento di Gesù Cristo! In realtà i danni li fanno proprio perché mettono in pratica le parole dei vangeli ufficiali! Mettono in pratica le parole di Gesù Cristo e di Paolo di Tarso e per questo causano danni terribili agli esseri umani. In seguito cosa successe? Sempre dallo stesso libro, da pagina 168 in poi:
«La tematica antipagana presso i primi autori cristiani
Nel momento in cui cominciarono a impetrare la liberta di culto, i Cristiani dettero inizio anche alla polemica contro i pagani, come a suo tempo avevano fatto con gli Ebrei e gli "eretici". Tale polemica, in principio sporadica e quasi casuale, assunse rapidamente vaste proporzioni, e, dalla fine del II secolo, allorché i Cristiani cominciarono a sentirsi sempre piu forti, s'intensifice nei toni e nei modi. Gia a partire dal regno di Marco Aurelio (161-180) si conoscono i nomi di sei apologeti cristiani e tre opere apologetiche (di Atenagora, di Taziano e di Teofilo).7
I temi antipagani erano numerosi ma, come accadrà anche in seguito, privi di organicità. Essi riguardavano la teogonia pagana e la mitologia, il politeismo, l'essenza della divinità, la natura e i modi della sua raffigurazione, l'origine diabolica dell'"idolatria". Questa era ritenuta dai Cristiani il crimine peggiore e, nei primi tre secoli dopo Cristo, comport6 per chi la praticasse l'espulsione dalla comunità.8
Le argomentazioni prodotte dalla pubblicistica del primo Cristianesimo - ma anche successivamente - erano, in realtà, assai poco convincenti e prive di efficacia da un punto di vista letterario (Wlosok), cosi da esercitare un influsso pressoché nullo sull'opinione comune e tantomeno sul mondo politico. Erano paragonabili a una corrente piatta e opaca, destinata a non conoscere nei secoli sostanziali cambiamenti. Alcuni scrittori cristiani, come Eusebio e Attanasio, arrivarono a prendere di mira come bersaglio polemico persino i filosofi presocratici! Non da ultimo, gia in età paleocristiana, furono messi alla berlina i racconti sulle avventure amorose degli dei, considerate troppo osceni, nonché le rappresentazioni figurative del culto della divinità.9
Agli occhi dei Cristiani i miti antichi apparivano come sconvenienti e terribilmente scandalosi, traboccavano di "amores", "cupiditas", vizi.
Arnobio di Sicca, maestro di Lattanzio, nei suoi sette libri pateticamente verbosi Contro i pagani, affermava che gli dei pagani non erano altro che una stirpe "di cani e maiali", "figure riprovevoli i cui nomi, una bocca pudica, provava ritegno persino a pronunciare". Egli biasimava il fatto che, "alla maniera di bestie sfrenate", le divinità pagane si abbandonassero alle passioni, si dessero "con folle avidità a rapporti di ogni genere", a "sudici accoppiamenti". Arnobio, al pari di altri "padri", compile una lunga lista di amori celebri, quelli di Giove con Cere, Leda, Danae, Alcmena, Elettra, con migliaia di vergini e di donne sposate, con giovanetti: "ovunque imperversa Giove..., al punto di avere l'impressione che la vittima designata sia nata solo per essere it seme della discordia, la causa di oltraggi, per fornire l'argomento di rappresentazioni oscene da tenere in quei teatri-cloache" che andrebbero demoliti alle fondamenta, cosi come molti testi e molti scritti andrebbero bruciati.10
Se una divinità causava la rottura di un matrimonio, ciò era molto più grave dell' invio del diluvio universale! Le storie sugli dei raccontate da Omero o da Esiodo sembravano ai Cristiani estremamente ridicole. Eppure lo Spirito Santo aveva potuto mettere incinta una fanciulla senza intaccare la sua verginità, secondo quanto asseriva con la massima serietà uno dei pie noti esponenti del mondo cattolico dell'antichità, Ambrogio (la cui "grandezza" di certo "non risiede nell' originalità del pensiero": Wytzes), ricorrendo all' esempio degli avvoltoi che si riproducono in assenza di rapporti sessuali. "Perché ritenere impossibile che si sia verificato per la madre di Dio, ciò che comunemente accade per gli avvoltoi? Essi concepiscono senza bisogno dei maschi e nessuno solleva dubbi in proposito; poiché invece Maria ha generato senza aver consumato
matrimonio, allora si mette in discussione la sua purezza". Che i pagani seppellissero un'immagine della divinità, la piangessero e poi con grandi cerimonie ne festeggiassero la resurrezione destava il riso dei Cristiani che pure celebravano il Venerdì santo e la liturgia pasquale. Non meno "scientifiche" erano le prove addotte da Ambrogio per la resurrezione di Cristo: la metamorfosi dei bachi da seta, i colori cangianti del manto dei camaleonti e delle lepri, la resurrezione della fenice!11
I Cristiani riprovavano il fatto che i pagani venerassero le creature invece del loro creatore e uno spunto polemico costantemente ricorrente riguardava la natura delle immagini delle divinità: "Si prostrano dinanzi a un abbozzo prodotto dalle loro mani", deplorava Isaia. Sempre a questo proposito, il salmo 115 proclamava in tono di scherno: "hanno bocche ma non parlano, hanno occhi ma non vedono, hanno orecchie ma non odono, hanno nasi eppure non sentono gli odori...". In realtà, la religione antica non identificava affatto tali raffigurazioni delle divinità con le divinità stesse. Ma agli occhi dei Cristiani questi dei apparivano come "inutili morti" (Aristide), non potevano "ne vedere, ne sentire, ne muoversi". Secondo Gregorio di Nissa, l'immobilità delle statue degli dei si trasmetteva, addirittura, a coloro che le adoravano! Questi idoli rappresentavano "il puro nulla" dietro cui si celavano, a giudizio di Eusebio, "molte azioni turpi". Essi erano realizzati con ossa, materiale di scarto, paglia, e costituivano, perciò, un facile covo per insetti, blatte, topi, uccelli alla ricerca di un nido. Minucio Felice, Clemente di Alessandria, Arnobio e altri non si stancavano di descrivere il sudicio aspetto di queste immagini sacre: "volando sotto le volte del tempio, le rondini lasciano cadere i loro escrementi imbrattando la testa, il volto, la barba, gli occhi, il naso delle statue degli dei... Ci sarebbe da arrossire per la vergogna...". Le immagini degli dei - affermava in tono irrisorio il vescovo ariano Massimino - vengono distrutte dai ragni e dai vermi. Nel Martyrium Polycarpi si legge che esse erano concimate con sterco di cane.12
Degno di biasimo era, comunque, non solo adorare gli dei ma anche fabbricare le
loro statue. Tertulliano vedeva in questa attività un peccato mortale paragonabile, per gravita, all' adulterio e alla prostituzione. Come osservavano i Cristiani, le statue venivano scolpite intagliate, dirozzate, spalmate di collanti, "bruciavano nei forni per la terracotta, erano lucidate con strumenti rotanti e lime, lavorate con seghe, trapani, accette, modellate con la pialla. Non è follia tutto ciò?". E non di rado esse erano fabbricate servendosi di "gioielli di prostitute, ornamenti femminili, ossa di cammello..." (Arnobio). Gli artefici di simili opere erano, secondo Origene, artisti traviati, gente ciarlatana e intrigante, capace, per Giustino, di ogni misfatto, come, per esempio, concupire le giovani schiave che li aiutavano nella realizzazione delle loro creazioni
Molte, quando non la maggior parte, delle accuse mosse ai pagani potevano essere rivolte, con altrettanta fondatezza, ai Cristiani.
Clemente di Alessandria o Arnobio deploravano it fatto che alcuni artisti si servissero per le loro opere di modelli umani, addirittura di "prostitute senza pudore": Prassitele per realizzare la Venere di Cnido si era ispirato alla sua amante Cratina. Ma non si può dire, forse, lo stesso di madonne, figure di santi, personaggi biblici? Fra Filippo Lippi. per dipingere la Vergine con Gesù Bambino, prese ripetutamente a modello un bambino e la monaca Lucrezia Buti che, da lui indotta ad abbandonare la vita conventuale, successivamente divenne sua moglie. Nel suo ritratto delle figlie di Loth, Diner in mortale le due concubine del cardinale di Magonza Albrecht II (1514-1545), Kathe Stolzenfeld e Ernestine Mehandel. Alla prima s'ispira anche Grunwald per it suo "Matrimonio mistico di santa Caterina", mentre alla seconda ricorse Cranach per la sua santa Ursula. Minucio Felice, un avvocato di origine africana attivo a Roma, criticava aspramente esposizione delle immagini degli dei in occasione delle processioni. Eppure, nelle processione cristiane venivano portate in trionfo intere teorie di santi: l' arcivescovo Albrecht di Magdeburg arrivò addirittura a servirsi di una cortigiana per rendere l'immagine di una "santa vivente". E se it vescovo Eusebio vedeva nell'erezione di statue in onore degli dei nient' altro che un inganno perpetrato ai danni di uomini ingenui, dalle menti ancora infantili, cosa dovremmo vedere noi nelle miriadi di statue di santi esposte in ogni luogo?14
La polemica antipagana prendeva a bersaglio il fatto di prostrarsi dinanzi a opere prodotte dall'uomo. Ma anche i Cristiani s' inginocchiavano davanti alle raffigurazioni di Cristo e dei santi. I Cristiani condannavano l'usanza di baciare gli idoli, eppure essi stessi baciavano le immagini sacre e le reliquie. Sempre i Cristiani sostenevano che le rappresentazioni materiali degli dei non erano una prova della loro esistenza, ma quelle di Cristo potevano esserlo, forse, dell' esistenza del Figlio di Dio? Agostino affermava che le immagini degli dèi non proteggevano gli uomini in battaglia; potevano, forse, farlo quelle dei santi? Clemente, Arnobio e gli altri godevano degli incendi dei templi e della loro rovina, mentre per assistere alla distruzione di Chiese cristiane bisognerà attendere la II guerra mondiale. (Gia Lichtenberg sorrideva dei parafulmini posti sugli edifici sacri). I Cristiani ritenevano che i materiali impiegati per la fabbricazione degli idoli potessero essere destinati a scopi migliori; essi andavano protetti dai ladri "mettendoli accuratamente sotto chiave" (Arnobio), proprio come si faceva, in fondo, con i tesori delle chiese. Era, dunque, ben poca la fiducia che si riponeva in Dio! Sempre i Cristiani accusavano la religione romana e l'impero romano di essere il frutto del crimine, ma non si poteva dire altrettanto della Chiesa cristiana e dell' impero cristiano?15
Inutile dire come, dietro l'idolatria, si celasse naturalmente il diavolo e, con lui, un'intera schiera di anime dannate. Fin dal principio, i Cristiani considerarono il culto degli idoli - caratterizzato da pratiche magiche e fede negli spiriti - legato direttamente al demonio. Alcuni - per esempio Tertulliano - videro anche il circo, il teatro, lo stadio come manifestazioni diaboliche. Solo i demoni erano in grado di generare l'inganno degli dei, di abbindolare i pagani tenendoli lontani dal culto del Dio dei Cristiani, parlando per bocca degli oracoli, facendo degli idoli il loro nascondiglio, compiendo miracoli, riempiendo la bocca dei poeti di storielle menzognere, e la propria del sangue e del fumo acre dei sacrifici offerti in loro onore.16
È interessante rilevare, comunque, come la polemica antipagana solo con it tempo avrebbe raggiunto proporzioni rilevanti, divenendo sempre più aspra. In principio, i Cristiani rappresentavano una minoranza che rischiava l'estinzione e, pertanto, fecero buon vino a cattivo gioco. II mondo era quasi interamente pagano e di fronte a tale schiacciante supremazia, i Cristiani non potevano certo fare la voce grossa; piuttosto dovevano cercare un accomodamento in attesa del giorno in cui si sarebbero potuti sbarazzare dei loro avversari.
Tutto questo si trova gia riflesso nel primo autore cristiano.»
[…].
«La diffamazione della cosmologia, della cultura e della religione pagana
(Aristide, Antenagora, Taziano, Tertulliano, Clemente, ecc…)
Circa alla metà del II secolo, Aristide, uno dei primi apologeti, in un suo scritto rinvenuto nel 1889 presso il monastero di S. Caterina del Sinai, condannava la divinazione dell'acqua, del fuoco, del vento, del sole e, non da ultimo, la venerazione della terra "albergo della lurida immondizia degli uomini, degli animali selvatici e di quelli addomesticati... pieno delle azioni impure degli assassini", un "ricettacolo di cadaveri". II bersaglio polemico prediletto da Aristide furono soprattutto gli Egiziani, e ciao non dovrebbe sorprendere visto che, ancora ai nostri giorni, alcuni studiosi parlano con disprezzo del "obscure and tortuous cloak of Egyptian mythological language". Grave colpa degli Egiziani, "i pin ingenui e irrazionali tra tutti i popoli della terra", era quella di essere arrivati a divinizzare persino gli animali. In realtà, gli studiosi di storia delle religioni, discutono ancora se, presso questo popolo, gli animali fossero realmente considerati divinità, o rappresentassero semplicemente forme sensibili in cui gli dei venivano manifestandosi. Tutto ciò, appariva, comunque, agli occhi di Aristide, scandaloso e degno del pin aspro biasimo. L' apologeta condannava senza mezzi termini la venerazione di divinità teriomorfe, l'adorazione dei pesci, delle colombe, dei cani, degli asini, delle teste di bue e di montone, addirittura della cipolla e dell'aglio. "E non si rendono conto i miserabili che tutte queste cose non significano nulla (!)".20
11 regno animale non significa nulla! Il regno vegetale non significa nulla! La passione non significa nulla! E il mondo degli dèi? Nient'altro che "follia", "chiacchiere empie, ridicole e stolte" destinate a generare "il male, l'odio, l'orrore". "La depravazione", le "guerre interminabili, le grandi carestie, la dura prigionia e l'impoverimento pia totale", tutto ciò si abbatte da secoli sugli uomini "per una sola ragione": paganesimo.21
Sul finire del II secolo, Atenagora di Atene contestava il fatto che Dio, padre della ragione, venisse venerato in creature irrazionali, che la divinità assumesse le forme dell'uomo, degli uccelli, dei rettili. Ma, avvedutamente, proclamava "che ogni uomo doveva essere libero di scegliere il proprio Dio" e assicurava di non voler attaccare intenzionalmente le immagini delle divinità pagane, ne di voler disconoscere le loro virtù miracolose, come, del resto farà anche Agostino! E con quanta umiltà, diremmo quasi devozione, Atenagora, nella sua "Supplica a nome dei Cristiani", chiedeva "indulgenza" agli imperatori Marco Aurelio e Commodo, esaltando il loro "saggio governo", la loro "bontà e mitezza", "1' amore sconfinato per la pace e la filantropia", la loro "sere di conoscenza", l' "amore per la verità, le loro "buone azioni", profondendosi, in sostanza, in una serie di lodi sperticate che ben poco si addicevano ai due imperatori.22
Nello stesso periodo, intorno al 172, in Oriente, Taziano, di origine siriaca, redasse una provocatoria invettiva contro il paganesimo. Per il discepolo di Giustino (convertitosi a Roma al Cristianesimo), divenuto in seguito capo della setta eretica degli Encratiti, per il "filosofo barbaro Taziano", come egli stesso amava definirsi, i pagani erano dei millantatori, degli ignoranti, degli attaccabrighe e degli adulatori. Si dibattevano nelle "tenebre" e nella "vuota retorica", erano lascivi e bugiardi. L'educazione dei pagani, i loro costumi, la loro religione, i loro sapere era qualcosa di "vacuo", "insulso", "folle". Nel suo discorso rivolto ai seguaci dell'ellenismo, Taziano ironizzava sulla "millanteria dei Romani e degli Ateniesi", sulla "schiera infinita delle vostre poetesse ed etere buone a nulla e perdigiorno". L' ex discepolo dei sofisti condannava l'"intemperanza" di Diogene, l'"incontinenza" di Platone, l'"ignoranza" di Aristotele, le "vane chiacchiere" di Ferecide e Pitagora, le "fanfaronate" di Empedocle. Saffo altro non era che "una donnetta lasciva, preda della follia d' amore", Aristippo "un libertino con l'aspetto di santo", Eraclito "un autodidatta superbo". In breve: "tutti chiacchieroni, nessun maestro vero", "capaci di riempirsi la bocca di parole, ma intellettualmente poco acuti", "si aggirano con le unghie sfoderate come le bestie selvatiche"."
Taziano, inoltre, condannava la retorica antica, le scuole, il teatro, "luoghi in cui... ci si dilettava nell' ascolto delle declamazioni piene di oscenità". E non mancava di criticare aspramente la scultura, per i suoi temi e i suoi modelli, nonché la poesia e la filosofia greca. Non si stancava di mettere a confronto la "ciarlataneria" dei pagani, la Toro "stoltezza" e "degenerazione", con "1' immensa saggezza" dei Cristiani, "le dottrine ingannevoli dei demoni accecati" con "gli insegnamenti della nostra scienza".
Chiunque amasse la filosofia, secondo Taziano, doveva rivolgersi alla Chiesa. "Tra noi non ci sono stolti e non diciamo sciocchezze, voi invece seguite gli insegnamenti dei Greci", "noi non mentiamo" mentre "le vostre chiacchiere sono insensate...". Tra le verità di cui si sentiva l'araldo, Taziano includeva anche le favole macabre secondo cui i pagani si nutrivano della come dei Cristiani per impedire che questi resuscitassero!'
Lo scritto di Taziano, configurandosi come un' aspra requisitoria contro le grandi acquisizioni della cultura ellenistica in tutti i campi del sapere, rappresenta il primo passo verso la diffamazione della cultura pagana, destinata, in tal modo, in Occidente, a subire una sorta di proscrizione, a cadere nel dimenticatoio per quasi più di un millennio. Tuttavia, mentre uno studioso dotato di un certo acume critico come J. Geffcken vede in Taziano "un nemico della cultura orientale", "un raffinato ipocrita", "un erudito fanfarone da quattro soldi", un "pensatore superficiale", "un bugiardo privo del bench
minimo senso di onesta verso se stesso e verso gli altri", da parte cattolica, invece, ancora oggi si difende "la bellezza e il valore" del nucleo tematico principale dello scritto di Taziano che, gia nel IV secolo, secondo Eusebio, era per molti "degno delle piu alte lodi". Anche al vescovo di Cesarea il "Discorso per i seguaci dell'ellenismo" sembrava "1' opera pia bella e più significativa di Taziano".25
Taziano, comunque si collocava in un' ideale linea evolutiva della Chiesa antica, che, partendo da sant' Ignazio (il quale respingeva ogni contatto con la letteratura pagana, arrivando a rifiutare in blocco persino insegnamento scolastico) e dal vescovo di Smirne Policarpo, anch' egli sulla stessa lunghezza d'onda, arrivava a Ermia e alla sua tanto rozza quanto inconsistente "denigrazione dei filosofi pagani", al padre della Chiesa Ireneo e al vescovo di Antiochia Teofilo. Tutti costoro disprezzarono la filosofia anti-ca, la condannarono definendola "una frottola menzognera", "assurda, insensata, folle, eccentrica". Secondo Teofilo, spirito ben modesto ma titolare di una cattedra episcopale tra le pia importanti, i grandi rappresentanti della cultura greca non avevano prodotto altro che "sproloqui", "vane chiacchiere", "prive della pia piccola scintilla di verità", "destituite di ogni fondamento".26
Anche Tertulliano si mosse nello stesso solco. Da uomo di cultura bilingue, come si addiceva a un vero cristiano, egli poteva difendere la tolleranza, ammettere che si pregasse Giove o l'altare della Fides, protestare contro chiunque minacciasse la liberta di culto e impedisse che la divinità da adorare fosse il frutto di una libera scelta". E, tuttavia, non poteva fare a meno di chiedersi cosa mai avessero in comune un filosofo e un cristiano, un discepolo dell' ellenismo e un discepolo del cielo, un mistificatore e un sostenitore della verità, uno spirito menzognero e un custode della verità. Di fatto, Tertulliano rifiutô in blocco e senza compromessi la filosofia antica, sebbene su di essa si fosse compiuta la sua formazione culturale, e sferzò tutta la cultura greca nel suo complesso. Essa non aveva nulla a che spartire con il Cristianesimo, piuttosto lo aveva con la stoltezza e con il diavolo, e se mai si era avvicinata alla verità, ciò era avvenuto per caso o per plagio!27
La quintessenza del peccato, il più grave dei Bette peccati capitali rimaneva, per Tertulliano, il culto degli dei, di fatto, nient'altro che forze della natura e potenze sessuali personificate e divinizzate. Forse nessun altro autore cristiano antico combatte l'idolatria in modo cosi sistematico. Con soddisfazione egli constatava lo scarso rispetto dei pagani verso i propri idoli e le proprie tradizioni religiose. Prendeva di mira l'inerzia degli dei, denigrava it carattere osceno dei miti che li riguardavano, lamentava il fatto che un Cristiano, ovunque si recasse, fosse costretto a imbattersi nelle divinità pagane. Tertulliano interdisse ai Cristiani qualsiasi attività avesse a che fare con l'"idolatria", dalla fabbricazione di statue di divinità, alla loro vendita o a tutte le professioni al servizio dei pagani, compreso il servizio militare.28
Persino un estimatore della filosofia greca come Clemente di Alessandria, sul finire del III secolo, nel suo Logos protreptikos, condannava "la tanto celebrata mitologia classica", "i templi dedicati agli dei, "gli oracoli inutili con le loro profezie, o meglio con le loro chiacchiere deliranti", "le folli scuole dei sofisti dove s'insegnava a un pubblico di miscredenti, e le bettole piene della pazzia eretica". Anche nei "misteri dei pagani", Clemente non vedeva altro che "menzogne ben mascherate", manifestazioni "del loro sacro delirio", "orge ingannevoli", "assolutamente indegne dell'uomo", "fonti di disgrazia e di rovina", empi culti in grado di far presa unicamente "sui pin rozzi tra barbari della Tracia, sui pin stolti tra gli abitanti della Frigia, e sui greci miscredenti".29
Clemente non si stancava di condannare anche la divinizzazione degli astri, del sole, caratteristica soprattutto della religione persiana, il culto della terra, delle piante, dei frutti, dell' acqua, tipica degli Egiziani (si pensi al dio Nilo), non meno dell' erotismo e della sessualità. Sulla stessa linea si era mosso, prima di Clemente, Aristide (cfr. pp. 172 s.) e, dopo di lui, si muoveranno Firmico Materno e Attanasio che, nella sua Oratio contra gentes, deplorerà non solo la venerazione delle immagini sacre, degli uomini e degli animali, ma anche delle stelle e delle forze della natura, in sostanza, demolirà fondamenti della religione pagana, vedendo in essi nient' altro che forme di immoralità e di depravazione sessuale."
I Cristiani mostrarono, dunque, una totale indifferenza nei riguardi del fascino esercitato dai cicli naturali sui pagani, nei riguardi della loro interpretazione del mondo legata ai miti ancestrali della fertilità, all'empatia verso gli eventi terrestri e cosmici. Fu estraneo ai Cristiani quel sentimento della bellezza e della pienezza dell'esistenza che caratterizzava, invece, il paganesimo. "Tutto ciò che riguarda queste divinità - scriveva Plutarco a proposito della religione egiziana - e posto in rapporto all' aratura, alla semina, alla nascita dei frutti della terra". Esse assurgevano a simboli del divenire inarrestabile connaturato all' esistenza.31
Anche Clemente, del resto, vedeva nell' adorazione del sole, della luna, delle stelle, della terra con i suoi frutti, "la massima espressione della malvagità", una forma "di eresia e di negazione di Dio", "di detestabile allontanamento dalla verità, destinata a condurre l'uomo lontano dal cielo e a farlo sprofondare nell' abisso". "Maledetta empietà", tuonava Clemente. "Perché avete abbandonato il cielo e venerate la terra?... Avete rivolto (non mi stancherò di ripeterlo)... la vostra devozione alla terra... Ma io la terra la calpesto con i piedi, non l'adoro".32
In quest'ultima affermazione si coglie - in modo ancora più chiaro che in Aristide - un'eco del passo biblico: "Schiacciateli sotto i vostri piedi!". Si faceva, dunque, strada una nuova visione del mondo, le cui conseguenze sarebbero state di portata difficile da valutare. All' idea di un "cosmo dominato dalle forze della natura", si sostituiva quella di un "cosmo controllato dalla Chiesa", una sorta di antropocentrismo radicale di natura religiosa, che la Chiesa medievale avrebbe fatto proprio e sviluppato arrivando all' elaborazione, secondo A.H. Armstrong, di "a wholly man-centred technocratic paradise, which is beginning to look more and more of us more and more like hell".33
Nel 1968, il teologo protestante Albrecht Peters, richiamandosi espressamente al passo biblico copra citato, affermava significativamente: "Nel momento in cui l'uomo, grazie all'incontro con Dio, fu liberato dalla soggezione alle forze elementari del cosmo, e, dunque, dall'obbligo di venerarle, e si trovò di fronte a un unico Dio e a un mondo unitario non più frammentato in una pluralità di forze dominanti... si affacciò per lui la possibilità di avviarsi sul cammino della secolarizzazione; egli consegui la libertà... di dominare, anche dal punto di vista tecnico, un mondo ormai demagizzato... Questa secolarizzazione compiutasi nell'ambito del Cristianesimo super-6 con la forza del suo impatto tutte le precedenti forme di secolarizzazione, e fini per trascinare nel vortice del suo impegno a dominare il mondo tutte le altre culture".
Al pari della divinizzazione del cosmo, Clemente di Alessandria condanna 1' esaltazione della sessualità, criticandola aspramente, nel suo Logos Protreptikos, insieme ai culti pagani e "ai vostri demoni, ai vostri dèi e semidèi che chiamate cosi proprio come si fa con i mezzi asini, cioè i muli". Nelle proprie dimore - deplorava Clemente per il quale gli dèi venivano posti sullo stesso piano del diavolo - i pagani amavano "rappresentare i desideri immondi dei loro demoni", e tenevano "piccole statue di Pan, di fanciulle nude, di satiri ubriachi, riproduzioni di membri virili in erezione": "di fronte alla virtù vi comporterete da spettatori ammirati, ma di fronte all' empietà assumerete le vesti del combattente". "0 quale sfacciata impudicizia!"35
Sempre Clemente arrivava ad affermare che "qualsiasi atto compiuto dai pagani era peccaminoso" e ad accusare "coloro che veneravano gli idoli" di qualcosa che, in seguito, avrebbe contraddistinto intere generazioni di monaci cristiani: "Hanno i capelli sporchi, l'aspetto ripugnante, le vesti lacere, non si lavano mai, le loro unghie sono simili agli artigli degli animali selvatici". Paragonava i templi pagani a "delle tombe e a delle prigioni" e le immagini sacre degli Egiziani a una bestia che sarebbe stata ben collocata in una caverna o in un letamaio. Di fronte a simili dichiarazioni non desta meraviglia il fatto che il Cristianesimo, dopo la sua vittoria sul paganesimo, sferra contro quest'ultimo un attacco implacabile.36
Gia il sinodo di Elvira, al principio del IV secolo, aveva promulgato una lunga serie di disposizioni volte a colpire l'"idolatria", la magia pagana, le usanze pagane, il matrimonio di una Cristiana con un pagano, o con uno dei loro sacerdoti. Per chi contravvenisse a tali disposizioni erano previste pene severissime di carattere religioso. Praticare culti pagani, al pari dell' omicidio e della fornicazione, era punito con la negazione della Comunione, persino in articulo mortis. Accanto a simili provvedimenti, il concilio si propose anche di arginare le manifestazioni pia eclatanti di devozione da parte cristiana, come testimonia, per esempio, il canone 60, in base al quale non veniva riconosciuto come martire chi fosse morto mentre distruggeva le "immagini degli idoli" .' Tale disposizione si comprende chiaramente nel momento in cui si consideri come il Cristianesimo non fosse ancora una religiose ufficialmente riconosciuta.
Dopo la sua definitiva vittoria sul paganesimo, i toni cambiarono completamente. La prima grande svolta nel conflitto con i pagani si ebbe nel 311, quando l'imperatore Galerio, seppur con riluttanza, rese il Cristianesimo "religio licita" (cfr. p. 182) e, soprattutto, nel 313, allorché 1 'imperatore Costantino venne manifestando una crescente simpatia per il Cristianesimo, cui concesse un ampio ventaglio di privilegi (cfr. pp. 200 s., e pp. 208 ss.). Per effetto della nuova alleanza instauratasi con il potere politico pia forte del mondo antico, non solo i toni della trattatistica cristiana, ma anche le sue prospettive vennero mutando rapidamente in maniera significativa.38»
[…].
«7 Eusebio, 4,26,1; 4,26,4 ss.; 4,27,1; 5,17,5; Fredouille, pp. 869 ss; Wlosok, pp. 149 ss.
8 Tertulliano, Adversus Marcionem, 4,9; Idem, De idolatria, 1. Cfr. Agostino, Ennarrationes in psalmos, 88; Idem, Sermones, 2,14; 62,6,9; Idem, Epistulae, 232,1,2; Fredouille, pp. 870 ss; Dodds, pp. 102 ss.
9 Geffcken, Zwei griechische Apologeten, p. 239; Hoheisel, p. 41, pp. 76 s., p. 79; Wlosok, p. 163.
10 Arnobio, Adversus nationes, 3,9 ss.; 4,24 ss.; 4,36; 5,22; LThK 1. A. I, p. 689; Altaner, pp. 152 s; Kraft, Kirchenvdter Lexikon, p. 57; Tullius, pp. 88 ss.
11 Aristide, Apologia, 8; 13; Giustino, Apologia, 1,21; 1,24 s; Taziano, Oratio ad Graecos, 8 ss; PseudoGiustino, Oratio ad Graecos, 2 s; Minucio Felice, Octavius, 20; Firmico Materno, De errore profanarum religionum, 22; Ambrogio, Exameron, 5,20,64 s.; 5,23,77 ss; Wytzes, p. 29; Lieberg, pp. 64 ss.
12 Is. 2,8; Sal. 115,5 ss; Ap. 9,20; Aristide, Apologia, 3,2; 4,1 ss.; 13,1 s; Atenagora, Legatio, 6; 15; 18s.: 22; 28 s; Giustino, Apologia, 1,9; 1,20; Lettera a Diogneto, 2; Teofilo, Ad Autolycum, 1,19; Martyrium Apoloni, 22; Martyrium Polycarpi, 2,2; Tertulliano, Apologia, 12,7; Minucio Felice, Octavius, 24,1; Clemente d'Alessandria, Logos protreptikos, 4,52,4; Arnobio, Adversus nationes, 6,16; Eusebio, Vita Constantini, 3,57; 4,39; Gregorio di Nissa, Omelie sul Cantico dei cantici, 5; Agostino, De consensus evangelistarum, 1,34,52; Idem, Enarrationes in Psalmos, 134,23; Kraft, Kirchenviiter Lexikon, p. 248; Freouille, p. 871 s; Funke, p. 789; Tullius, p. 15 ss; Mensching, Irrtum, p. 26 s.
13 Atenagora, Legatio, p. 17; Giustino, Apologia, 1,9; Taziano, Oratio ad Graecos, 4; Tertulliano, De pudicitia, 5; Idem, Adversus Marcionem, 4,9,6; Idem, Apologeticum, 12; Arnobio, Adversus nationes, 6,14; Cirillo di Gerusalemme, Catechesi, 6,10; Ippolito, Traditio apostolica, 16; Origene, Contra Celsum, 1,5; 5,38.
14 Minucio Felice, Octavius, 12,5; Clemente di Alessandria, Logos protreptikos, 53,5 s; Arnobio, Adversus nationes, 6,13; Eusebio, Oratio ad sanctorum coetum, 11; Idem, Epistula ad Constantinum; Idem, Historia ecclesiastica, 7,18,4; Altaner, p. 120; Menzel, II, pp. 249 s; Deschner, Das Kreuz, p. 190; Kindlers. Malereilexikon, IV, p. 169.
15 Policarpo, Lettera ai Filippesi, 11,2; Pseudo-Clemente, Recognitiones, 5,15; Idem, Omiliae, 10,22; Giustino, Apologia, 1,9; Celemente d'Alessandria, Logos protreptikos, 4,52,2 s.; 4,53,2; Arnobio, Adversus nationes, 4,10 ss.; 6,20 s.; 6,23; Firmico Materno, De errore profanarum religionum, 15,3; 28,4 ss; Agostino, De civitate Dei, 1,2; Lattanzio, Divinae institutiones, 2,2,22; Teofilo, Ad Autolycum, 2,34: Eusebio, Oratio ad sanctorum coetum, 11; Funke, p. 805; Tullius, pp. 22 ss.
16 Atenagora, Legatio, 27; Giustino, Apologia, 1,14; Teofilo, Ad Aueolycum, 2,28; Clemente di Alessandria, Logos protreptikos, 44; Tertulliano, Apologeticum, 22,5 ss; Idem, De spectaculis, 4; Idem, De idolatria, 1; Origene, Contra Celsum, 7,67; 8,18; Pseudo-Clemente, Omiliae, 9,7 ss; Idem, Recognitiones, 4,14 ss; Firmico Materno, De errore profanarum religionum, 26 s; Fredouille, pp. 889 s; Hoheisel, pp. 83 ss.
17 Rm. 9,30 ss.; 11,11 ss; Ef. 3,6; At. 13,46 ss.; 18,6; Dellinger, p. 88.
Ef. 4,17 ss; Rm. 1,21 ss.; 1,29 ss; Col. 3,5; 1 Cor. 5,10 s; 10,7; 10,20. Sulle credenze relative ai demoni per quanta concerne i padri della Chiesa si veda Giustino, Apologia, 1,14; 1,58; Teofilo, Ad Autolycum, 2,28; Atenagora, Legatio, 27; Van der Nat in RAC IX, pp. 737 ss; Deissmann, p. 64; Conzelmann, pp. 204 s; Nock, Essays, I, p. 347.
19 1 Pt. 4,3; Ap. 2,12 ss.; 2,26 s.; 18,2; 21,8; 22,15; Friedlander, p. 935; Dewick, p. 112; Meinhold, Historiographie, I, p. 31.
20 Aristide, Apologia, 4.2 s.; 5,1 ss.; 6,1; 12,1; 12,6 ss; Minucio Felice, Octavius, 28,7 s; Giustino, Apologia. 1,24,1; Atenagora, Legatio, 1,1; 14,2; RAC X, p. 1204. Altaner, pp. 88 s; Mensching, Irrtum, p.9; McKenzie, p. 40.
21 Aristide, Apologia, 8,5 s.; 9,5; 9,8 s. Cfr. anche 3,1 ss; 8,1 ss.
22 Atenagora, Legatio, 1 s.; 18; 21 ss.; 26 s. Cfr. anche Giustino, Apologia, 1,9,2; Teofilo, Ad Autolyeum, 1,10; Minucio Felice, Octavius, 23,12; Eberhard, in BKV 1913, p. 6; Idem in LThK 1. A. I, p. 770: Funke, in RAC XI, p. 784, p. 802; Hoheisel, p. 81.
23 Taziano, Oratio ad Graecos, 1,4; 2,1 ss.; 3,2 s.; 3,6 s.; 3,9 s.; 6,4; 14,1; 25,1; 26,1; 26,5; 33,1; 33,7; 34,5: 34,7; 35,2; 43,1; Kukula, in BKV 1913, pp. 4 s., p. 7, p. 15, p. 18; Altaner, pp. 95 s; Krause, Die Stellung. p. 24.
24 Taziano, Oratio ad Graecos, 1,7; 12,6; 12,13; 17,2; 19,1; 21,1 ss; 22 ss; 26,5; 32,2 s; 32,7; Grant, Das rOmische Reich, p. 277.
25 Taziano, Oratio ad Graecos, 8,4; 9,7 ss; 10,3; 14,1 ss; 15,8; 18,6; 29,1 ss; 33 s; Eusebio, Historia ecclesiastica, 4,29,7; BKV 1913, p. 19; Geffcken, Zwei christliche Apologeten, pp. 105 ss; Krause, Die Stellung, p. 23.
26 Ermias, 21,2,10; Teofilo, Ad Autolycum, 2,12; 2,15; 2,33; 3,2 s; 3,17; Cfr. anche 3,16; 3,29; Ireneo, Adversus haereses, 2,14; BKV 1913, p. 6; Altaner, p. 103; Kraft, Kirchenvtiter Lexikon, pp. 263 s; Krause, Die Stellung, p. 26, pp. 61 s; Deschner, Hahn, pp. 306 ss.
27 Tertulliano, Apologeticum, 24, 38, 42, 46; Idem, De praescriptione haereticorum, 7;14.; Idem, De anima, 1 s; Idem, De spectaculis, 17, 29. Sui "plagi compiuti dai Greci" cfr. Tertulliano, Apologeticum, 19; Altaner, p. 126; Kraft, Kirchenvater Lexikon, p. 474; Krause, Die Stellung, pp. 91 s.
28 Tertulliano, De idolatria, 1; 4 ss; 10; 17 s; Idem, Ad martyres, 2,7; Idem, Apologeticum, 13,6; 22,1 ss; 42; 46; Idem, De pudicitia, 5; Idem, Adversus Marcionem, 4,9,6; Wright, pp. 17 ss; McKenzie, pp. 88 s; Morenz, pp. 30 ss; Eliade, pp. 299 ss. Cfr. anche it capitolo dal titolo "II disprezzo per gli dei e le dee" in Opelt, Die lateinischen Schimpfworter, pp. 253 ss.
29 Clemente di Alessandria, Logos protreptikos, 2,11 ,1 ss; 2,12,1 s; 2,13,2 ss; 2,14,1; 2,17,2; 2,22,3; 2,23,1.
30 Attanasio, Oratio contra genres, 1 ss; RAC XI, p. 881; Mensching, Irrtum, p. 17.
31 Plutarco, De Iside et Osiride, 65.
32 Clemente di Alessandria, Logos protreptikos, 2,25,1; 2,26,1 s; 2,27,1; 4,56,2 ss; 4,58,3; 4,63,1. Cfr. Origene, Contra Celsum, 7,62; Funke, in RAC XI, pp. 780 s; Gentz, Athanasius, p. 862; Hoheisel, pp. 133 ss.
33 Armstrong, pp. 11 s.
34 Peters, p. 28.
35 Clemente di Alessandria, Logos protreptikos, 2,22,6; 2,40,4; 4,60,1; 4,61,1 ss; Fredouille, Gotzendienst, in RAC XI, pp. 873 s.
36 Clemente di Alessandria, Logos protreptikos, 4,11,3; Idem, Quis dives salvetur, 3; Idem, Paidagogos, 3,52,2; 3,4,2 ss; Lacarriere, p. 153.
37 Sinodo di Elvira, c. 3; 6; 15; 16; 17; 34; 40; 41; 55; 56; 60; Orlandis/Ramos-LissOn, pp. 3 ss., pp. 12 ss.
38 Fredouille, Gotzendienst, p. 879.»
 
22 Dicembre 2006

GIORNO PAGANO EUROPEO DELLA MEMORIA

Se qualcuno trova giusto che ci sia un Giorno Pagano Europeo della memoria può firmare la petizione alla pagina http://www.petitiononline.com/24feb/petition.html
Riporto ciò che dice la petizione (alle organizzazioni Pagane Europee e alle Istituzioni Europee).
«Historia magistra vitae, così Cicerone la definisce nel De oratore. La storia, il ricordo degli avvenimenti e delle dinamiche del passato come monito per il futuro.
Chi oggi vuole definirsi pagano, o comunque riallacciarsi alle antiche religioni, non può ignorare la storia che egli fa propria. Come non si può far finta che nulla sia cambiato e ricreare un’utopia di rievocazione del passato, dal momento che l’essenza della religio pagana è anche il suo viverla nella vita, cancellando artificiosamente la distanza storica tra noi e gli antichi, così non si può ignorarla, evitando di guardare al passato, con il rischio di ripetere gli stessi errori.
La memoria soprattutto delle difficoltà passate è fondamentale e non si può assolutamente far finta di non vedere i massacri e le distruzioni a cui i pagani sono andati incontro nella storia. Un pagano che voglia dirsi tale non può credere che bastino delle scuse a cancellare con un colpo di spugna la polvere dei templi fatti abbattere da Costanzo e dai suoi successori, il sangue dei Sassoni sterminati da Carlo Magno, le ceneri delle streghe arse sul rogo. Né può sopportare che questo avvenga nella società in cui egli vive.
Cercare e dare la conoscenza di questi fatti: ecco lo scopo che si prefigge la proposta di un giorno pagano europeo della memoria, un giorno in cui ricordare gli orrori per non dimenticarli. Ma anche un giorno in cui celebrare la rinascita del paganesimo, perché se c’è un giorno pagano della memoria, significa che ci sono pagani che ricordano.
Occorre quindi fissare una data che tutti i gruppi possano celebrare, con attività di divulgazione innanzitutto, dato lo scopo della ricorrenza, e con i riti che ciascuno si sentirà. Probabilmente si potrebbe istituire un giorno della memoria per quante sono le nazioni europee, fissando una data significativa, ed è auspicabile che ogni gruppo pagano lo faccia davvero. Tuttavia propongo come data comune una data che può essere considerata significativa del processo di annientamento del paganesimo che prese il via in Europa e che durò, a partire da questa data, pur trattandosi di un processo cominciato molto prima, quasi un millennio esatto. La data è il 24 febbraio: l’anno era il 391 e.v. e in questo giorno fu emanato l’editto di Teodosio a carattere generale, che proibiva tutte le forme di culto e persino di guardare le statue degli dei. Altri ne seguirono lo stesso anno dello stesso tenore; ma quello che è più importante e che fa propendere per questa data è che quell’anno si spense il fuoco di Vesta nel tempio di Roma. Un simbolo dell’oscurantismo che, già cominciato in realtà sotto Costantino, era destinato a dilagare fino al 1386 e.v., con la conversione ufficiale della Lituania, ultimo paese europeo rimasto pagano, e che era già stato annunciato undici anni prima dall’ultimo Ierofante del culto di Eleusi.
L’istituzione di un giorno pagano europeo della memoria è per questo importante per la rifondazione del paganesimo che, purtroppo, deve avvenire sulle ceneri, anche se ancora calde, del paganesimo antico.
Aderisci a questa iniziativa firmando la petizione online e contribuendo a diffondere la conoscenza dei fatti e del paganesimo.».
Per avere maggiori informazioni potete consultare il sito:
http://it.geocities.com/giornopaganomemoria/index.html
La mailing list (dove si possono porre domande e vedere le novità) del Giorno Pagano Europeo della memoria è alla pagina http://it.groups.yahoo.com/group/giornopag...moria/messages/
All'interno di questo progetto può essere inserito anche questo lavoro: http://www.federazionepagana.it/standardcensimento.html
Si tratta del censimento dei templi pagani in Italia riutilizzati come chiese dai cristiani.
 
21 Dicembre 2006

BUON SOLSTIZIO D'INVERNO A TUTTI! Un invito al consumismo: spendete tutti i soldi in regali e non date niente in carità!

Buone feste a tutti: mangiate, divertitevi, scambiatevi regali ma vi do un consiglio: non date i soldi ai missionari cattolici! Vi ricordate la strage in Ruanda nella quale morirono 800mila tutsi? Se ne è parlato pochissimo rispetto a quanto hanno scritto e detto sui 6mila americani morti nelle torri gemelle. D'altra parte i 6mila morti nelle torri gemelle sono stati causati da estremisti islamici mentre nella strage in Ruanda c'erano implicati gli integralisti cattolici! Fu trovata la fattura della CARITAS con la quale vennero comprate 8mila macete! Poi quelle macete furono usate per macellare le persone! Ecco una recente notizia (penso del 14/12/2006):
Ruanda, prete cattolico condannato per genocidio.
Il Tribunale penale internazionale per il Ruanda (Tpir) ha condannato il prete cattolico Athanase Seromba a 15 anni di prigione per il suo ruolo nel genocidio del 1994. Seromba approvò lo sterminio di almeno duemila tutsi che si erano rifugiati nella sua chiesa.
LE MONDE, Francia
http://www.lemonde.fr
Se avete qualche soldo in più fatevi un regalo oppure teneteveli in tasca e non date niente ai missionari cattolici! Ci guadagnate voi sia dal punto di vista del denaro (100 euro in più in tasca al giorno d'oggi non fanno niente male) e in più siete sicuri che i vostri soldi non contribuiscono a distruggere i sistemi sociali. Volete altri esempi di danni causati dai missionari e dalla carità? Mi tocca andare a memoria non avendo i dati sotto mano. Chi si ricorda quando alcuni missionari aiutarono dei poveri indiani assetati e costruirono un pozzo? Poi da quel pozzo prelevarono acqua inquinata dal piombo e i poveri assetati morirono proprio bevendo quell'acqua. E chi si ricorda cos'è successo nella Terra del Fuoco? Gli abitanti della Terra del Fuoco per coprirsi usavano un tipo di grasso invece degli indumenti. I missionari, sconvolti dalla loro nudità, fecero sì che, invece di usare il grasso, gli "indigeni" si vestissero con indumenti. Gli abitanti della Terra del Fuoco morirono TUTTI a causa di malattie in quanto non avevano più il grasso che forniva loro gli anticorpi che li proteggieva dalle malattie. E chi si ricorda quando sempre i missionari non contenti che gli "indigeni" vivessero nelle capanne, fecero costruire delle casette in stile europeo e quelli indigeni morirono di tubercolosi nel giro di poco tempo; non contenti, mandarono poi altri indigeni a vivere in altre casette e seconda ondata di tubercolosi. Ripeto che sto andando a memoria quindi i particolari non me li ricordo, dovrei ripescare gli articoli. Sta di fatto che i missionari cristiani mettendo in pratica gli insegnamenti di Gesù Cristo (che si vantava di andare contro la tradizione), stanno andando contro le tradizioni e le culture di tutti i popoli per imporre la loro provocando danni enormi! Per non parlare di quei missionari che ricattano gli affamati e i malati dicendo "Lasciate che vi battezzo così poi vi sfamo e vi curo.". Vi ricordate quando alcuni africani riuscirono a costruire coi loro risparmi dei forni di pane nero? La gente poteva andare a comprarsi il pane per pochi soldi, poi arrivarono gli aiuti umanitari... A quel punto chi me lo fa fare di spendere pochi soldi per il pane nero quando posso avere il pane bianco gratis? Così tutti quelli che coi loro risparmi erano riusciti a costruirsi qualcosa di loro, sono stati costretti a chiudere i battenti! Così si distrugge l'economia dei paesi! Così si toglie l'emancipazione alle persone e le si trasforma in soggetti di carità! D'altra parte i missionari devono mettere in pratica le parole di Gesù Cristo e del loro dio, cioè quella di dare ai poveri "il pane quotidiano", quindi non quella di togliere la povertà dal mondo. D'altra parte i poveri devono rimanere poveri perché "Dio" ha deciso che sono poveri, come possono i missionari andare contro la volontà del loro dio? Devono rimanere poveri così avranno sempre bisogno del buon sammaritano. Guarda caso in Europa col benessere c'è un calo drastico delle vocazioni. Guarda caso nei paesi poveri c'è una crescita di vocazioni e di gente che pur di sopravvivere è disposta a farsi prete! Solo con l'ignoranza e la miseria il cristinesimo trionfa! Solo con la cultura ed il benessere il cristianesimo viene sconfitto! Allora via discorsi contro il consumismo, contro la sessualità, contro il diritto all'aborto e all'eutanasia. Solo creando disagio e malessere possono irrobustirsi! Non date niente in carità: la carità serve ad aiutare i poveri a rimanere poveri! Spendete tutto in regali piuttosto. Se avete qualche spicciolo messo da parte compratevi il libro della Minimun Fax "La posizione della missionaria" dove si parla di tutte le malefatte della Teresa di Calcutta! Oppure se non volete saperne di missionari, compratei il libro delle edizioni Kaos "Santo impostore" dove si parla di "Padre Pio" (interessante cosa dice su di lui Claudio Simeoni alla pagina http://www.federazionepagana.it/padrepio.html ).
 
17 Dicembre 2006

Nazismo e Cristianesimo... anzi: nazismo È cristianesimo!

Ratzinger un po’ di tempo fa, ha affermato (più o meno) che la Shoah è stata causata dal nazismo, il quale è una forma di paganesimo. Non è vero che il nazismo è una forma di paganesimo: il paganesimo non ha nulla a che fare col cristianesimo mentre il nazismo ritiene positiva la figura di Gesù Cristo. Anche i nazisti cosiddetti “paganisti” (che erano in netta minoranza rispetto ai nazisti cristiani integralisti e non ottennero nulla per quanto riguardava le loro richieste) non rinunciarono a dare all’immagine di Gesù Cristo una idea positiva. Il nazismo ha sì utilizzato dei simboli antichi tipo la svastica ma ha messo in pratica ciò che il cristianesimo ha seminato nel corso dei secoli: l’odio nei confronti degli ebrei! Allora: quali sono i danni che ha creato il nazismo? La Shoah è nata a causa del fatto che i nazisti esibivano la svastica o è nata a causa dell’odio che il nazismo aveva nei confronti degli ebrei? Ecco quali erano i rapporti che c’erano tra i pagani e gli ebrei: il secondo capitolo del libro "Storia criminale del Cristianesimo - Tomo I" di Karlheinz Deschner comincia con un po’ di citazioni.
«CAPITOLO II.
SI APRONO 2000 ANNI DI LOTTA AGLI EBREI
"Cosa puoi dire mai tu, mio caro Ebreo?"
(Giovanni Crisotomo, dottore della Chiesa) (1)
"L’Ebreo è una vergogna".
(Basilio, dottore della Chiesa) (2)
"I loro sovrani son dei criminali, i loro giudici dei furfanti...essi sono 99 volte peggiori dei non giudei".
(Efrem, dottore della Chiesa) (3)
"...persino peggiori del diavolo"
(Attanasio, dottore della Chiesa) (4)
"Esistono due tipi di uomini, i cristiani e gli ebrei", "la luce e il buio", "peccatori", "assassini", "immondizia rimestata".
(Agostino, dottore della Chiesa) (5)
"La persecuzione di coloro che hanno un altro credo è ovunque monopolio del clero" (Heinrich Heine) (6)»
Dopo queste citazioni, lo storico nella pagina seguente (110) comincia il suo discorso dicendo che «gli Ebrei godettero di condizioni piuttosto favorevoli all’interno degli stati pagani.». Poi scrive:
«LA TOLLERANZA DELLO STATO PAGANO NEI RIGUARDI DELLA RELIGIONE EBRAICA
Persino l'Impero romano mostrò abitualmente verso i Giudei - per lo più contadini, artigiani, operai, non ancora specializzatisi nell'arte del commercio - una certa tolleranza, quando non un'aperta simpatia. Soprattutto essi poterono godere di diritti particolari come il privilegio del Sabato. Non erano costretti a rivolgersi ai tribunali romani, ma potevano far riferimento a un proprio giudice. Cesare li favorì in larga misura. Anche Augusto fece doni generosi al Tempio. Per sua volontà, venivano sacrificati ogni giorno alla "somma divinità", un toro e due agnelli. Il più caro amico di Augusto, Agrippa era in buoni rapporti con gli Ebrei.».
Per quanto riguarda l’imperatore Claudio:
«nel 42, aveva promulgato un editto in loro favore , concedendogli in tutte le terre dell'Impero la libera osservanza dei loro costumi, ma ammonendoli, nel contempo, a non abusare della sua magnanimità e a non disprezzare le tradizioni degli altri popoli. La moglie di Nerone, Poppea Sabina, fu una protettrice entusiasta dell'ebraismo. In generale si può dire che il governo romano "cercò sempre per quanto possibile di andare incontro ai desideri e alle richieste più o meno ragionevoli degli Ebrei". (9)
Anche dopo la conquista di Gerusalemme, gli imperatori si astennero dall' osteggiare la regione ebraica: essa era religio licita. Vespasiano e i suoi successori confermarono, pertanto, i privilegi già concessi da Cesare e da Augusto. Come ogni cittadino romano, gli Ebrei potevano contrarre matrimonio, stipulare patti, entrare in possesso di patrimoni, accedere alle cariche pubbliche, possedere schiavi e via dicendo. Le loro comunità religiose avevano, inoltre, diritto a una propria amministrazione patrimoniale e godevano, in forma limitata, di una certa autonomia giurisdizionale. Persino dopo la rivolta di Bar-Kochba (pp. 103 ss.), Adriano e i suoi successori lasciarono agli Ebrei liberta di culto e l'esenzione dall' assolvimento di alcuni doveri che erano in contrasto con il loro credo religioso. Anche nelle province latine non vennero adottate nei loro confronti misure restrittive, anzi, gli fu concesso di costruire sinagoghe, di nominare propri amministratori, di astenersi, in ossequio ai dettami della loro religione, dal prestare servizio militare. (10)
Come accade ancora oggi presso i popoli primitivi, così anche nel mondo ellenisticoromano regnò la più grande tolleranza. In linea di principio, infatti, al politeismo era estranea qualsiasi forma di esclusivismo. I culti tradizionali della propria terra potevano mescolarsi con quelli di altri popoli. Era diffuso un atteggiamento di larghe vedute. sostanzialmente favorevole a una fratellanza religiosa, per cui si potevano adorare tutti gli dei di questo mondo, ritrovando i propri in quelli adorati da genti straniere e respingendo qualsiasi idea di "conversione". L'intolleranza, secondo Schopenhauer, è una componente essenziale del monoteismo, dove si venera un unico Dio che, "per sua natura, è un Dio geloso che non lascia spazio ad altri. Al contrario, le divinità delle religioni politeiste sono, per loro natura, tolleranti; vivono e lasciano vivere; accettano di buon grado l'esistenza di "colleghi", siano essi gli dei della stessa religione o quelli venerati da altri popoli". La fede in unico Dio appariva ai pagani come una sorta di squallido appiattimento, di dissacrazione dell' universo, di ateismo. Nulla era a loro più estraneo dell'idea che "tutte le divinità dei popoli sono idoli", o suonava più incredibile dell'affermazione: "Non avrai altro Dio all' infuori di me", o appariva più curioso di un Dio che non si stancava di ripetere, come accade per ben 17 volte nel breve capitolo XIX del libro dell'Esodo, "Io sono il Signore", "Io sono il Signore", "Io sono il Signore, tuo Dio". Del patto sigillato con il "sangue dell' alleanza" tra Jahwè e il "popolo eletto" non esistono paralleli nella tradizione pagana. Eppure nulla suscitava maggiormente lo sdegno degli ebrei del veder considerata la loro religione una forma di costrizione.
Léon Poliakiov affermava addirittura: "Non esiste altro che il servizio di Dio!". (11)».
Poi va avanti parlando del fortissimo odio religioso e razziale nei confronti degli ebrei da parte della chiesa e di certi scrittori cristiani che poi furono fatti santi (e sono santi tuttora: quindi il cattolicesimo ancora oggi fa apologia all’antisemitismo).
«NOTE
1 Crisostomo, Commento all'epistola ai Romani, om. XX, 4.
2 Basilio, Homiliae 9 in Exameron, 6.
3 Citazione tratta da Schneider, Das Friihchristentum, p. 17.
4 Cfr. nota 32.
5 Cfr. a questo riguardo pp. 511 ss.
6 Citazione tratta da Beutin, Heinrich Heine, p. 222.
[…]
9 dtv Lex. Antike, Geschichte, I, p. 204, p. 233; Mommsen, Romische Geschichte, VII, pp. 194 ss, p. 213, p. 224; Friedlander, pp. 867 s, p. 922, p. 933; Poliakov, pp. 2 ss.
10 Flavio Giuseppe, Antichita giudaiche, 14,10,5 s; Tacito, Historiae, 5,12; Tertulliano, Apologeticum,21, Mommsen, Romische Geschichte, VII, pp. 239 ss, pp. 245 ss; Browe, Judengesetzgebung, p. 110; Askowith, The Toleration, pp. 70 ss; Langenfeld, pp. 42 ss; Frank, "Adversos Iudaeos", p. 30; Friedlander, pp. 390 s.
11 Schopenhauer, Parerga and Paralipomena II, cap. 15: Uber Religion, § 174. Citazione tratta da Welter, p. 185; Cornfeld/Botterweck, II, pp. 459 ss; Beek, p. 115; Friedlander, pp. 864 ss, p. 920; Poliakov, pp 4 ss; Meinhold, Kirchengeschichte, p. 38.»
I nazisti sostenevano che Gesù era ariano e che la razza è voluta da “Dio”. Nel Mein Kampf a pagina 65 c’è scritto:
«Pertanto oggi credo di agire in accordo con la volontà del Creatore Onnipotente: difendendo me stesso dal giudeo, sto combattendo per l’opera del Signore».
Ditemi voi ora se le frasi che seguiranno vi sembrano quelle di un pagano o di un cristiano; ecco cosa disse il massimo esponente nazista, Adolf Hitler:
«In un discorso tenuto di fronte a un pubblico di nazisti nell’aprile del 1922 Hitler fece un riferimento più esplicito al cristianesimo, riferendosi a Gesù come «al vero Dio». Dichiarò espressamente di considerare la lotta di Cristo una diretta ispirazione per la propria. Gesù per Hitler non era un archetipo fra tanti, ma «il nostro più grande capo ariano» (69). Mentre sottolineava le virtù umane di Cristo in questo contesto, Hitler fece riferimento anche alla sua divinità. Per la festa di Natale della sezione di Monaco della NSDAP, nel dicembre del 1926, affermò che l’obbiettivo del movimento era «tradurre in fatti gli ideali di Cristo». Il movimento avrebbe completato «l’opera che Cristo aveva iniziato ma che non aveva potuto portare a compimento» (70).
In un’altra occasione, questa volta a porte chiuse e rivolgendosi soltanto a compagni di parito, Hitler proclamò nuovamente la centralità dell’insegnamento di Crsto per il suo movimento: «Noi siamo i primi a riesumare questo insegnamento! Attraverso di noi soltato, e solo da questo momento, questi insegnamenti celebrano la propria risurrezione! Maria e Maddalena stavano di fianco di una tomba vuota, perché cercavano l’uomo morto. Ma noi ci proponiam di resuscitare i tesori del Cristo vivente!» (71). Con tono quasi evangelico, Hitler dichiara che il «vero messaggio» del cristianesimo sarà trovato soltanto col nazismo. Anche che se le Chiese hanno fallito la loro missione, ovvero di istillare nella società secolare un’etica cristiana, il suo movimento si assumerà questo compito. Hitler non soltanto legge il Nuovo Testamento, ma in privato dichiara di esserne ispirato.
Le fonti pubbliche sulla visione del mondo di Hitler, quali Mein Kampf, esprimono visioni largamente accettate come componenti autentiche dell’ideologia nazista. Se Hitler in Mein Kampf mostra grande opportunismo a proposito dei nemici del nazismo, sulla fede e le ambizioni del nazismo è del tutto sincero.». […].
«69. Eberhard Jäckel (a cura di), Hitler: Sämtliche Aufzichnungen, 1905-1924, Stoccarda, 1980, p. 635. Discorso del 26 Aprile 1922, in origine riportato da «NSDAP-Mitteilungsblatt», XIV.
70. Joachim Fest, Hitler: Eine Biographie, Francoforte s. M., 1973, p. 354.
71. Otto Wagener, Hitler: Memoirs of a Confidant, cit., pp.139-40 (corsivo nell’originale)».
Gesù Cristo non ispira nessun pagano, a differenza ispira tutti i cristiani (in questo caso il massimo esponente nazista). Queste parole le ho tratte da pagina 42 del libro “Il santo Reich – Le concezioni naziste del cristianesimo” di Steigmann-Gall (un libro che consiglio a tutti di leggere, in quanto va a demolire il luogo comune secondo il quale il nazismo sarebbe la negazione stessa del cristianesimo). Il fatto che Hitler in privato sostenga ciò che sostiene in pubblico significa che l’immagine di Cristo era effettivamente un’immagine positiva per lui. Oltretutto lui non considerava Cristo un semplice uomo ma ne sottolinea la divinità! Più cristiano di così… Oltretutto quando parla di Cristo non fa riferimento ad un Cristo che si è inventato lui o che è descritto in qualche vangelo gnostico o apocrifo ma fa riferimento ai vangeli UFFICIALI (come fa più volte con Giovanni 2,15: ancora oggi questo viene considerato un insegnamento positivo dalla gran parte delle persone, perfino l’ho sentito citare da un esponente dei radicali, il ché dimostra che anche molti anticlericali sono profondamente cristiani). Hitler voleva «tradurre in fatti gli ideali di Cristo». Il movimento avrebbe completato «l’opera che Cristo aveva iniziato ma che non aveva potuto portare a compimento». Ecco cosa succede a voler tradurre in fatti gli ideali di Cristo: succede ciò che è successo col nazismo! Oltre a TUTTI i cristiani, molti atei ancora oggi, pur criticando l’antico testamento, ritengono buoni e giusti gli insegnamenti del nuovo testamento (esattamente come lo riteneva buono e giusto anche Hitler). Se qualcuno volesse saperne di più sulle relazioni che ci sono fra nazismo e cristianesimo può leggersi ciò che dice Claudio Simeoni alle pagine:
http://www.federazionepagana.it/nazismo01.html http://www.federazionepagana.it/nazismo02.html http://www.federazionepagana.it/nazismo03.html
 
16 Dicembre 2006

La criminalità delle parole di Gesù Cristo. Come è stato inventato questo personaggio?

Riporto da Marco 14 - 48 a 14 - 52 il momento dell’arresto di Gesù Cristo:
«Allora Gesù, rispondendo. disse: «Siete venuti con spade e bastoni per catturarmi, come se fossi un brigante?
Eppure, ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio ad insegnare, e voi non mi avete preso; ma questo è avvenuto perché si adempissero le Scritture!».
Allora i discepoli, abbandonatolo, se ne fuggirono tutti.
Ed un certo giovane lo seguiva, avvolto in un lenzuolo sul corpo nudo, ed essi lo afferrarono.
Ma egli, lasciato il lenzuolo. se ne fuggì nudo dalle loro mani.»
Che ci faceva Gesù Cristo col giovane nudo? E poi qualcuno cade dalle nuvole quando scopre che esistono i preti pedofili; sarebbe da stupirsi se non ce ne fossero (visto che Gesù Cristo è il loro modello da imitare)! Della criminalità delle parole di Gesù Cristo ho già fatto qualche esempio. Ad un certo punto faccio riferimento a Matteo (da 10-34 a 10-37), dove Gesù Cristo dice:
«Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettervi la pace, ma la spada.
Perché io sono venuto a mettere disaccordo tra figlio e padre tra figlia e madre, tra nuora e suocera,
e i nemici dell'uomo saranno quelli di casa sua.
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me.»
E poi qualcuno sostiene che Gesù Cristo sia portatore di un messaggio di pace! Gesù Cristo dice (Luca 19-27):
«Inoltre, conducete qui i miei nemici, che non hanno voluto che io regnassi su di loro e uccideteli alla mia presenza.».
Per chi volesse approfondire la criminalità di questa icona può leggere cosa scrive Claudio Simeoni alle pagine
http://it.geocities.com/collegiodeisalii/infamia.html e http://it.geocities.com/paganoit/index.html
Gesù Cristo è un personaggio mai esistito e del quale si conoscono i miti precedenti dal quale hanno scopiazzato. Il 25 Dicembre era, secondo il calendario giuliano, il giorno del Solstizio d’Inverno: era un’antica festa dedicata al dio Mitra, un culto misterico (come il cristianesimo) dal quale il cristianesimo ha scopiazzato parecchie cose (l’ostia stessa rappresenta il Sole); per i cristiani Cristo era il loro Sole. Infatti il 25 Dicembre era dedicato a tutte le divinità solari (Mitra, Sol Invicto, Helios, Dioniso, Bacco). Ci sono molte divinità antiche che nascono in inverno e muoiono e risorgono in primavera: Atis, Dioniso, Adone, Baal-Marduk, Osiride, Tammuz, ecceterra. Appare evidente come la costruzione di questo personaggio (Gesù Cristo) sia una manovra per sostituire il monoteismo alle antiche religioni. Per quanto riguarda il mito del già citato Atis, il giorno che moriva veniva portato in processione un albero (l’elemento è anche in questo caso il legno) che rappresentava Atis morto. Tre giorni dopo Atis risorgeva e si faceva grande festa. Oltre a quelli che ho già citato prima c’erano altri eroi e dèi che risorgevano a primavera: Teseo, Orfeo, Eracle, Enea, Zagreo, Sabazio, Apollonio di Tiana, eccetera. Per quanto riguarda la crocifissione (visto che questo argomento sta a cuore alla cristiana che mi scrive gli hms) è molto interessante e utile ciò che scrive Claudio Simeoni che prende spunto da alcuni frammenti di “LA RELIGIONE ANTICA” di Károly Kerényi (per me il più grande studioso dell’antica religione greca; sto finendo di leggere il suo libro “GLI DÈI E GLI EROI DELLA GRECIA” che consiglio a tutti quelli a cui piace la religione greca). Si trova alla pagina http://it.geocities.com/paganoit/crocifissione.html
Ne faccio comunque un riassunto. La crocifissione è stata scopiazzata dal mito di Ermia ma è stata scopiazzata talmente male che mentre Ermia muore da EROE, Gesù muore come potrebbe morire un qualsiasi delinquente accanto a due ladroni. Mentre in Ermia la tortura ha un senso in quanto potrebbe rivelare cose importanti, nel caso di Gesù la tortura non ha alcun senso per come si è svolto il processo. Mentre in Ermia è chiaro il motivo della crocifissione in quanto era nemico dei Persiani, per Gesù non si comprende chiaramente quali siano i capi d’accusa. Mentre per Ermia ha senso il tradimento in quanto deve essere portato fuori dalla città con l’inganno, per Gesù non si capisce quale sia il senso del tradimento di Giuda (avrebbero potuto arrestare Gesù in qualsiasi momento senza pagare Giuda). Se qualcuno volesse sapere di più sull’incoerenza a proposito del tradimento di Giuda, può leggersi la pagina scritta sempre da Claudio Simeoni http://it.geocities.com/liberazionepagana/cinquec.html
Per quanto riguarda la resurrezione è stata copiata dal mito sumerico di Inanna, la quale scende negli Inferi per liberare le anime e viene crocifissa; dopo tre giorni Inanna torna dagli inferi.
Da dove nasce la figura di Gesù Cristo? Qualcuno dice che Gesù Cristo sia l’immagine di un esseno; in realtà ha parecchi elementi zeloti. Gli zeloti erano dei delinquenti che costituivano una setta sovversiva nei confronti del loro sistema sociale. Era gente che pugnalava alle spalle (in senso letterale, non è da interpretare) e che ha fatto nascere la guerra giudaica (dal 66 al 70). Lo storico Karlheinz Deschner, nel primo libro di “Storia criminale del Cristianesimo”, definisce gli zeloti come «un partito nazionalista ebraico, fondato nel 6 d.C., e formato in principio solo da sacerdoti di origine gerosolomitana». A pagina 101 c’è scritto:
«Non è un caso che uno dei discepoli di Gesù, un certo Simone, nel Vangelo di Luca, venga chiamato lo “zelota”, e in quello di Matteo “il cananeo”, trascrizione letterale dell’aramaico qanna’i, cioè “lo zelante”. Gli zeloti, cui la ricerca più recente ascrive sempre maggiore importanza nella ricostruzione della storia di Gesù, erano fortemente sensibili alle profezie apocalittiche di ogni sorta che circolavano in seno alla società ebraica, in particolare quella secondo cui “uno di loro avrebbe conquistato il dominio del mondo”. Pertanto già due decenni prima che scoppiasse il conflitto vero e proprio, essi erano impegnati nella lotta contro quei Giudei che sembravano ai loro occhi dimentichi della loro patria, e contro i Romani. Chiamati dai loro nemici “sicari”, in quanto facevano uso di un piccolo coltello, “sica”, con la lama ricurva, che erano soliti piantare nella schiena del malcapitato, in un primo momento seminarono il terrore tra i ricchi Ebrei che, per salvaguardare i propri patrimoni, si erano mostrati favorevoli a scendere a patti con i Romani. La prima vittima fu, probabilmente il “sommo sacerdote Gionata”. “Compivano i loro misfatti in pieno giorno e nel cuore della città; specie nei giorni di festa si mescolavano tra la folla e colpivano gli avversari con i piccoli pugnali che nascondevano sotto le vesti. Una volta che la vittima era stramazzata al suolo, simulavano di prendere parte allo sdegno e alla sorpresa collettiva e con la loro condotta disinvolta si rendevano insospettabili”. Flavio Giuseppe che, nel mezzo di una guerra, era passato dalla parte dei Romani, considerava gli zeloti dei briganti e degli assassini a tradimento, ma raccontava anche che avevano “numerosi seguaci” e “godevano delle simpatie dei giovani”.
All’interno di questi gruppi estremisti si predicava la guerra contro Roma e si leggevano con straordinario interesse i due libri dei Maccabei – che la chiesa solo a partire dal Concilio ha incluso nella “Sacra scrittura” – ci si esaltava di fronte alle loro “imprese eroiche” e si sperava di poter ripetere anche contro i Romani quanto era riuscito contro i Greci. Si aprì in tal modo la guerra giudaica (66-70), un conflitto così sanguinoso da logorare duramente le forze militari romane.
L’impresa compiuta con il favore di Dio, dapprima sotto la guida del figlio del sommo sacerdote Eleazae ben Simon e di Zacharia ben Phalek, e successivamente al comando di Giovanni di Gischalla, ebbe inizio nel giorno del Sabato, con il massacro dei pochi Romani di stanza nella fortezza Antonia di Gerusalemme e nel ben munito palazzo reale. Prima della resa era stata promessa alla guarnigione l’incolumità. In realtà, invece, viene graziato solo un ufficiale che aveva accettato di farsi circoncidere. (In seguito anche i cristiani si astennero dall’uccidere gli Ebrei che accettavano di convertirsi)».
Per quanto riguarda il comportamento degli zeloti, le fonti di Deschner sono numerose, se qualcuno è interessato alle antiche testimonianze di questo comportamento mi faccia sapere e gli darò i riferimenti.
Ecco qual è l’ideologia alle radici del cristianesimo! Ecco il perché della crocifissione: la crocifissione era una punizione per i ribelli! È ridicolo sostenere che nella croce ci si finisce perché si è buoni e giusti. Questo scontro di civiltà scatenato dagli zeloti incrinò i buoni rapporti che c’erano fra i romani pagani e gli ebrei (a differenza di come in seguito i cristiani trattarono gli ebrei)!
 
15 Dicembre 2006

Sono tornato! Non ho più aggiornato il blog perché dovevo studiare per un esame.

Questa petizione non interessa solo i pagani o solo i padovani ma anche chi ritiene importante la salvaguardia e la diffusione della cultura e della storia. La dea Reitia era spesso raffigurata insieme agli animali; guarda caso Antonio da Padova viene raffigurato insieme agli animali (per esempio mentre parla con gli uccelli). Sono in molti a sostenere che la basilica di Antonio sorga sopra le macerie di un tempio di Reitia (e questo grazie ai ritrovamenti in quell'area). Questa è un’ulteriore prova di come i cristiani abbiano imposto i loro santi sostituendoli alle divinità antiche. Molto spesso i cristiani per costruire le loro chiese hanno demolito i templi antichi ed hanno utilizzato il materiale dei templi per costruire o abbellire le chiese (se molte chiese hanno una bella estetica fra i tanti motivi c’è anche questo, oltre ad aver costretto l'arte ad esprimersi quasi esclusivamente in ambito o in tema cristiano). Molte chiese cristiane rappresentano proprio per questo delle vere e proprie profanazioni. Inoltre questa petizione parla della criminalità di Antonio da Padova e che questa figura “non è ritenuta adeguata a rappresentare la città di Padova”.
http://www.thepetitionsite.com/takeaction/640062474?ltl=1163927476
«una paese civile ricorda il suo passato
PETIZIONE
AL SINDACO DI PADOVA,
e p.c. Alla Giunta Comunale
A tutti i Consiglieri Comunali
Alla Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici
Al Ministero per i Beni e le Attività Culturali
attraverso la stampa abbiamo notizia di sempre e nuove scoperte archeologiche nella città di Padova.
Tutti i ritrovamenti documentano la presenza di antichi culti religiosi pre-cristiani.
Non ci sembra che la memoria di questi antichi culti, che rappresentano le nostre autentiche radici, siano ricordati nel modo più adeguato.
Non vi sono indicazioni che permettano di individuare agevolmente questi sacri siti.
Non è nostra intenzione intervenire presso di lei con proteste che sarebbero peraltro del tutto legittime ancorché sterili: intendiamo invece con la presente invitarla formalmente ma fermamente a porre fine a quello che consideriamo un vero e proprio insulto alla memoria dei nostri antichi padri.
Le nostra radici sono in questi antichi culti e nella memoria delle divinità venerate dagli antichi veneti.
CHIEDIAMO
- che i luogo dov'è si compivano questi antichi riti siano indicati nella segnaletica stradale;
- che venga posta particolare attenzione nella toponomastica:
- che i toponimi utilizzati siano gli stessi delle nostre antiche radici;
- che si intraprenda una meticolosa campagna di scavi archeologici, con particolare riferimento alla zona su cui sorge l'attuale "basilica del santo";
- perchè si renda visibile e tangibile traccia del Tempio della Dea Reitia situato sotto la basilica di Sant'Antonio, proponiamo che ad ogni ingresso del Santuario venga apposta l'indicazione che ricordi l'esistenza del Tempio della Dea Reitia.
Reputiamo necessario, in particolar modo, che il primo è più urgente intervento debba svolgersi nella zona denominata Basilica del Santo. La figura di Sant'Antonio da noi non è ritenuta adeguata a rappresentare la città di Padova; è sufficiente ricordare la sua partecipazione alla crociata contro i catari che portò al loro completo sterminio.
Su Sant'Antonio studiosi cattolici hanno scritto(R. Beretta, E. Broli, "Le Bugie della Chiesa, Piemme,2003,pp.176, 177, 178): «la bugia più popolare riguardo sant'Antonio è quella di facile dispensatore di miracoli. (...) Con Sant'Antonio, i dubbi sono pochi, la fantasia popolare ha dato il meglio di sé. Ma, soprattutto, Antonio non è mai stato il giovane dal sorriso melenso, con accanto un candido giglio (...) Ma dove e quando è nata l'immagine distorta di Sant'Antonio? (...) postulatori, scrittori e biografi si sentirono autorizzati a gonfiare la realtà dei servi di Dio ( non soltanto Sant’Antonio da Padova, quindi!)». Una città non può porre al centro della sua storia un personaggio con "meriti" inventati e violenze riconosciute.
Riteniamo la richiesta, così come sopra formulata, più che ragionevole e pensiamo che, almeno nei termini indicati, costituisca nei confronti dei nostri avi il minimo, doveroso e dignitoso tributo dovuto loro.
Certi di poter contare sulla sua attenzione di pubblico amministratore oltreché sulla sua sensibilità personale.
Confidiamo in un suo attivo interessamento e intervento, attendiamo notizie rispetto a quanto sopra esposto e la salutiamo distintamente.»
 
03 Dicembre 2006

La cristiana ha confermato ciò che sospettavo in un mio precedente post.

Ho aggiunto alla conversazione un “botta e risposta” che avevo già scritto l’altroieri, in modo di riprendere il filo del discorso. Mercoledì ho detto: "Trovo strano che questa persona si sia iscritta a giovani proprio il giorno che mi ha inviato i primi hms! Si è iscritta appositamente per scrivermi?" La risposta a questa domanda è "sì": me l'ha detto lei. Dovrò attendere per vederci un po' meglio su gli altri miei sospetti, non voglio dire nulla prima del tempo perché sarebbero solo inutili insinuazioni. Curioso come interessi a questa persona farmi sapere che metterà presto la sua foto nel suo blog (per poi non metterla neancora)! In risposta al link che le avevo dato sull’amore cristiano che dimostra la criminalità dell’ideologia cristiana, mi risponde “..perché ce l’hai col cristianesimo?” come fossi io il cattivo. Per i cristiani il cattivo non è quello che ordina di uccidere quelli che non si sottomettono a Gesù Cristo, per loro il cattivo è quello che dice che questo messaggio è ingiusto e crudele.
LEI DICE (rispondendo al link che le avevo indicato sull’amore cristiano):
«.. perchè ce l'hai col cristianesimo? e ora che sai le mie idee cosa pensi di me? credi sia stupida? dai, si sincero per favore»
IO RISPONDO:
«Ma a te che problema ti crea se ho delle idee e dei gusti diversi dai tuoi? Che problema ti crea se a me non piace Gesù Cristo e il suo padre padrone che decide di sacrificare suo figlio?
Io non credo, io constato, solo i monoteisti credono. Cosa penso di te sono affari miei, se c'è qualcosa di stupido è la tua domanda "perchè ce l'hai col cristianesimo?". Non ti bastano le motivazioni che ho scritto nel mio blog? Vorrà dire che caricherò altro materiale sul mio blog per dimostrare la criminalità degli insegnamenti di Cristo, così capirai perché non mi piace il cristianesimo. Lo storico Karlheinz Deschner ha scritto un'enciclopedia formata da DIECI VOLUMI intitolata "STORIA CRIMINALE DEL CRISTIANESIMO", io ho il primo di questi dieci volumi ed ha 480 pagine! Moltiplica questo numero per dieci e ti renderai conto di quanti crimini sia stato in grado di fare il cristianesimo! E questo è solo ciò che sa solo UNO storico, il quale ha documentato solo ciò che conosce e che ritiene importante.
Ti sembra che non sia stato sincero finora? Tutto ciò che scrivo è tutto ciò che penso. Ma tu sei stata sincera con te stessa? Per me i cechi non sono i non vedenti ma sono coloro che NON VOGLIONO vedere. In questo senso essere cechi è una scelta.»
LEI DICE (ripeto per riprendere il filo):
«cmq sia nn è una mia colpa nn saperti dimostrare.. casomai è una paura tua il nn fidarti..»
IO RISPONDO:
«Come no, è la tua incapacità di saper dimostrare l'esistenza del tuo dio, del paradiso, dell'inferno, di Gesù Cristo, della verginità della madonna, eccetera... Non fidarmi di cosa?
Cambiando discorso: ho notato che ti sei iscritta proprio il giorno che hai cominciato a scrivermi...»
LEI DICE (ometto le informazione personali):
.. davvero?.. si perchè il tuo sito mi ha preso e sono testarda... cmq tra un pò metterò la foto... sono app arrivata.. […].. cmq che forse hai paura di fidarti di un dio...
IO RISPONDO:
«Come posso fidarmi di un dio che ha fregato l'uomo con la menzogna perché non diventi come lui? Ecco cosa ho scritto in un mio articolo che puoi leggere anche nel mio blog dopo aver citato alcuni passi della genesi:
Quindi nella bibbia viene descritto il dio creatore come il peggiore nemico dell’uomo. Prima tenta di fregare l’uomo mentendogli, dicendo che se avesse mangiato dall’albero della conoscenza sarebbe morto, dopodiché, quando l’uomo conquista la sua conoscenza (grazie al serpente, di cui Giuliano comprende che fu più un benefattore che un distruttore del genere umano), questo dio (che ha una fifa matta dell’uomo munito di conoscenza) lo allontana dall’albero della vita eterna perché non diventi come lui. Giuliano ha ben compreso l’assurdità della bibbia:
«E il fatto che Dio proibisca agli uomini da lui plasmati il discernimento del bene e del male, non segna forse il colmo dell’assurdità?»
L’assurdità sta proprio nel fatto che i monoteisti si schierino dalla parte di un dio che è un distruttore del genere umano.»
LEI DICE:
«eora,... io nn ti posso dimostrare che esista una forza + grande di me perchè è soggettivo ciò che proviamo, ma ci sono TESTI STORICI che dimostrano la crocifiss di Gesù.. se lui diceva di nn essere il figlio di dio nn moriva, ma lui ha insistito perchè era nel vero,,.»
IO RISPONDO:
«Bene, quindi ammetti che l'esistenza di questo "dio" non si possa dimostrare, mentre l'INESISTENZA del dio biblico è documentata dai maggiori studiosi italiani delle religioni che spiegano come sia stato costruito questo "dio" e tutto ciò è presente nel mio blog.
E quali sarebbero questi libri storici? Quelli che parlano dell'esistenza di Adamo ed Eva? Quali sono le prove storiche della crocefissione? Mi hai dato un'idea, metterò anche un post che parla da dove è stata copiata la crocefissione di Gesù Cristo. Nel mio libro delle superiori di storia non si parlava di Gesù Cristo. Nel tuo libro delle superiori di storia si parla di Gesù Cristo? Non penso, penso invece che si parli delle stragi che hanno compiuto i cristiani. Ecco cosa dice la storia!
Sì, certo, era figlio di una vergine e di un dio mai esistito. L'esistenza di Babbo Natale è più credibile.»
 
02 Dicembre 2006

ANNOTAZIONI SU GIULIANO IMPERATORE (mio articolo).

Questo mio articolo potete trovarlo nel sito del Giorno Pagano Europeo della memoria, sia in italiano (alla pagina
http://it.geocities.com/giornopaganomemoria/giulianonote.html) e sia in inglese (alla pagina
http://it.geocities.com/giornopaganomemoria/juliannotes.html). La traduzione in inglese di questo mio articolo è stata inserita nel Numero Speciale di VOX CARMENTIS (bollettino ufficiale della Federazione Pagana) e presentata all’ottavo congresso del WCER (congresso mondiale delle religioni etniche www.federazionepagana.it/wcer.html ) svoltosi ad Anversa (Belgio) dall’8 al 10 Giugno 2005. Nell’articolo concedo ampio spazio alla vicenda biblica in cui il dio creatore caccia l’uomo e la donna dal paradiso terrestre. In questo contesto, dopo aver fatto le dovute considerazioni, giungo alla conclusione che il dio biblico è il peggior nemico dell’umanità. Le osservazioni che mi portano a trarre questa conclusione, trovano supporto in ciò che scrive lo storico Mario Liverani nel suo libro “Oltre la Bibbia – Storia antica di Israele” (Editori Laterza) capitolo 12 alla fine del paragrafo 4 (non riporto parola per parola cosa scrive lo storico, ne faccio un sunto marcando gli aspetti che maggiormente voglio riportare all’attenzione del lettore). L’antico testamento è una scopiazzatura di antichi miti mesopotamici (compresa la storia del paradiso terrestre), solo che mentre nei miti mesopotamici, sia nel caso del re Gilgamesh che nel caso del sacerdote Adapa, la divinità vuole mantenere un rapporto di amicizia con l’uomo, nella bibbia al dio creatore interessa solamente mantenere il proprio dominio sull’uomo. Come Adamo grazie al consiglio del serpente ebbe accesso alla conoscenza, così Adapa per consiglio del dio Enki poté accedere alla conoscenza, ma poi non all’immortalità seppure il dio Anu fu pronto a concedergli (mentre il dio biblico non concesse un bel niente). Scrive Mario Liverani:
«Mentre però Gilgamesh, prototipo della regalità, e Adapa, prototipo del sacerdozio, ottennero doni consolatori adatte alle loro categorie (la fama per il re, la pratica culturale per il sacerdote), invece Adamo, prototipo dell’umanità tutta, ottenne (sotto forma di «maledizione»!) la sopravvivenza non del singolo ma dell’umanità tutta, basata sulla riproduzione sessuale e sul lavoro umano: Alla donna disse: «Moltiplicherò le tue doglie e le tue gravidanze, nel dolore partorirai figli!»… All’uomo disse: «…Maledetta sia la terra a causa tua: nel dolore ne trarrai sussistenza per tutti i giorni della tua vita…mangerai pane col sudore del tuo volto, finché tornerai alla terra perché da essa sei ricavato. Tu sei polvere e tornerai in polvere!».(Gen. 3:16-18)»
Questo è ciò che scrive il professor Liverani. Ora vorrei ribadire quanto esposto finora, per mezzo di alcune mie considerazioni. Molti monoteisti non si rendono conto della crudeltà del loro dio proprio perché per loro è il dio unico; quando però lo confrontano con altre divinità, ecco che il castello di carte che era stato costruito ad arte nelle testa delle persone crolla; a quel punto ci si rende conto che ci sono sempre possibilità diverse (non solo una!) e ci si chiede perché il dio biblico davanti a Adamo non si sia comportato come Anu con Adapa. Davanti a situazioni pressoché simili un dio premia mentre un altro dio non solo non premia ma addirittura punisce. La bibbia narra che il dio creò l’uomo e questo basta ai monoteisti per dire che il loro dio è buono; ma quali sono le azioni di questo dio nei confronti dell’uomo? Quando non si comportano come vuole lui li stermina tutti col diluvio universale! E poi hanno coraggio di chiamarlo “padre nostro”! La cosa più bella per un padre nei confronti dei propri figli è vedere i suoi figli crescere e sapere che un giorno diventeranno indipendenti; ma questo dio fa di tutto per creare dipendenza in lui! Il dio biblico non crea l’uomo per volergli bene, ma per dominarlo (vedi i dieci comandamenti)! Un ultimo inciso: nell'articolo ho accennato al bisogno di masochismo da parte dei cristiani; per provare questo mi basta citare un esempio: "O Segnor per cortesia" di Jacopone da Todi! Per aprire la versione stampabile (Word) del seguente articolo, clicca sul seguente link:
http://digilander.libero.it/willypd/giuliano.doc
ALCUNE OSSERVAZIONI SULL’IMPERATORE GIULIANO
«Mi pare opportuno esporre a tutti gli uomini i motivi per i quali io sono convinto che la macchinazione dei galilei è un inganno messo insieme dalla milizia umana. Pur non avendo niente di divino, ma anzi sfruttando quella parte dell’anima che è incline alle favole, infantile e irrazionale, essa ha indotto a ritenere verità un racconto mostruoso.»
Così comincia “Contro i galilei” di Giuliano. Innanzitutto: chi è Giuliano? Flavio Claudio Giuliano nacque nel 331 a Costantinopoli, nipote di Costantino il Grande e figlio minore di Giulio Costanzo e di Basilina. Nel 337 sfuggì con il fratellastro Costanzo Gallo all’uccisione dei suoi famigliari eseguita per ordine dell’imperatore cristiano Costanzo II. Fu battezzato e subì, sotto stretta sorveglianza in Cappadocia, un’educazione cristiana ma non nascose mai la sua ammirazione nei confronti delle antiche divinità. Ebbe libertà di movimento verso i vent’anni quando Costanzo II, rimanendo l’unico a capo dell’impero, nominò Costanzo Gallo suo “cesare”. Tornò a Costantinopoli, poi andò a Nicomedia, dove seguì di nascosto gli insegnamenti di Libanio, poi andò a studiare a Pergamo e poi ad Efeso, dove abiurò il cristianesimo (per questo gli fu dato da Fozio l’appellativo di “Apostata”) e approfondì il neoplatonismo e le antiche religioni. L’imperatore Costanzo II fece uccidere Costanzo Gallo, l’unico familiare ancora in vita di Giuliano e fece relegare Giuliano a Milano. In seguito, Giuliano ebbe il permesso di recarsi ad Atene, dove poté farsi iniziare ai misteri eleusini. Nel 355 fu nominato “cesare” e sposò Elena, sorella di Costanzo. L’imperatore lo inviò subito nella Gallia minacciata dai Franchi e dagli Alemanni (probabilmente per sbarazzarsi di lui, visto l’arduo compito e vista l’inesperienza di Giuliano). Anche in questo caso Giuliano rivelò capacità inaspettate: con la difesa di Sens nel 356 e con la grande vittoria di Strasburgo nel 357, assicurò i confini della Gallia e con varie riforme ne migliorò l’amministrazione. L’acclamazione ad “augusto” da parte delle truppe a Parigi e la morte di Costanzo II fecero di Giuliano, nel novembre 361, l’unico imperatore. Appena divenne imperatore allontanò da corte certi funzionari “parassiti”, ridiede ai cittadini la libertà di culto, diede protezione a chi volle ricostruire gli antichi templi, diede immediatamente agli ebrei la possibilità di riedificare il tempio a Gerusalemme e permise il confronto e lo scontro tra cristiani ortodossi e ariani purché non interferissero con la politica dell’impero. Durante il suo impero continuò in questa direzione: fece restaurare i templi, riorganizzò i sacerdozi, riformò l’amministrazione dello stato, tolse i privilegi che, prima con Costantino e in seguito con Costanzo, avevano acquisito i cristiani (da lui chiamati “galilei”) sia ariani che ortodossi nei confronti delle altre correnti religiose e filosofiche (come ad esempio le esenzioni sulle tasse per la proprietà e i templi pagani trasformate in chiese dai cristiani), infine permise anche ai pagani di poter accedere all’insegnamento ed alle alte cariche senza essere discriminati come prima. Giuliano, prima di prendere una decisione in campo legislativo, ascoltava un po’ tutti, anche i consiglieri della più piccola cittadina. Voglio dare un esempio della sua attenzione nei confronti delle singole città con un fatto narrato nel suo “Misopogone” (369): ad Antiochia impose un calmiere sui prezzi in modo che i venditori non potessero spennare i cittadini e gli stranieri; e siccome ad Antiochia scarseggiò il grano essendoci stata una terribile carestia a causa della siccità precedente, acquistò di sua tasca il grano dall’Egitto e lo diede alla città, facendo pagare un terzo in meno di quello che pagavano in precedenza. Quello che voglio far notare è il sentimento di giustizia di Giuliano: ecco come comincia la sua lettera “Agli abitanti di Bostra”:
«Io pensavo che i capi dei galilei dovessero essere più riconoscenti a me che non a colui che mi precedette alla guida dell’Impero. Avvenne infatti sotto di lui che la maggior parte di loro fu esiliata, perseguitata, incarcerata; che inoltre, molti gruppi di cosiddetti eretici furono massacrati, come a Samosata, a Cizico, in Paflagonia, in Bitinia, in Galizia; che tra molte altre popolazioni vi furono dei villaggi saccheggiati e completamente devastati; sotto di me, invece, è avvenuto il contrario. Infatti a quelli che erano stati esiliati è stato rimesso l’esilio e quelli che sono stati espropriati hanno ottenuto, in virtù di una nostra legge, di recuperare tutte le loro proprietà.»
I cristiani “eretici” furono trattati meglio da un imperatore pagano che da uno cristiano e nonostante questo preferirono un imperatore cristiano che li perseguitasse piuttosto di avere a che fare con un imperatore pagano che li rispettasse come cittadini. Quando si dice che il masochismo sia una prerogativa per i cristiani, ariani o non ariani, vedi l’esaltazione dei martiri! Probabilmente preferivano Costanzo a Giuliano poiché il primo forniva a loro i martiri, Giuliano no (il fatto che questi fossero masochisti non giustifica, né sminuisce i crimini compiuti da Costanzo o da chi per lui). Veniamo al lato religioso. È giusto dire che Giuliano ebbe una punto di vista del tutto particolare sugli dei, d’altra parte coi tempi che correvano dovette far fronte ad un razionalismo senza precedenti; c’è da dire inoltre che Giuliano, avendo avuto un’educazione cristiana e neoplatonica, è logico che questa abbia influenzato il suo modo di vedere l’esistente. È errato però affermare che quello di Giuliano fu un “monoteismo solare”, anche se la sua visione degli dei fu più filosofica che mitica. Nel suo “Inno al Re Helios” separa ogni singolo dio in due: quando parla del dio intellettuale intende indicare il dio visibile mentre quando parla del dio intelligibile intende indicare il suo archetipo invisibile (da 133 in poi). All’interno di quest’inno fa questa osservazione (132A):
«Per chi contempla il dio visibile è difficile, lo so bene, anche solo comprendere quanto sia grande l’invisibile; e dirlo a parole è forse impossibile, come se uno si accontentasse di stare al di sotto della dignità dell’argomento. Arrivare a un livello degno, infatti, so bene che nessuno al mondo lo potrebbe;»
Giuliano ha ragione: in effetti ciò che per noi è visibile in un oggetto per quanto grande sia questo “vedere”, è infinitamente più piccolo di ciò che per noi è invisibile in quell’oggetto, o per dirla meglio, ciò che per noi è percepibile in un oggetto per quanto grande sia questo “percepire”, è infinitamente più piccolo di ciò che è percepibile in quell’oggetto dal resto dell’esistente e infinitamente più piccolo della realtà dell’oggetto stesso. Quello che non mi piace è questa separazione quasi netta fra “il visibile” e “l’invisibile” che lascia trasparire Giuliano nelle sue riflessioni, come se il dio “invisibile” fosse una sorta di doppio del dio “visibile”. Scrive poi, sempre nello stesso inno (132C-133A):
«Questo cosmo, divino e bellissimo, che dall’alto della volta celeste fino all’estremo limite della terra è tenuto assieme dall’indistruttibile provvidenza del dio, esiste increato dall’eternità ed è eterno per il tempo restante, da null’altro essendo conservato se non direttamente dal quinto corpo [l’etere, N.d.R.] – la cui sommità è il “raggio di sole” –; poi, a un grado per così dire superiore, del mondo intelligibile; e, in un senso ancora più elevato, dal Re dell’universo, nel quale tutte le cose hanno il centro. Questo invero, sia che convenga chiamarlo “ciò che è al di là dell’Intelligenza”, oppure l’Idea degli esseri (e con ciò intendo l’intelligibile totale), oppure l’Uno (poiché l’Uno sembra in qualche modo anteriore alle cose), oppure il Bene (come è solito Platone), appunto questa causa incomposta di tutte le cose, per tutti gli esseri modello di bellezza, di perfezione, di unità e di potenza irresistibile, in virtù dell’originaria essenza creatrice permanente in lei, ha manifestato da sé Helios, grandissimo dio, in tutto simile a sé, per farne un mediatore tra quelle cause intellettuali e demiurgiche.»
Dopodiché descrive gli altri dei come qualità dell’Uno e spiega come ognuno degli dei esprima Helios, quindi Helios è equiparabile all’Uno. Tutto ciò differenzia Giuliano dai pagani politeisti delle altre epoche. Cosa invece lo rende simile? Il suo sentimento di Giustizia! Nel suo “Contro i galilei” scrive (161A):
«Che cosa c’è di più insensato se per dieci, quindici, facciamo pure cento – non diranno mille, ma poniamo pure che una tale quantità abbia osato trasgredire una qualche legge di quelle stabilite da Dio – era dunque necessario che per un solo migliaio ne fossero distrutti seicentomila? A me sembra che sia assolutamente meglio salvare un malvagio assieme a mille uomini onesti, piuttosto che far perire i mille assieme a quell’uno.»
Giuliano, con queste parole si riferisce ad un fatto narrato nell’antico testamento (numeri, 25, 1-18):
«Mentre Israele si trovava a Scittim, il popolo cominciò a darsi alla fornicazione con le figlie di Moab. Esse invitarono il popolo ai sacrifici dei loro dèi, e il popolo mangiò e si prostrò davanti ai loro dèi. Così Israele si unì a Baal-Peor, e l'ira dell'Eterno si accese contro Israele. L'Eterno quindi disse a Mosè: «Prendi tutti i capi del popolo e falli uccidere ed impiccare davanti all'Eterno all'aperto, in pieno sole, affinché l'ardente ira dell'Eterno si allontani da Israele». Così Mosè disse ai giudici d'Israele: «Ciascuno di voi uccida dei suoi uomini coloro che si sono uniti a Baal-Peor». Ed ecco uno dei figli d'Israele venne e presentò ai suoi fratelli una donna madianita, sotto gli occhi di Mosè e di tutta l'assemblea dei figli d'Israele, mentre essi stavano piangendo all'ingresso della tenda di convegno. Al vedere questo, Finehas figlio di Eleazar, figlio del sacerdote Aaronne si alzò in mezzo all'assemblea e prese in mano una lancia, seguì quindi l'uomo d'Israele nella sua alcova e li trafisse ambedue, l'uomo d'Israele e la donna, nel basso ventre. Così la calamità tra i figli d'Israele fu arrestata. Di quella calamità morirono ventiquattromila persone. Allora l'Eterno parlò a Mosè dicendo: «Finehas figlio di Eleazar, figlio del sacerdote Aaronne, ha rimosso la mia ira dai figli d'Israele, perch'egli è stato animato della stessa mia gelosia in mezzo a loro; così nella mia gelosia non ho sterminato i figli d'Israele. Perciò digli: "Ecco, io stabilisco con lui un'alleanza di pace, che sarà per lui e per la sua progenie dopo di lui l'alleanza di un sacerdozio perpetuo, perché ha avuto zelo per il suo DIO e ha fatto l'espiazione per i figli d'Israele"». Or l'uomo d'Israele, che fu ucciso con la donna madianita, si chiamava Zimri, figlio di Salu, capo di una casa patriarcale dei Simeoniti. E la donna che fu uccisa, la Madianita, si chiamava Cozbi, figlia di Tsur, capo della gente di una casa patriarcale in Madian. Poi l'Eterno parlò a Mosè dicendo: «Molestate i Madianiti e attaccateli, perché essi vi hanno molestato con i loro artifici mediante i quali vi hanno sedotti nel caso di Peor e nel caso di Cozbi, figlia di un principe di Madian, loro sorella, che fu uccisa il giorno della calamità per il caso di Peor».»
Un dio che tratta uomini e donne come fossero delle zanzare fastidiose da ammazzare indiscriminatamente perché in mezzo a quello vi è una che ha punto, come lo si può pensare dalla parte degli esseri umani? Oltre questo, cos’hanno fatto di così atroce questi uomini e queste donne per meritare la morte? Sono stati ammazzati degli esseri umani solo per il fatto di essersi comportati da esseri umani! Più nemico dell’umanità del dio biblico non vi è nessuno. Giuliano, in “Contro i galilei”, coglie ciò che è per me il nodo centrale, il sunto di tutta la bibbia; infatti dice (89A-93E):
«E il fatto che Dio proibisca agli uomini da lui plasmati il discernimento del bene e del male, non segna forse il colmo dell’assurdità? Quale essere potrebbe risultare più stolto di quello incapace di discernere il bene e il male? È evidente che non sfuggirà l’uno, cioè le cose malvagie, né seguirà l’altro, cioè quelle buone. Insomma, Dio proibì all’uomo di gustare la saggezza, della quale non potrebbe esservi nulla di più prezioso per l’uomo. Difatti, che il discernimento del buono e del cattivo sia attività propria della saggezza, è evidentissimo anche per gli insensati, cosicché il serpente fu più un benefattore che un distruttore de genere umano. Inoltre, questo dio deve essere chiamato geloso. Infatti, quando vide l’uomo partecipe della saggezza, affinché, dice, non gustasse dell’albero della vita, lo scacciò dal giardino dicendo testualmente: “Ecco, col conoscere il bene e il male Adamo è diventato come uno di noi. E che adesso non tenda la mano, non prenda dall’albero della vita, non mangi e non viva per sempre”.»
A cosa si riferisce Giuliano? Sempre all’antico testamento (genesi, 2,9):
«E l'Eterno DIO fece spuntare dal suolo ogni sorta di alberi piacevoli a vedersi e i cui frutti erano buoni da mangiare; in mezzo al giardino vi erano anche l'albero della vita e l'albero della conoscenza del bene e del male.»
(genesi, 2, 16-17):
«E l'Eterno DIO comandò l'uomo dicendo: «Mangia pure liberamente di ogni albero del giardino; ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare, perché nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai».»
(genesi, 3, 1-24):
«Ora il serpente era il più astuto di tutte le fiere dei campi che l'Eterno DIO aveva fatto, e disse alla donna: «Ha DIO veramente detto: "Non mangiate di tutti gli alberi del giardino?». E la donna rispose al serpente: «Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; ma del frutto dell'albero che è in mezzo al giardino DIO ha detto: "Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete». Allora il serpente disse alla donna: «voi non morrete affatto; ma DIO sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri si apriranno e sarete come DIO, conoscendo il bene e il male». E la donna vide che l'albero era buono da mangiare, che era piacevole agli occhi e che l'albero era desiderabile per rendere uno intelligente; ed ella prese del suo frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito che era con lei, ed egli ne mangiò. Allora si apersero gli occhi di ambedue e si accorsero di essere nudi; così cucirono delle foglie di fico e fecero delle cinture per coprirsi. Poi udirono la voce dell'Eterno DIO che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno; e l'uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza dell'Eterno DIO fra gli alberi del giardino. Allora l'Eterno DIO chiamò l'uomo e gli disse: «Dove sei?». Egli rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino, e ho avuto paura perché ero nudo, e mi sono nascosto». E DIO disse: «Chi ti ha mostrato che eri nudo? Hai forse mangiato dell'albero del quale io ti avevo comandato di non mangiare?». L'uomo rispose: «La donna che tu mi hai messo accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato». E l'Eterno DIO disse alla donna: «Perché hai fatto questo?». La donna rispose: «Il serpente mi ha sedotta, e io ne ho mangiato». Allora l'Eterno DIO disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, sii maledetto fra tutto il bestiame e fra tutte le fiere dei campi! Tu camminerai sul tuo ventre e mangerai polvere tutti i giorni della tua vita. E io porrò inimicizia fra te e la donna e fra il tuo seme e il seme di lei; esso ti schiaccerà il capo, e tu ferirai il suo calcagno». Alla donna disse: «Io moltiplicherò grandemente le tue sofferenze e le tue gravidanze; con doglie partorirai figli: i tuoi desideri si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su di te». Poi disse ad Adamo: «Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero circa il quale io ti avevo comandato dicendo: "Non ne mangiare", il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con fatica tutti i giorni della tua vita. Esso ti produrrà spine e triboli, e tu mangerai l'erba dei campi; mangerai il pane col sudore del tuo volto, finché tu ritorni alla terra perché da essa fosti tratto; poiché tu sei polvere, e in polvere ritornerai». E l'uomo diede a sua moglie il nome di Eva, perché lei fu la madre di tutti i viventi. Poi l'Eterno DIO fece ad Adamo e a sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì. E l'Eterno DIO disse: «Ecco, l'uomo è divenuto come uno di noi, perché conosce il bene e il male. Ed ora non bisogna permettergli i stendere la sua mano per prendere anche dell'albero della vita perché mangiandone, viva per sempre». Perciò l'Eterno DIO mandò via l'uomo dal giardino di Eden perché lavorasse la terra da cui era stato tratto Così egli scacciò l'uomo; e pose ad est del giardino di Eden i cherubini, che roteavano da tutt'intorno una spada fiammeggiante, per custodire la via dell'albero della vita.»
Quindi nella bibbia viene descritto il dio creatore come il peggiore nemico dell’uomo. Prima tenta di fregare l’uomo mentendogli, dicendo che se avesse mangiato dall’albero della conoscenza sarebbe morto, dopodiché, quando l’uomo conquista la sua conoscenza (grazie al serpente, di cui Giuliano comprende che fu più un benefattore che un distruttore del genere umano), questo dio (che ha una fifa matta dell’uomo munito di conoscenza) lo allontana dall’albero della vita eterna perché non diventi come lui. Giuliano ha ben compreso l’assurdità della bibbia:
«E il fatto che Dio proibisca agli uomini da lui plasmati il discernimento del bene e del male, non segna forse il colmo dell’assurdità?»
L’assurdità sta proprio nel fatto che i monoteisti si schierino dalla parte di un dio che è un distruttore del genere umano. Ho voluto fare solo qualche piccola osservazione sugli scritti di Giuliano, ci sarebbe però ancora molto da dire, ho solo esposto ciò che maggiormente mi interessava mettere in evidenza del suo pensiero. Concludo questo articolo parlando della morte di Giuliano, che avvenne a Ctesifonte mentre combatteva contro i persiani: l’imperatore, senza corazza di protezione, si gettò nella mischia per combattere e incitare i propri soldati; fu improvvisamente ferito gravemente da una lancia ma non si sa bene chi la scagliò; per Libanio, il colpevole fu Tajeno, un soldato cristiano che faceva parte dell’esercito romano. Giuliano morì nella sua tenda, a causa della grave ferita inflittagli, il 26 giugno 363. La diceria secondo la quale le ultime parole di Giuliano furono “Hai vinto, o galileo!” o “Galileo, hai vinto!” è solo un’invenzione dei cristiani e non è neanche degna di considerazione in quanto, né Ammiano Marcellino, né alcun altro scrittore contemporaneo a Giuliano, non ha mai fatto menzione di ciò. Con la morte dell’ultimo imperatore pagano venne interrotto il suo progetto di riportare alla luce le antiche religioni, poi, per oltre un millennio, nessuno seppe più niente di Giuliano, fino a quando, nel corso del quindicesimo secolo, ricomparvero alcune traduzioni in arabo di una sua autobiografia e di alcune sue lettere. Non so come sarebbe evoluta la storia se Giuliano fosse vissuto ancora a lungo, chi dice di saperlo è un bugiardo, conosco solo l’evoluzione della storia dopo che quella lancia maledetta lo colpì. Quel fatto tragico spinse l’umanità verso un baratro dal quale un po’ alla volta ci stiamo tirando fuori, grazie agli sforzi dei più coraggiosi.
 
01 Dicembre 2006

La cristiana ha ricominciato a scrivermi per hms.

Ne ho sentite di tutti i colori finora: il Gesù dei nazisti, Gesù anarchico, Gesù femminista e ora anche Gesù comunista! Pesentando Gesù Cristo in tutte le salse si può riportare tutte le pecorelle all’ovile, qualsiasi bandiera sventolino queste “pecore”. Questa afferma che “cristo era comunista” senza dimostrare la sua affermazione come non dimostra tutte le altre. Joseph Goebbels (“Michael”, New York, 1987) la pensava diversamente:
«La lotta che stiamo combattendo ora, sino alla vittoria o alla fine più amara, è nel suo senso più profondo una lotta tra Cristo e Marx.».
Non so se le informazioni personali che questa cristiana mi ha dato siano reali o se sia un trucco per aspettarsi che io mi apra e anch’io le dia delle mie informazioni personali. Io della gente senza foto e senza cognome non mi fido. Comunque prendo per buone le informazioni personali che mi dà e non le pubblico.
Curiosa la mancanza di umiltà quando dice: "se fossiu nata in una fam di atei? semplice, dio si sarebbe rivelato a me in un altro modo."; ecco l'arroganza di pensare di sapere cosa sarebbe successo se... Chiunque dica di sapere come sarebbero andato le cose SE... è un bugiardo (l'ho già detto nella conclusione del mio articolo sull'Imperatore Giuliano).
LEI CHIEDE:
tu credi in un dio?
IO RISPONDO:
Io sono pagano politeista, non credo in un dio. Costruisco legami sacri col mondo circostante. Riconosco gli dèi nelle azioni degli oggetti del mondo.
LEI DICE:
io invece credo che se sn nata in una famiglia di cristiani ci sia un motivo.. credo ci sia un dio, il quale nn è allah, bhudda.. ecc ecc ma un dio universale, al quale io ci arrivo attraverso la mia religione.quindi nn dico ke la mia religione sia giusta, ma dico che detta delle regole (ama il prox cm te stesso) ke ci portano ad "avere la coscienza pulita".. a vivere meglio nel mondo.. cristo era comunista e io nn mi schiero con nessuno ma a me queste idee piacciono
IO RISPONDO:
Sì certo, ama il prossimo come te stesso se si sottomette a Cristo ma se non vuole sottomettersi a Cristo deve essere ammazzato (come la frase della parabola delle mine che ti ho già citato). Sei nata in una famiglia di cristiani e sei cristiana. Se tu fossi nata in una famiglia di islamici, pensi che saresti stata cristiana? E se tu fossi nata in una famiglia di atei? Uau, Cristo comunista! Allora sono da imputargli anche le costruzioni dei gulag? Quello che credi non sei in grado di dimostrarlo, ne tu, ne nessun altro cristiano!
LEI DICE (ometto le informazioni personali che mi dà):
IDEE MIE:esiste un dio universale dal quale io che son cristiana ci arrivo attrav questa religione, chi è islamico ci arriva con la sua relig.. se fossiu nata in una fam di atei? semplice, dio si sarebbe rivelato a me in un altro modo.
io ti posso provare anzi esporre quello che io ho provato attraverso le mie esperienze okay? […] ti posso assicurare k esiste una forza buona molto più grande di noi chiamata dio o amore o come vuoi chiamarla,.. e il cristianesimo cm tnt altre è una strada che ti porta a questo.. che dici arietino?..
IO RISPONDO:
Tutti le persone che conosco io che hanno i genitori atei, sono atei; poi c’è una piccola parte di atei che diventa cristiano ma è più per una questione di convenienza o utilitaristica che una fede ceca (come la tua); per esempio: conosco una cattolica che si è sposata con un ateo; questo per amore si è fatto battezzare, comunicare e cresimare visto che altrimenti non si sarebbe potuto sposare in chiesa come desiderava la sua amata; ma l’ha fatto per amore di questa donna, non per amore nei confronti di Gesù Cristo! Esiste qualcuno che da ateo è diventato cristiano ma si tratta soprattutto di chi gli è stato inculcato il cristianesimo fin da piccolo, poi è diventato ateo (senza riuscire a liberarsi dell’idea del Gesù buono) e poi è ritornato all’ovile. Dubito che atei come Michel Onfray diventeranno cristiani, ma nella vita non si sa mai. Me lo puoi assicurare? Sì, certo: “amore”. Ecco cosa scrive Claudio Simeoni riguardo l’amore cristiano (leggilo, può esserti utile):
http://www.federazionepagana.it/amorecristiano.html
LEI DICE:
cmq sia nn è una mia colpa nn saperti dimostrare.. casomai è una paura tua il nn fidarti..
IO RISPONDO:
Come no, è la tua incapacità di saper dimostrare l'esistenza del tuo dio, del paradiso, dell'inferno, di Gesù Cristo, della verginità della madonna, eccetera... Non fidarmi di cosa?
 
30 Novembre 2006

L’esistenza del dio della bibbia è la peggiore menzogna nella storia dell’umanità! Ecco come questo dio è stato inventato:

L'idea del dio unico nasce dall'ebraismo. Prima di questo non si hanno altri riscontri di casi del genere: se ce ne sono stati, si sono estinti naturalmente senza lasciare traccia. Silvano Lorenzoni nel suo libro "Origine del monoteismo e sua diffusione e conseguenze in Europa" dice:
«né lo zoroastrismo iraniano né l'akhnatonismo egizio furono manifestazioni monoteiste).
Tanto meno si può vedere una forma di "progresso verso il monoteismo" nel pensiero dei filosofi europei da Platone in poi, attraverso la scuola di Atene (soprattutto Plotino, ma anche Porfirio, Giamblico, Proclo). La confusione al riguardo non poté e non può essere dovuta se non a secoli di abitudine ad incasellare tutto in un paradigma concettuale monoteista. »
Quindi questo è un concetto è molto recente per quanto riguarda l'evoluzione umana. Quando nasce l'ebraismo, rimane comunque un caso isolato per parecchi secoli. Quindi la normalità delle persone prima del 70 e. v. era il politeismo, mentre il monoteismo rappresentava un'anomalìa. Per i successivi tre secoli il monoteismo è cresciuto attraverso il cristianesimo, rimanendo comunque un fenomeno contenuto. Quindi è un concetto inventato di sana pianta che nasce dal nulla, molto utile per potter manovrare le menti, grazie ad un dio "perfetto" ed onnipotente come non si era mai visto prima. Mentre il politeismo si costruisce nel corso dei secoli attraverso l'osservazione diretta e scambi di osservazioni, il monoteismo nasce da un concetto inventato. Mentre il politeismo è frutto di un'evoluzione naturale del pensiero umano, il monoteismo è un'imposizione fisica, psicologica ed emotiva, è un pensiero artificiale. Nella bibbia compare più volte il nome del dio con "Jahvè" ma compare più di una volta il nome "Jehovah" (a seconda delle traduzioni i nomi cambiano di poco). Il nome "Jehovah" è presente nell'antico testamento almeno due volte:
Da Genesi 22-14:
«E Abrahamo chiamò quel luogo Jehovah Jireh. Per questo si dice fino al giorno d'oggi: «Al monte dell'Eterno sarà provveduto».»
Da Giudici 6-24:
«Allora Gedeone costruì in quel luogo un altare all'Eterno e lo chiamò «Jehovah Shalom». Esso si trova anche oggi a Ofrah degli Abiezeriti.».
Nel primo capitolo del libro citato prima, Lorenzoni spiega:
«1- CONSIDERAZIONI GENERALI
Messa a punto semantica
Prima di affrontare un argomento articolato come il fenomeno monoteista, e per non perderci in meandri lessicali, è bene dare definizioni quanto più precise. Ognuno sa, o crede di sapere, che cosa sia il monoteismo: si tratterebbe della fede nel "dio unico" Ma questo è un concetto che richiede una vera e propria messa a punto. In primo luogo, occorre intendersi su cosa sia un "dio"; e per consolidare il concetto è indispensabile risalire al mondo arcaico e al suo modo di percepire la natura.
Fino a tempi storicamente molto recenti (in Europa fino alla fine del Medioevo, in altre parti del mondo fino ad un secolo fa), la Natura - ciò che l'io osserva e con cui esso interagisce - non era percepita come inerte materia soggetta a leggi automatiche, ma quale sede obiettiva di molteplici forze animiche con le quali l'uomo poteva porsi in fattuale contatto con un determinato comportamento rituale o, in taluni casi, per comunicazione diretta usando vie parapsicologiche o stregoniche.
Per necessità semantiche - si ricordi che il linguaggio umano è strutturato in modo da esprimere gli oggetti e le causalità dell'ordinaria esperienza sensoriale di veglia (1) - a queste forze si dovevano assegnare nomi che le identificassero, mentre il tipo di comportamento che esse estrinsecavano veniva reso comprensibile e prevedibile attribuendo loro, in guisa antropomorfica, una "personalità", una "psicologia".
In questo modo si venivano a definire degli "dèi", quali rappresentazioni o modelli lessicali di forze extraumane e più che umane, le quali venivano però percepite come qualcosa di obiettivo. L'uomo della tradizione ebbe un'esperienza esistenziale (e non solo intellettuale) del sacro, esperienza che si poneva a fondamento della religione arcaica (2). Qui sta la differenza fra il concetto di dio e quello di ipostasi: un'ipostasi è un'idea, inizialmente di tipo esclusivamente intellettuale e godente di una "realtà" soltanto lessicale, la quale viene proiettata - arbitrariamente e come puro atto di volontà - al di là dell'esperienza sensoriale di veglia per attribuirle una fantasmatica esistenza quale forza pensante extraumana - esistenza che si limita poi a un puro atto di fede da parte di chi l'ipostasi ha proiettato (ad esempio, il diavolo è l'ipostasi dell'idea di Male).
Il monoteismo viene a essere uno strano, teratologico sviluppo concettuale che non può essere se non conseguenza di una cesura fra l'uomo e il sacro, il quale, a un certo momento e presso una qualche gruppo umano, viene a cessare di essere un'esperienza esistenziale. Inizialmente, persiste ancora l'idea del "dio" quale forza, la quale però viene ora a confondersi e ad essere identificata con la sua decrizione semantica che, inizialmente, non era stata se non un fatto di convenienza. Tale visione antropomorfa viene ora ipostatizzata e, attraverso un perverso processo psicologico, unicizzata: ora, il "dio" è unico.
Questo significa che la molteplicità delle forze dell'universo - delle quali non si ha più esperienza esistenziale - vengono ridotte ad una sola ipostasi antropomorfa che, come tale, viene dotata di un suo carattere, di una sua "personalità" di una psicologia che non potrà non riflettere quella dell'individuo o degli individui che tale apparato concettuale abbiano originato. Secondo questa visione, ogni altra forza/essere diviene una sua emanazione o "creatura".
Nel contempo, avendo osservato che il monoteismo non può essere insorto se non presso un tipo umano completamente desacralizzato - cioè un tipo per il quale l'esperienza esistenziale del sacro non è più possibile - risulta che con tale cesura subentra la fede quale valore religioso: si crede per forza (per imposizione, esercitata volontariamente su se stessi, oppure per obbligo) in qualcosa che sta davanti esclusivamente come proposta intellettuale ma di cui non si può avere alcuna esperienza:
non a caso - lo documenta Mircea Eliade (3) - la fede, quale valore religioso, ha la sua scaturigine nell'ebraismo, punto di partenza di ogni altro monoteismo. Sostituire la fede alla percezione esistenziale del sacro è come sostituire con una protesi un arto vivente; e c'è una contraddizione di fondo fra le due prime virtù teologali cristiane, perché aver fede è di per sé un atto di disperazione.
Il paleocristiano Tertulliano osservava, seriamente, di credere che il figlio di dio si era incarnato perché ciò era assurdo; e che il medesimo era risuscitato dalla morte perché ciò era impossibile.
In sede storica l'unico monoteismo conosciuto è lo jahwismo - o abramismo, messo a punto nella sua forma finale da quella parte del popolo ebraico - un'etnìa essenzialmente semitica - che nel VI secolo a.C. si trovava in esilio a Babilonia. » [...].
Poi riassume alcuni pensieri del grande studioso Mircea Eliade.
«1.2 Il feticismo: Mircea Eliade
Abbiamo detto che l'unico monoteismo storicamente conosciuto è di origine semitica. Il monoteismo è un fenomeno semitico: non a caso, sulla scia di papa Pio XI, un importante teologo cattolico ebbe a dichiarare che ogni buon cristiano è nell'animo suo, semita (7). Questo dà adito ad affrontare la casistica del feticismo, che è quel fenomeno religioso secondo il quale il "dio" - forza obiettiva, della quale normalmente si dovrebbe avere un'esperienza esistenziale - viene confuso con l'oggetto, materiale o lessicale, utilizzato per raffigurarlo o per descriverlo (generalmente, si parla di feticismo con riferimento alle immagini materiali). Ebbene, sta di fatto che nessuna popolazione al mondo - con una sola eccezione - ha mai confuso l'oggetto materiale usato per raffigurare il dio - o la dea, l'anima, la psiche, il fantasma, la forza - col dio raffigurato. Quando diciamo nessuna, intendiamo dire che questo errore non lo commisero neppure i bantù, i cannibali papuasi, i pigmei dell'Africa equatoriale, gli estinti coprofagi della Tasmania o i fueghini del bordo dell'Antartide. L'eccezione a cui ci si riferisce - questo è documentato da Mircea Eliade (8) - furono i semiti (e ancora adesso il tempio di Gerusalemme e la kaaba della Mecca sono cose estremamente sospette). Non sorprende, a ben vedere, che il monoteismo sia insorto proprio fra le uniche genti che siano mai state realmente feticiste. » [...].
Poi riassume alcuni concetti di quello che fu il maestro di Mircea Eliade, cioè Raffaele Petazzoni, il quale, come ti ho già detto, ritiene il monoteismo come un'anomalìa all'interno della normalità politeista.
«1.3 Anormalità monoteista: Raffaele Pettazzoni
Prima di entrare nel vivo dell’argomento, vale la pena di commentare un pensiero di colui che, forse, fu il più grande studioso italiano di storia comparata delle religioni: Raffaele Pettazzoni (11). Secondo il Pettazzoni, la condizione normale di un'umanità psicologicamente sana è il politeismo. Il monoteismo viene a essere un'intrusione catastrofica prodotta invariabilmente da una singola personalità, strana e possente - e, aggiungiamo noi, dalle caratteristiche distruttive: quale fondatore di un monoteismo (e solo sotto questo punto di vista), anche in Gesù Cristo ha da ravvisarsi una figura annientatrice della normale condizione vitale e religiosa degli uomini. In particolare, prosegue il Pettazzoni, per potersi affermare, ogni monoteismo abbisogna di un politeismo contro cui scagliarsi con rabbia assassina: questa, in sede storica, è stata sempre una caratteristica delle affermazioni monoteiste (12).
Le idee del Pettazzoni possono essere ulteriormente sviluppate.
(a) Se la normalità è politeista, ci si può attendere che col tempo ci sia una tendenza a che i monoteismi si ridisciolgano nella normalità politeista. Al riguardo (13) ci sono degli incoraggianti sviluppi, sia in area cristiana che in area islamica, che sembrano indicare che la "normalizzazione" sta incominciando ad avere luogo.
(b) A voler figgere lo sguardo nella notte dei millenni - fino alla semileggendaria Atlantide e oltre - viene da pensare che chissà quante volte la deformazione monoteista può avere imperversato sui popoli, per poi inevitabilmente scomparire in ragione del semplice fatto di essere qualcosa di contro natura - forse travolgendo ogni volta, nella sua caduta, imperi, popoli e razze. » [...].
Mentre nel secondo capitolo parla di altri studiosi:
«La storia del pensiero monoteista da Mosè a Esdra alla luce delle ricerche: Stewart Ross e Morton Smith
Già il Ross aveva fatto notare che gli stessi autori che avevano scritto la cosiddetta Bibbia nel V secolo a.C., vi avevano incluso certe storie che rendevano del tutto probabile che il testo fosse, se non interamente almeno in massima parte, un'invenzione. Mosè avrebbe messo i suoi scritti dentro alla cosiddetta "arca dell'alleanza", con proibizione assoluta di guardarvi dentro. Sotto Salomone (X secolo a.C.) qualcuno comunque vi avrebbe guardato dentro, senza trovarvi niente. Circa tre secoli e mezzo dopo, un certo sacerdote Ilchia affermò di averli visti, ma dopo di lui non sembra che ci siano stati altri a dire di averli visti. E nel V secolo a.C., Esdra, con l'aiuto di uno stuolo di scribi, avrebbe proceduto a riscrivere i testi antichi, in mezzo a uno straordinario contorno di fatti miracolosi. Questa storia è accettata anche dai i Padri della Chiesa; e il testo di Esdra (peraltro scritto in modo pochissimo chiaro e aperto a ogni tipo di interpretazione) divenne il Vecchio Testamento ufficiale - sia per gli ebrei che per i neojahwisti cristiani.
Le ricerche condotte nel XX secolo permettono di compiere una storia abbastanza dettagliata di quale fu il vero sviluppo storico dello jahwismo fra il suo abbozzo mosaico e la sua concretizzazione a Babilonia nel V secolo a.C.; al riguardo, ci riferiamo in primo luogo al testo di Morton Smith. Fra il XII e il V secolo a.C. le genti ebraiche, stanziate in Palestina, sono da vedersi, almeno in prima approssimazione, come normali: era politeiste e il mostro lunare Jahweh occupava nel pantheon un posto non superiore a quello di Baal, Astarte e altri dèi paleosemitici. Ma in tutto quel periodo serpeggiò fra gli ebrei un "movimento d'opinione" che favoriva il ritorno al mosaismo puro, cioè al culto esclusivo di Jahweh. Questo movimento faceva presa soprattutto fra la borghesia commerciale e finanziaria più o meno agiata e aveva scarsa risonanza fra il popolo in generale. I suoi rappresentanti di spicco furono i profeti, individui fanatici e gretti che uno psichiatra ebreo, già nel 1910, non esitò a definire degli psicopatici. Aggiungendo che fu una maledizione per l'umanità che le loro vedute contorte fossero arrivate e essere prese non solo sul serio, ma come canoni di condotta (19) - qui sia soltanto aggiunto che la scomposta e sconvolta "spiritualità" dei profeti non trova riscontro se non in determinate manifestazioni bantù (non si dimentichi che la popolazione ebraica aveva una componente africana). Ma fino al V secolo anche i profeti ebbero scarsa influenza sulla generalità della popolazione.
Questa situazione venne a cambiare con l'occupazione babilonese. I babilonesi deportarono a Babilonia quei gruppi sociali che nelle terre a loro sottomesse - una delle quali era la Palestina - erano a loro ostili. Fra gli ebrei, a loro ostili erano gli adepti del movimento "solo Jahweh"; i quali, deportati a Babilonia e avulsi dal resto della popolazione, svilupparono quella strana e perversa idea - il babilonismo - secondo la quale Jahweh era "unico" e il resto degli dèi "inesistenti". Verso la metà del V secolo Babilonia cadde sotto la Persia, e gli esuli furono rispediti alle loro terre di origine. In Palestina ritornarono i mosaisti (adesso babilonisti) capeggiati da un certo Esdra, i quali - forti adesso dell'appoggio politico persiano - imposero il monoteismo jahwista sulla popolazione ebraica della Palestina, non senza trovare una notevole resistenza: i samaritani - pure essi ebrei - non si lasciarono mai piegare.
Fu sotto Esdra - e dopo sotto Neemia - che il Vecchio Testamento fu scritto nella forma in cui esso è ancora tenuto per valido da tutti gli jahwisti. La sua stesura fu strutturata con lo scopo specifico di assicurare il potere a una determinata classe sociale e politica. In massima parte esso fu inventato di sana pianta; in minor misura esso fu basato su testi più antichi, alcuni di origine ebraica e altri mutuati in giro e poi raffazzonati a seconda che sembrò conveniente. In particolare, i Salmi sono una collezione di inni a Baal (dio paleosemitico) di cui gli originali sono stati scoperti a Ugarit (Libano) e poi decifrati dai semitologi (20): questi inni furono scopiazzati e dedicati a Jahweh.»
Mi pare logico che gli si possano attribuire arbitrariamente degli inni, d'altra parte quando si isola un dio da un pantheon, questo diventa inutile e inutilizzabile se preso così com'è, è come estrarre un organo da un essere vivente e pretendere che questo scolga la sua funzione da solo, senza bisogno del resto del corpo. E' ovvio che isolando un dio dagli altri in cui è in relazione, questo dio "muore". A questo punto lo si deve riempire di significati ma non sara' mai un dio nel senso antico del termine, rimarrà sempre e solo un concetto! Essendo questo dio un mostriciattolo lunare, gli hanno dato un immagine più accettabile (dal punto di vista occidentale): gli hanno dato l'immagine di Giove (il dio con la barba): hanno apposta utilizzato l'immagine del dio principale politeista per poter fare meglio accettare un "dio" che altrimenti non sarebbe mai stato accettato. Prendendo una qualità di un dio, quella di un, altro, eccetera hanno "creato" questo "dio" (ogni volta che ne parlo mi viene alla mente il mostro di Frankestein!).
Poi continua con altri studiosi come Erich Glagau che demolisce l'immagine del dio dell'antico testamento.
Riferimenti:
« (1) Cfr. Karl Bühler, Die Axiomatik der Sprachwissenschaften [Assiomatica delle scienze linguistiche], Klostermann, Frankfurt am Main, 1976 (originale 1933); Silvano Lorenzoni, Chronos. Saggio sulla metafisica del tempo, di prevista pubblicazione per le Edizioni di Ar, Padova.
(2) Cfr., ad esempio, Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni, Boringhieri, Torino, 1976 (originale 1948).
(3) Questo è stato documentato da Mircea Eliade in diverse sue opere: Trattato, cit.; Histoire des croyances et des idées réligieuses, Payot, Paris, 1983 (tre voll., ed. it.: Storia delle credenze e delle idee religiose, tre voll., Sansoni, 1979, 1980, 1983); Le mythe de l'éternel retour, Gallimard, Paris, 1969 (ed. it.: Il mito dell’eterno ritorno, Rusconi, 1975).
[...].
(7) Questo fu ascoltato dall'autore in un sermone domenicale a Udine nel 1966.
(8) Cfr. Mircea Eliade, Trattato, cit.
(9) Richard Eichler, Der Widerkehr des Schönen [Il ritorno del Bello],Grabert, Tübingen, 1984.
(10) Cfr. Alfred Bäumler, Estetica, Edizioni di Ar, Padova, 1999 (originale 1934).
(11) Raffaele Pettazzoni, L'essere supremo nelle religioni primitive: l'onniscienza di dio, Einaudi, Torino, 1957.
(12) Cfr., ad esempio, Carlo Pascal, Dèi e diavoli, I Dioscuri, Genova, 1988 (originale 1904).
(13) Degli interessanti articoli sono stati pubblicati al riguardo nella rivista "Orion" di Milano, nei numeri di marzo 1997 (Jean-François Mayer, a proposito dell'Iran e della Russia settentrionale) e di settembre 1997 (Christopher Gérard, sul risorgere del paganesimo su scala planetaria).
[...].
(19) William Hirsch, citato da Erich Glagau, Die grausame Bibel, cit.
(20) Cfr. Paolo Xella, Gli antenati di dio, Essedue, Verona, 1982.»
Sarebbe sufficiente questo per definire TUTTO il monoteismo come una menzogna! Ma per rendere ancora di più l'idea, ecco cosa scrive Mario Liverani in "Oltre la Bibbia - Storia antica di Israele" a pagina 235:
«2. La questione del monoteismo
L'emergere della religione monoteistica è considerato un elemento essenziale «della rivoluzione» dell'età assiale. Ragionando miticamente (per via di archetipi) anziché storicamente (per via di processi), la Bibbia presenta il monoteismo come già compiuto sin dalle origini della storia di Israele, e poi perpetuandosi immutato nel tempo. L'enigmaticapresentazione di Yahweh a Mosè funge da momento fondante per la religione Yahwista:
Andrò dai figli di Israele e dirò loro: «Il dio dei vostri padri mi ha mandato a voi». Ma essi mi chiederanno qual è il suo nome: cosa devo rispondere? Dio disse allora a Mosè: «Io-sono mi ha mandato a voi». (Es. 3: 13-14).
Il testo è senza dubbio assai tardo, e così pure il suo approccio logico-astratto e non ha collocazione possibile in età mosaica. Gli studiosi sono da tempo d'accordo che l'emergere del monoteismo è l'esito di un lungo processo; » [...]
«Occorre ovviamente scindere le due storie (anche se collegate ad un certo punto del loro sviluppo) della divinità Yahweh e della concezione etica, soggiacente al monoteismo. Yahweh è stato a lungo una divinità tra le tante - nel senso che i suoi fedeli erano consapevoli dell'esistenza di molti altri dèi, tutti ugualmente esistenti e «veri».»
Mi sembra del tutto logico (a parte per i creazionisti che non hanno nessun senso della trasformazione se non i maniera marginale esclusivamente di tipo miracolistico) comprendere che nessun popolo può essere stato monoteista prima di essere politeista. Bisogna essere molto antropocentristi e razionalisti (nel senso di chi esalta la razionalità come fosse l'unica nostra forma di intelligenza) per essere monoteisti; i nostri antenati di 5 milioni di anni fa (gli australopitechi) non erano di certo razionalisti e antropocentristi; con l'evoluzione e il sempre più utilizzo della ragione, nel corso delle generazioni trasferiscono ciò che prima percepivano mediante i sensi, l'attenzione, i sentimenti in termini di ragione: ecco che a mano a mano che passavano le generazioni i meccanismi della Vita venivano tradotti nelle varie divinità. Ecco perché il «"movimento d'opinione" che favoriva il ritorno al mosaismo puro, cioè al culto esclusivo di Jahweh» era solo un gruppo di bugiardi: non c'era mai stato un mosaismo puro antecedente a questo; oltretutto, da quel che mi sembra di ricordare (ripeto che si tratta solo di un ricordo, in questo caso purtroppo non ho i dati sottomano), gli archeologi hanno dimostrato che Mosè non è mai esistito, come non c'è mai stato l'esodo (inteso come fuga di massa) dall'Egitto.
 
29 Novembre 2006

La superficialità dei monoteisti che mi hanno scritto in questi giorni.

Domenica ho scritto una dedica su giovani (fra quelle frasi che scorrono in alto):
«Nel mio blog potete leggere il punto di vista di un pagano (cioè io). Chi vuole può lasciare commenti. Cosa ne penso d Gesù Cristo e di suo padre (26/11 14:05) willypd».
E 6 minuti dopo è comparsa una dedica da parte di un altro:
«ma perchè sparate caz*ate sulla religione????? leggetevi almeno la genesi non tutta la bibbia (26/11 14:11)».
Ho omesso volutamente il nick di questo utente in quanto non mi interessa puntare il dito contro le persone, mi interessa sottolineare un modo d’agire diffuso. Visto che la frase è uscita subito dopo la mia ed è uscita come la mia sulle dediche e siccome sono stato l’unico a fare riferimenti di tipo religioso, ho motivo di pensare che la frase era rivolta a me. Questa frase è sparita pochi minuti dopo (probabilmente è stata giustamente censurata in quanto era solo una frase provocatoria, come è di abitudine fare da parte dei monoteisti). Il bello è che il giorno prima (mica anni fa) ho scritto su questo blog proprio prendendo spunto dall’antico testamento. In poche parole: un monoteista dice a me cosa devo leggere (la Genesi, che ho letto come dimostra il commento che ho fatto) ma lui non legge neppure ciò che contesta; un monoteista mi da dell’ignorante ma è proprio lui che ignora il fatto che avevo commentato un episodio della Genesi. Dice che sparo cazzate senza neanche sapere cosa scrivo, cioè da un giudizio su ciò che non conosce. Allora: chi è che spara cazzate? Mi chiedo: questa superficialità (mica solo da parte di questo utente: è molto diffusa) che danni porterà alla società civile? Scartare a priori delle idee senza neanche volerle prenderle in considerazione ha fatto sì che Galileo Galilei venisse arrestato nonostante avesse ragione (anche in quel caso il cristianesimo si dimostrò un problema). Poi, l’altroieri una cristiana mi ha contattato via hms. Pubblico il dialogo fra me e questa cristiana perché può essere utile a tutti ma anche in questo caso ometto il nick di chi mi ha scritto. Ad un certo punto faccio riferimento a Matteo (da 10-34 a 10-37), dove Gesù Cristo dice:
«Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettervi la pace, ma la spada.
Perché io sono venuto a mettere disaccordo tra figlio e padre tra figlia e madre, tra nuora e suocera,
e i nemici dell'uomo saranno quelli di casa sua.
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me.»
E poi qualcuno sostiene che Gesù Cristo sia portatore di un messaggio di pace!
LEI SCRIVE:
«l'unica legge del cristianesimo è ama il prossimo come te stesso. e questa non mi sembra un imposizione da sconfiggere ma anzi un modo per vivere bene assieme»
IO RISPONDO:
«Sì certo, è la legge delle crociate o della inquisizione? In effetti i cristiani bruciavano le streghe per il loro bene, così salvavano l'anima delle streghe dall'inferno: questo è il senso di "amore" nel cristianesimo! Ma tu che vangeli hai letto? Guarda in Luca alla fine della parabola delle mine; l'ultima frase della parabola: Gesù ordina di uccidere quelli che non si vogliono sottomettere a lui. Gesù Cristo dice (Luca 19-27):
«Inoltre, conducete qui i miei nemici, che non hanno voluto che io regnassi su di loro e uccideteli alla mia presenza.».
Per non parlare degli altre frasi dette da Gesù Cristo, del tipo «Non sono venuto qui a portare la pace, ma una spada!» ed altre dove invita a vendere la propria bisaccia per prendersi la spada e seguirlo: un'istigazione alla guerra santa! D'altra parte nella storiella è stato condannato a morte, mica si condannano a morte le persone buone, condannano a morte i criminali. Lo chiami vivere bene assieme questo?
http://www.federazionepagana.it/cronologiagreca.html »
LEI SCRIVE:
«no amore mio lui si è sacrificato, e ha lasciato che i suoi discepoli lo rinneghino!!!!!!»
IO RISPONDO:
«Sì, certo, come se me le fossi inventate io quelle frasi. Gesù Cristo dice (Luca 19-27):
«Inoltre, conducete qui i miei nemici, che non hanno voluto che io regnassi su di loro e uccideteli alla mia presenza.».
Secondo te me la sto inventando questa frase? Perché non vai a verificare nel tuo vangelo? Già che ci sei leggiti anche questo
http://www.federazionepagana.it/skitopolis.html »
LEI SCRIVE:
«hei sono finita, se vuoi ci sentiamo domani, ma ti avverto sono ariete e gli arieti sono testardi. notte!!!»
IL GIORNO DOPO DICE:
«ma nn è gesù quello che parla, è una parabola e poi il dio lo devi sentire in te, non devi esserre troppo squadrato in quel che leggi. ce una vita ultraterrena e ne sono certa ma nonostante io sia cristiana non credo ci sia il diavolo con le fiamme o il paradiso con gli angeli con le ali!»
IO RISPONDO:
«E chi l'ha raccontata quella parabola? Gesù Cristo! Ha raccontato quella parabola proprio per dare QUELLA DIRETTIVA MORALE! Grazie a quella direttiva morale abbiamo avuto secoli di stragi ad opera dei cristiani che massacravano tutti quelli che non volevano sottomettersi a Cristo.»
LEI NON RISPONDE.
Trovo strano che questa persona si sia iscritta a giovani proprio il giorno che mi ha inviato i primi hms! Si è iscritta appositamente per scrivermi? Oltretutto non ha una foto ed ha un nick di fantasia (come tanti, non ho niente in contrario) quindi potrebbe avere qualsiasi provenienza, sesso ed età. Non potendo verificare prendo per buone le informazioni che mi da, anche perché non me ne frega niente. Mi interessa sottolineare il suo tentativo di difendere il cristianesimo. Ha concluso il suo dialogo dicendo: “Credo a questo e non credo a quest’altro.”. Il problema del monoteismo è proprio questo: credere! Invece di guardarsi attorno ed osservare, invece di avere una capacità critica si sa solo dire: “Credo a questo e ne sono certo!” per poi non sapere dimostrare le proprie certezze. NESSUN MONOTEISTA È IN GRADO DI DIMOSTRARE L’ESISTENZA DEL PROPRIO DIO! NESSUN CRISTIANO È IN GRADO DI DIMOSTRARE L’ESISTENZA DEL PARADISO, DEL PURGATORIO E DELL’INFERNO! SFIDO CHIUNQUE A DIMOSTRARMI IL CONTRARIO!
 
28 Novembre 2006

QUESTO SONO IO INSIEME AD UNA MIA AMICA


 
27 Novembre 2006

"Lasciate che i pargoli vengano a me.".

http://it.news.yahoo.com/20102006/135/tv-bbc-svela-coperture-papa-pedofili.html
«TV: la BBC svela le coperture del Papa di pedofili
Gay.it - Ven 20 Ott
ROMA – Secondo un reportage investigativo realizzato dalla BBC Joseph Ratzinger prima di diventare Papa avrebbe condotto una sistematica campagna per coprire abusi sessuali su minori commessi da preti cattolici . Sex Crimes and The Vatican (Crimini sessuali e il Vaticano) è il titolo di un documentario shock che è stato trasmesso per la prima volta in Gran Bretagna a fine settembre e che in questo fine settimana viene proposto anche sul canale satellitare BBC World, nello spazio di reportage dal mondo denominato “The World Uncovered”. Il coinvolgimento di Papa Benedetto XVI comincia dal fatto che, in qualità di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, per 24 anni ha avuto il compito di far applicare i documenti promulgati dal Vaticano, tra i quali una Istruzione rimasta riservata e risalente al 1962 intitolata “Crimen Sollicitationis”, riguardante l'atteggiamento da tenere in presenza di alcuni gravi delitti, secondo quanto stabilisce il Codice di Diritto Canonico, tra cui “la violazione del Sesto Comandamento (Non commettere atti impuri) da parte di un membro del clero con un minore di 18 anni”. Si raccomandava ai vescovi piuttosto che di denunciare immediatamente i casi di cui fossero venuti a conoscenza alle autorità giudiziarie competenti, di trattare il tutto in modo riservato, cercando di invitare le persone coinvolte (le vittime e i loro familiari) a non parlarne. Il documento è assolutamente reale e del resto della sua esistenza si sa da anni, tuttavia anche in occasione della presentazione di questo nuovo documentario la controversie non sono mancate. La Chiesa Cattolica sostiene che le norme contenute nel documento del 1962 non hanno più alcun valore vincolante in quanto nel frattempo sono entrate in vigore le disposizioni che nel 1983 hanno riformato il Codice di Diritto Canonico. Eppure è lo stesso Ratzinger che lo cita come ancora in vigore in una nota dell'epistola “De Delictis Gravioribus” del 18 maggio 2001. Come già detto l'allora Cardinale era Prefetto Congregazione per la Dottrina della Fede e dunque massima autorità in materia. Non solo: secondo quanto sostenuto dagli autori del documentario il Cardinale Ratzinger avrebbe rafforzato la politica della “copertura” introducendo un principio di Competenza Esclusiva secondo il quale tutte le controversie relative ad accuse di abusi su minori sarebbero state gestite direttamente da Roma. Il reportage è presentato da Colm O'Gorman, che fu stuprato da un prete quando aveva 14 anni: «Quello che più mi colpisce – ha detto – è che è sempre la stessa storia, che si ripete ogni volta e in ogni luogo. Dei Vescovi affidano nuove parrocchie e nuove comunità a sacerdoti che sanno aver abusato di bambini in passato e succedono nuovi abusi.» Nel programma vengono presentate interviste e testimonianze di ex dipendenti del Vaticano che sono stati allontanati per aver criticato il modo col quale la Santa Sede ha gestito lo scandalo degli abusi sessuali pedofili esploso in America nel 2001. “Sex Crimes in the Vatican” affronta anche del caso di Joseph Henn (nella foto), il sacerdote ricercato per pedofilia dalla giustizia americana e fino a luglio impiegato con mansioni di segreteria per la congregazione Società del Divino Salvatore, la cui sede è giusto a due passi dal Vaticano. Quando la Corte di Cassazione ha dato il via libera all'estradizione le autorità sono andate per notificargliela, ma lui nel frattempo si era già defilato. “Sex Crimes in the Vatican” viene proposto in chiaro a vari orari questo week end su BBC World (canale 520 del bouquet Sky): sabato 21 alle 14,10 e alle 21,10, domenica 22 alle 03,10, alle 09,10 e alle 21,10. (RT)
Gay.it»
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Per chi conosce meglio di me l'Inglese può guardarsi il reportage investigativo in questione alla pagina:
http://video.google.com/videoplay?docid=-1869539365648274355
Mi sa che sarà molto difficile che questo filmato venga mostrato interamente in Italia. La responsabilità di Ratzinger è quindi DIRETTA! Quindi non è un problema di qualche singolo sacerdote, il problema riguarda chi rappresenta il cattolicesimo nel mondo: il rappresentante del dio biblico in terra! Ratzinger aveva un processo in corso in cui era accusato negli stati uniti per aver coperto i preti pedofili ma quando fu eletto “papa” il processo fu interrotto in quanto Ratzinger era diventato un capo di stato.
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http://www.dagospia.com/round.php3
«I GIORNALI DELLA SINISTRA INGLESE FANNO LE PULCI AL “PASTORE TEDESCO”
RATZI AVREBBE PROTETTO IL FONDATORE DEI LEGIONARI DI CRISTO (PEDOFILIA)
E ORA C’È CHI VORREBBE DENUNCIARE IL PAPA PER OSTRUZIONE ALLA GIUSTIZIA
I sudditi anglicani di Sua Maestà non ci pensano due volte a fare le pulci (e che pulci!) al “pastore tedesco” Benedetto XVI. Sull’“Observer”, supplemento del “Guardian”, e sull’“Independent”, i due principali quotidiani della sinistra britannica, compaiono due articoli pesantissimi sul nuovo Pontefice.
In breve, e in greve, si accusa l’allora Cardinale Joseph Ratzinger di aver garantito la protezione al padre Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo, accusato di molestie sessuali e pedofilia nei confronti di ex appartenenti all’ordine nato in Messico nel 1941. E ora c’è chi vorrebbe denunciarlo per ostruzione alla giustizia.
Ratzinger avrebbe “salvato”, il religioso nella sua veste di prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, su esplicito invito di Giovanni Paolo II, legatissimo a Maciel Degollado, coetaneo del defunto Pontefice.
Il tutto sarebbe nero su bianco, in una lettera inviata a tutti i vescovi cattolici nel maggio del 2001, che l’“Observer” si vanta di avere in possesso, ma che – abbiamo scoperto – è da tempo su internet nella traduzione inglese (al sito
http://www.bishop-accountability.org/resources/resource-files/churchdocs/EpistulaEnglish.htm ).
Tra le altre cose, nella missiva, il cardinale Ratzinger, dava ordine che la Chiesa investigasse in segreto sulle accuse di abusi sessuali su minori, tenendo i risultati dell’inchieste confidenziali per dieci anni dopo il compimento della maggiore età da parte della vittima.
Malgrado siano passati decenni, le accuse sono ancora portate avanti da tre professori, un insegnante, un avvocato, un ingegnere, e persino un prete. Tutti ex appartenenti all’ordine che accusano il religioso di molestie avvenute negli anni ‘40, ‘50, ‘60. Ed è proprio da una lettera di uno di loro, padre Juan Vaca, allo stesso Maciel Degollado inviata al Vaticano nel 1997 che è iniziata l’inchiesta. Un’inchiesta che però è rimasta al palo.
La lettera di padre Vaca, giunse nella mani di Ratzinger dal vescovo di NewYork, John R. McCann, e il suo contenuto – alcuni stralci del quale sono stati pubblicati dall’“Independent” – lascia pochi dubbi: “Tutto quello che ha fatto contraddice la Chiesa e l’ordine. Quante innumerevoli volte mi ha svegliato nel cuore della notte, abusando della mia innocenza. Notti di paura, così tante notti di assoluto terrore: tante notti di sonno perduto, che la mia stessa salute psicologica è stata messa in pericolo…”
Quattro anni dopo, nel 2001, arriva la lettera di Ratzinger ai vescovi, che prevede che la Chiesa abbia la assoluta giurisdizione su casi di abusi tra un membro del clero e dei minorenni: “La funzione del giudice, del procuratore, del notaio e del rappresentante legale, possono in questi casi essere rappresentati efficacemente da preti (…) casi del genere sono soggetti al segreto pontificio”.
La pena per la rottura di questo vincolo di segretezza è severa, e può arrivare alla scomunica.
Oltre alla firma dell’attuale Papa, c’è anche quella dell’arcivescovo Tarcisio Bertone, che in un’intervista di due anni fa riportata dall’“Observer” diceva: “Secondo la mia opinione, la richiesta che un vescovo sia obbligato a contattare la polizia per denunciare un prete che commette atti di pedofilia non è fondata…”
Ma la lettera fa ora parte dei documenti in possesso di una corte texana dove l’avvocato di due presunte vittime di abusi da parte di un prete, ha depositato le accuse contro una chiesa del luogo e lo stesso Ratzinger, sostenendo la tesi che l’allora cardinale si sia reso colpevole di ostruzione alla giustizia.
L’avvocato è Daniel Shea, noto alle cronache per aver scoperto negli archivi vaticani, due anni fa (in pieno scandalo preti pedofili in America), un documento in latino risalente al 1962, con tanto di sigillo di Papa Giovanni XXIII, che fu spedito a tutti i vescovi del mondo per istruirli a tenere ben nascosti i casi di violenza sessuale all’interno della Chiesa.
“Massima segretezza”: era questo quello che la Chiesa di Roma chiedeva ai propri prelati in materia di abusi sessuali. Nulla doveva venire a galla, tutto andava nascosto nei minimi dettagli. Con la minaccia di scomunica per coloro che non rispettavano l’imposizione. Praticamente la stessa posizione sostenuta nella lettera di Ratzinger del 2001.
Shea segue da anni diversi casi di pedofilia che vedono coinvolti dei prelati e ha deciso di far mettere agli atti la missiva di Ratzinger perché, sostiene, parla da sé: “Perché quel divieto di divulgare le notizie per dieci anni dopo che la vittima è maggiorenne? Prima impongono procedure di segretezza su casi del genere, così le forze dell’ordine possono agire solo se scoprono il caso per conto proprio. Ma non puoi aprire un’inchiesta se non ne vieni informato. Se ordini di tenerlo segreto per dieci anni oltre il compimento della maggiore età, il colpevole la farà sempre franca…”.
Soltanto lo scorso dicembre, il Vaticano ha dichiarato ufficialmente che avrebbe aperto un’inchiesta e un mese dopo – guarda caso – Maciel si è dimesso dal vertice dei Legionari di Cristo.
E il portavoce delle vittime che ancora chiedono giustizia, si è detto convinto che la decisione di aprire formalmente l’inchiesta (che peraltro non ha finora raggiunto alcun risultato) sarebbe stato un modo per Ratzinger per assicurarsi dei voti fondamentali per la sua ascesa al Soglio di Pietro.
PER SAPERNE DI PIÙ: “UN LEGIONARIO NELLA BUFERA”
http://www.chiesa.espressonline.it/dettaglio.jsp?id=7545
(Da "L´Espresso" del 31 gennaio 2002, articolo di Sandro Magister)»
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“Lasciate che i pargoli vengano a me.”.
http://it.news.yahoo.com/30102006/2/colpo-iene-preti-consigliano-omerta-molestie.html
«ANSA - Lun 30 Ott
Nuovo colpo delle 'Iene': stavolta le 'vittime' sono alcuni preti dell'hinterland lombardo che, sollecitati da una mamma, il cui bambino sarebbe stato oggetto di attenzioni sessuali da parte di sacerdoti di parrocchie vicine, consigliano di non dire niente al proprio marito e parlarne al responsabile della diocesi.
Il servizio andrà in onda nella puntata di martedì su Italia 1 e presenta la reazione di sette preti sui dieci effettivamente contattati dalla mamma-iena .
Bloccate dal garante della privacy per il servizio sul test anti-droga alla Camera, le Iene non si sono date per vinte. E stavolta sono andate a verificare "la sensibilità sul tema della pedofilia" in alcune parrocchie lombarde all'indomani delle parole si papa Benedetto XVI sulla pedofilia dei preti, definita "crimine enorme".
Naturalmente il servizio che andrà in onda martedì è rigorosamente 'schermato': non si vedranno le facce dei sacerdoti né si potrà individuare la loro vera voce che è stata debitamente distorta. Protagonista è la iena Elena Di Cioccio, finta mamma mite e timorata di Dio, devota e un po' dimessa, con impermeabile e foulard. Incontra alcuni preti di parrocchie lombarde mai nel segreto del confessionale ma sempre in un ufficio, un corridoio o davanti all' ingresso della chiesa.
La storia che racconta è sempre la stessa: ha una bambino piccolo, che va alle elementari e frequenta un parrocchia vicina ma le lo vorrebbe spostare e trasferire. Perché? chiedono invariabilmente i preti.
Dopo aver finto un po' di ritrosia, la 'mamma' confessa: è stato vittima di attenzioni sessuali da parte di un prete di un comune dal nome inventato ma che per assonanza con i vari Mezzago, Lurago ecc.
sembra vero. A questo punto, raccontano le Iene, iniziano i 'consigli' dei preti. Tutti, invariabilmente, chiedono se anche il papà del bambino è a conoscenza dei fatti e, alla risposta negativa della 'mamma', suggeriscono intanto di non farne parola col marito. Poi iniziano a spiegare, secondo il racconto delle Iene, che ci sono vari modi per affrontare la situazione ma, sottolineano i responsabili del programma, nessuno di loro suggerisce di rivolgersi a polizia e magistratura.
Piuttosto, la 'mamma' farà meglio a parlarne ad un superiore del prete, al responsabile della diocesi. Ma cosa accadrà a questo prete? chiede allora la donna.
La maggior parte dei preti risponde che, forse, potrebbe essere trasferito. Martedì il servizio dovrebbe andare in onda su Italia 1, dopo le 21, all'interno di Le iene show. Garante permettendo.
(ANSA)»
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Questo è il filmato delle Iene sui preti cattolici pedofili. Oltre allo stupro, un’altra cosa squallida è che generalmente i preti cattolici per difendere un loro collega (e l’attività di stupro della chiesa cattolica) consigliano sempre ai genitori delle vittime di NON DENUNCIARE alle autorità tali abusi. E la cosa ancora più schifosa è che tendono a colpevolizzare le vittime.
http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=1392961624
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Questi sono articoli di tre anni fa, li ripropongo perché non se ne parlò molto.
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«Vaticano, un documento segreto per coprire i preti pedofili
La Repubblica, 17 agosto 2003
Ai prelati venne ordinato di nascondere con ogni mezzo gli abusi
LONDRA - Un documento "confidenziale" scritto oltre 40 anni fa dal Vaticano ordinava ai vescovi di tutto il mondo di coprire con ogni mezzo gli abusi sessuali commessi dai religiosi. Il testo, 39 pagine tradotte in inglese, è stato pubblicato dal giornale londinese Observer.
Secondo quanto riferito dalla testata, il documento proviene dall'archivio segreto del Vaticano. L'avvocato texano Daniel Shea, impegnato in un caso di abusi sessuali all'interno della Chiesa americana, ne avrebbe ottenuto una copia da un prete tedesco. Nel testo, datato 1962, si indicano "le procedure da seguire in caso di crimini di istigazione". Cioè quelli in cui un religioso tende "a sollecitare e provocare il penitente ad atti impuri ed osceni". "Il peggiore dei crimini - si legge - è quello costituito da azioni nei confronti di giovani di ambo i sessi".
La Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles ha confermato l'autenticità del documento, che doveva "essere diligentemente conservato negli archivi segreti della Curia, rimanendo rigidamente riservato". Nell'agosto del 2003 il legale americano che l'ha scoperto ha provveduto a consegnarne una copia alle autorità degli Stati Uniti, dove da molto tempo la chiesa cattolica è al centro di uno scandalo su abusi sessuali commessi nei confronti di adolescenti. Una vicenda che ha coinvolto anche l'arcivescovo di Boston Bernard Law. Costretto a lasciare il seggio per aver trasferito in massima segretezza i religiosi incriminati.
Nel documento segreto, scritto sotto il pontificato di Giovanni XXIII, il Vaticano impone ai vescovi di mantenere la massima segretezza sulle accuse di abusi. Si invita ad "ammonire, correggere e, se il caso lo richiedesse, a sospendere" i sacerdoti messi sotto accusa. "Ma - si legge - tutti i prelati devono gestire questi casi con la massima segretezza e vincolati al silenzio perpetuo". Pena la scomunica.
"Questo prova - dichiara Daniel Shea - che vi era un complotto internazionale da parte della Chiesa per coprire gli abusi sessuali. E un subdolo tentativo di nascondere attività criminali". Secondo un portavoce del Vaticano, però, il testo indica solo "le procedure disciplinari nel caso che un prete sia accusato di aver sollecitato prestazioni sessuali durante la confessione". La segretezza sarebbe dunque tesa "a proteggere gli accusati, come avviene anche nelle procedure penali oggi. Ed è anche subordinata alla speciale natura segreta del sacramento della confessione". In ogni caso, riferisce il giornale, non proibisce alle vittime di presentare accuse civili.
E su questo punto insiste il reverendo Thomas Doyle, un cappellano dell'Air Force statunitense in Germania. Secondo l'esperto di diritto ecclesiastico, il documento non legittima l'ordine di silenzio imposto alle vittime. "Pur confermando la patologica ossessione per la segretezza che affligge la Chiesa cattolica - afferma Doyle - il testo non giustifica le intimidazioni al silenzio subite dalle vittime degli abusi sessuali da parte esponenti della chiesa americana". Per provare questo, conclude il sacerdote, "servono infatti prove concrete".»
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http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,186120,00.html
«1962, il Vaticano ai vescovi: coprite gli abusi sessuali
Documento choc scoperto da un avvocato texano e siglato da Papa Giovanni XXIII:
in 69 pagine l'ordine ai vescovi di tutto il mondo perché nascondessero le storie di violenza sessuale
LONDRA - Sono sessantanove pagine, un documento che inchioda i vertici della Chiesa di Roma (il documento che presentiamo è tradotto in inglese ma l’Observer, che ha dato la notizia, precisa che l'originale, naturalmente, è in latino) , che getta un’onta senza precedenti sul Vaticano. La rivelazione del quotidiano britannico The Observer è destinata a far esplodere una bufera inimmaginabile sull´istituzione più potente del mondo: un documento che risale al 1962 e che porta il sigillo di Papa Giovanni XXIII fu spedito a tutti i vescovi del mondo per istruirli a tenere ben nascosti i casi di violenza sessuale all’interno della Chiesa. Il testo, scritto in latino, si trovava negli archivi segreti del Vaticano. "Massima segretezza": era questo quello che la Chiesa di Roma chiedeva ai propri prelati in materia di abusi sessuali. Nulla doveva venire a galla, tutto andava nascosto nei minimi dettagli. Con la minaccia di scomunica per coloro che non rispettavano l’imposizione.
A scoprire il documento shock, chiamato "Crimine Solicitationies ", è stato Daniel Shea, avvocato texano impegnato in una serie di casi di abusi contro minori perpetrati da preti cattolici. La Chiesa cattolico-romana di Inghilterra e Galles ne conferma la genuinità.
In quelle 69 pagine, nero su bianco, c’è l’intenzione di mantenere il più stretto riserbo sugli atti dei prelati che potrebbero danneggiare la Chiesa e dettagliate raccomandazioni su come difendere la segretezza: le indicazioni "devono essere diligentemente nascoste negli archivi segreti della Curia come strettamente confidenziali - si legge nel testo - né dovranno essere pubblicate o in inserite in qualche commento".
L´avvocato Shea commenta indignato: "Questi dettami sono arrivati ad ogni vescovo del pianeta. E´ la prova che ci fosse una cospirazione internazionale da parte della Chiesa per insabbiare le vicende legate agli abusi sessuali".
A mettere altra carne al fuoco ci pensa un altro avvocato, Richard Scorer, anche lui impegnato in casi di pedofilia messi in atto da religiosi: "Abbiamo sempre sospettato che la Chiesa cattolica coprisse i casi di abusi sessuali e cercasse di far tacere le vittime. Questo documento lo prova. Minacciare la scomunica a chiunque parli, mostra sino a dove le alte cariche del Vaticano erano pronte ad arrivare pur di evitare che le informazioni sugli abusi diventassero di pubblico dominio".
Certo la vicenda rischia di diventare esplosiva. Da tempo la Chiesa cattolica è nella bufera per lo scandalo dei preti pedofili. L´arcivescovo di Boston, il cardinale Bernard Law, è stato costretto a dimettersi lo scorso anno dopo avere ammesso di aver coperto alcuni casi di pedofilia nella sua Curia.
(17 AGOSTO 2003; ORE 11:55)»
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Il “papa buono” per coprire gli abusi sessuali dei preti cattolici sui minorenni, HA MINACCIATO DI SCOMUNICA CHIUNQUE SAPEVA, NEL CASO NON FOSSE STATO ZITTO!
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Il seguente articolo dice che "Il papa si è rivolto ai vescovi irlandesi ed è intervenuto più volte nello scandalo statunitense" ma i precedenti articoli, dimostrano che Ratzinger A PAROLE davanti ai media dice di essere contro lo stupro di minori ma I FATTI dicono che ha protetto i preti pedofili. Nulla di strano: tutti i colpevoli si dichiarano innocenti.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Il%20silenzio%20è%20sacro/1438587
Il silenzio è sacro
di Giorgio Sturlese Tosi
Quaranta casi noti, molti rimasti nascosti. Le curie italiane difendono il segreto. A costo di non rimuovere i molestatori o persino di denunciare le vittime.
Il papa si è rivolto ai vescovi irlandesi ed è intervenuto più volte nello scandalo statunitense, ma nessuno conosce l'estensione del problema pedofilia nella Chiesa italiana. Eppure dal 2000 le cronache giudiziarie hanno segnalato le vicende di 40 sacerdoti finiti sotto inchiesta per questi reati. Pochi statisticamente, ma indicativi di un malessere dai confini inesplorati. Perché alla discrezione che giustamente protegge indagini con vittime minorenni, si aggiunge un rispetto verso le gerarchie ecclesiastiche che porta a tutelare il segreto istruttorio in modo eccezionale. Una cortina di riservatezza che, secondo molte denunce, incentiva anche una spinta al silenzio da parte delle curie. Dove la preoccupazione non è punire i colpevoli ma evitare la pubblicità negativa, tentando ogni strumento per delegittimare chi trova la forza di ribellarsi alla violenza.
Orrore in seminario
All'età di 12 anni, nel 1994, Marco Marchese è stato violentato nel seminario minore vescovile di Favara, nell'Agrigentino. Don Bruno, il sacerdote che ha abusato di lui e di altri sei minorenni, nel 2004 ha patteggiato ed è stato condannato a due anni e sei mesi. La prossima settimana inizierà il processo anche in sede civile contro don Bruno, il seminario e la curia della città siciliana, a cui i legali di Marco Marchese, l'avvocato Salvino Pantuso e Giuseppe Di Bella, chiedono 65 mila euro di risarcimento per danni biologici e una cifra ancora da quantificare per i danni morali. Non una grossa somma, per una violenza che ha accompagnato tutta l'adolescenza e che è costata a Marco gravi problemi di salute, lunghe terapie in analisi e un tentativo di suicidio. "Ci siamo attenuti alla percentuale di danno biologico indicata nella perizia medica di parte", spiega, quasi a giustificarsi, l'avvocato Di Bella. Non si è fatta attendere la contromossa della curia che chiede un risarcimento di 200 mila euro a Marco, colpevole di aver infangato l'immagine del vescovado. La controcitazione recita: "La curia vescovile di Agrigento ha subìto e continua a subire, a causa del comportamento offensivo e oltraggioso tenuto dal Marchese, pesanti danni che si ripercuotono sull'immagine, sul decoro e sul prestigio che la curia riveste nell'opinione pubblica". Il vescovo, tramite il suo legale, ha ritenuto di dover essere risarcito. Nella stessa controcitazione si legge che "il comportamento lesivo tenuto dal Marchese, concretizzatosi nell'abnorme pubblicità compiuta anche a mezzo Internet, ha infangato il prestigio della curia". Insomma, anche se un dodicenne è stato stuprato nel seminario, non c'è bisogno di alzare tanto polverone.
Quando, nel '94, Marco è entrato nell'istituto religioso di Favara non poteva passare inosservato. Capelli neri e grandi occhi verdi, era introverso e sensibile, più fragile degli altri. E più bello. In quei corridoi lunghi e freddi e in quelle stanzette da dividere con altri seminaristi scopre tutto sul sesso. Quello sbagliato, quello di un adulto con un ragazzino. A guidarlo, a fargli da padrino, c'era don Bruno: "Non devi parlarne con nessuno", gli ripeteva, "il nostro è un rapporto unico, non è peccato e quindi non lo devi neanche confessare". Quando don Bruno tornò dal bagno dopo il primo rapporto gli chiese soltanto: "Ti sei sporcato?". Altre volte lo avrebbe sporcato, soprattutto nell'anima. Marco soffriva di coliche, non riusciva a dormire e aveva frequenti attacchi d'asma. Ora racconta che tutti i malesseri sono scomparsi quando scappò dal seminario e trovò il coraggio di denunciare tutto al padre rettore, al suo parroco e al vescovo. Quelle denunce però sono servite solo a lenire i sintomi psicosomatici. Non è stato preso alcun provvedimento nei confronti di don Bruno, che ancora oggi, dopo aver patteggiato, esercita il ministero sacerdotale. Nella sentenza di condanna, emessa dal giudice Luigi Patronaggio, al sacerdote venivano concesse le attenuanti generiche perché "la complessa vicenda che ha visto protagonista il religioso va inscritta in quel particolare clima che caratterizza le comunità chiuse come il carcere, i collegi, le navi durante lunghe navigazioni, dove spesso si instaurano, tra soggetti deboli ed esposti, dinamiche a sfondo omosessuale". Marco, che oggi ha 23 anni, nel dolore ha trovato la forza di laurearsi in psicologia, di fondare un'associazione che si occupa di minori molestati e gira l'Italia per testimoniare il suo calvario.
La perizia ignorata
La prima causa legale contro una curia, accusata di essere responsabile dell'operato di un suo parroco, è stata presentata a Napoli, dagli avvocati Giuseppe Aulino e Luciano Santoianni. Chiedono 170 mila euro perché l'ex arcivescovo, il cardinale Michele Giordano, "era a conoscenza della malattia di padre Giovanni ma non fece niente per impedire che molestasse sessualmente Gaetano, un ragazzo di 14 anni con lieve ritardo mentale". Questa settimana il tribunale deciderà se accogliere le motivazioni dei legali di Gaetano e procedere nell'iter che potrebbe costringere la curia a risarcire i danni, morali e psichici, subiti dal ragazzino. Un precedente assoluto che, se accolto, aprirebbe la strada a decine di risarcimenti milionari. La tesi dei legali Aulino e Santoianni si fonda su una lettera che Franco Poterzio, medico psichiatra e docente all'Università Statale di Milano, scrisse al cardinal Giordano. Nella lettera lo psichiatra informava l'arcivescovo che padre Giovanni "è affetto da disturbo bipolare di primo tipo, in fase di grave eccitamento maniacale". Poterzio segnalava anche l'opportunità che il sacerdote fosse allontanato dai servizi di catechesi e comunque non fosse lasciato solo insieme ai ragazzini. Il professore per tre volte ha parlato al telefono col cardinale. Inutilmente.
Padre Giovanni aveva delle attenzioni particolari verso i suoi chierichetti. Uno di questi, Gaetano, aveva qualche problema di apprendimento e per questo era seguito dagli assistenti sociali. Sono stati loro a denunciare quel prete alla magistratura. Dagli atti del processo svolto a Napoli si scopre che, nel luglio '99, durante una gita organizzata dalla parrocchia a Marechiaro, mentre sono tutti in mare, Gaetano viene abbracciato da dietro da padre Giovanni. Alle assistenti sociali e al magistrato, racconterà di aver sentito "il suo pene che struscia sul mio sedere". In un'altra occasione, il 15 dicembre dello stesso anno, durante un viaggio a Roma, il sacerdote e Gaetano passano la notte nell'istituto dei Padri missionari della Carità, in via di sant'Agapito 8. Secondo il racconto di Gaetano, padre Giovanni si sarebbe accoppiato davanti a lui con altri due ospiti di sesso maschile. Il terzetto avrebbe costretto Gaetano ad assistere, chiedendogli anche di partecipare, ma senza che questo avvenisse. I riscontri della polizia giudiziaria hanno verificato la presenza del sacerdote e del ragazzo nell'istituto religioso, ma non hanno potuto scoprire se l'orgia c'è stata davvero. Il tribunale, al termine di una lunga istruttoria, nel 2002 decreta il non luogo a procedere perché "il fatto è stato commesso in stato di incapacità di intendere e di volere". In attesa dell'esito della causa civile, la curia non ha adottato alcun provvedimento di cautela. Dopo le parole dei giudici, dopo le perizie psichiatriche, dopo le stesse ammissioni di padre Giovanni, l'unica misura del vescovado, ora retto dal cardinale Sepe, è stato quello di un suo primo trasferimento in una parrocchia del quartiere popolare dell'Arenaccia e la sua successiva destinazione come cappellano in uno dei più importanti ospedali napoletani. Oggi padre Giovanni si sveglia tutti i giorni all'alba, dice la prima messa alle 7.45 del mattino e poi passa a dare parole di conforto e di fede tra le corsie dell'ospedale, anche nel reparto pediatrico, dove 42 lettini ospitano ogni anno 3 mila bambini.
L'abbazia dell'orco
Morali, se non penali, sono le responsabilità del vescovo di Arezzo, monsignor Gualtiero Bassetti. Fu lui che, nel 2000, ordinò sacerdote don Pierangelo Bertagna, al centro del maggiore scandalo di pedofilia che abbia di recente colpito la Chiesa italiana. L'11 luglio 2005 don Bertagna, parroco di Farneta, in provincia di Arezzo, viene arrestato dai carabinieri con l'accusa di aver abusato di un tredicenne. La denuncia era partita dalla madre a cui il ragazzino aveva raccontato dei particolari toccamenti che subiva da Bertagna. Ma nessuno poteva immaginare cosa nascondesse il parroco. Fondatore della comunità Ricostruttori di preghiera, il sacerdote predicava una vita di ascesi. Lui stesso, barba lunga e personalità carismatica, dormiva sul pavimento e si cibava di verdura. Una vocazione tarda la sua, a 30 anni: entrò in seminario a Novara nel 1992. Poi nel 2000 fu ordinato sacerdote nel duomo di Arezzo. Cinque anni dopo sarà ancora monsignor Bassetti a sospenderlo a divinis. Quando esplose la vicenda, il vescovo affidò all'Ansa, un unico commento: "Siamo rimasti sbalorditi nell'apprendere dell'arresto. Non ci saremmo mai aspettati una cosa del genere; don Bertagna è sempre stato un ottimo sacerdote. Speriamo che le indagini portino in breve ad accertare la verità". Quello che sembrava uno scandalo di provincia diventò un terremoto che dall'epicentro di un paese di poche anime anime arrivò a scuotere i palazzi del Vaticano. Dopo la prima confessione del sacerdote, che ammise di aver violentato il tredicenne, crollò il muro di omertà e molti genitori denunciarono fatti analoghi in un crescendo che terrorizzava gli stessi inquirenti. Poi, a settembre, nel corso di un interrogatorio, assistito dagli avvocati Francesca Mafucci e Annelise Anania, Bertagna crollò e ammise di aver abusato di 38 minorenni. Dieci vittime sono della Valdichiana, la zona che circonda l'abbazia millenaria di Farneta, dove viveva Bertagna. Dei 38 casi rivelati dal sacerdote, i carabinieri hanno trovato finora 18 conferme. Ma l'indagine prosegue per scoprire eventuali molestie commesse in seminario.
Ci sarebbe di che interrogarsi sull'efficacia delle misure adottate dalla Chiesa italiana per impedire altri orrori. Mentre oggi la soluzione per i sospetti, per i dubbi e anche per le denunce che segnalano l'evidenza è troppo spesso il trasferimento. Che lascia il sacerdote solo alle prese con le sue turbe ed espone nuove vittime alla violenza.
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Nel mio sito trovate abbastanza notizie sugli abusi dei preti pedofili (molte delle quali sono apparse come trafiletti o magari in un solo giornale, tutto per cercare di silenziare i reati dei preti pedofili):
http://digilander.libero.it/willypd/notizie1.htm
http://digilander.libero.it/willypd/notizie2.htm
Come mai i preti cattolici si comportano così? Sappiamo benissimo che il cristianesimo ha come modello da imitare Gesù Cristo. Riporto da Marco 14 - 48 a 14 - 52 il momento dell’arresto di Gesù Cristo:
«Allora Gesù, rispondendo. disse: «Siete venuti con spade e bastoni per catturarmi, come se fossi un brigante?
Eppure, ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio ad insegnare, e voi non mi avete preso; ma questo è avvenuto perché si adempissero le Scritture!».
Allora i discepoli, abbandonatolo, se ne fuggirono tutti.
Ed un certo giovane lo seguiva, avvolto in un lenzuolo sul corpo nudo, ed essi lo afferrarono.
Ma egli, lasciato il lenzuolo. se ne fuggì nudo dalle loro mani.»
Da questo si potrebbe fare un’ipotesi del perché sia stato arrestato Gesù Cristo. In effetti che motivo ci sarebbe stato di arrestarlo in piena notte quando potevano benissimo farlo di giorno più comodamente? Forse aspettavano di coglierlo con le mani nel sacco.
 
26 Novembre 2006

I santi cristiani sono solo burattini!

Purtroppo c'è ancora chi sostiene che il cristianesimo non sia un monoteismo vero e proprio in quanto i santi cristiani rappresenterebbero "in veste nuova" le antiche divinità. C'è un errore di fondo. Possiamo mettere in risalto i vari aspetti di ogni singola divinità; questi aspetti (qualità e azioni) diversi sono ciò che fanno sì che chiamiamo una divinità con un nome o con un altro; certi nomi addirittura sottolineano la qualità, per esempio: la dea veneta Reitia era chiamata anche "Pora" (protettrice del parto e dei passaggi all'età adulta) o "Sainate" (colei che sana, guarisce). Nel caso dei santi cristiani, non sono le diversità a sancire la "santità", ma sono SOLO ed ESCLUSIVAMENTE quelle azioni che portano maggior gloria al loro dio. Esempio: dalla madonna non emerge nessuna qualità ma emerge soltanto il fatto che abbia scelto di sottomettersi alla volontà del suo dio (anche la decisione di non fare sesso è volta in quella direzione). Quindi nei santi c'è un'UNICA direzione nelle loro azioni, mentre negli dèi ed eroi antichi le azioni sono MOLTEPLICI e talvolta CONTRASTANTI: vedi per esempio Prometeo che sfida e frega Zeus nonostante Zeus sia considerato come la maggiore divinità greca. Non conosco un santo cristiano che abbia sfidato e fregato il suo dio. I santi sono solo burattini nelle mani del loro UNICO dio.
 
25 Novembre 2006

La religione nell'antica Roma e la moralità giudaico-cristiana a confronto (un esempio).

Si tratta di due modi antitetici di guardare il mondo e quindi due modi antitetici di agire. Come si comporta il dio dei monoteisti nei confronti di un suo fedele? Come si comporta un monoteista nei confronti del suo dio? Dalla Genesi 22-2 a 22-10:
«E DIO disse: «Prendi ora tuo figlio, il tuo unico figlio, colui che tu ami, Isacco, va' nel paese di Moriah e là offrilo in olocausto sopra uno dei monti che io ti dirò».
Così Abrahamo si alzò al mattino presto, mise il basto al suo asino, prese con sé due dei suoi servi e Isacco suo figlio e spaccò della legna per l'olocausto; poi partì per andare al luogo che DIO gli aveva detto.
Il terzo giorno Abrahamo alzò gli occhi e vide da lontano il luogo.
Allora Abrahamo disse ai suoi servi: «Rimanete qui con l'asino; io e il ragazzo andremo fin là e adoreremo; poi ritorneremo da voi».
Così Abrahamo prese la legna per l'olocausto e la caricò su Isacco suo figlio; poi prese in mano sua il fuoco e il coltello e s'incamminarono tutt'e due insieme.
E Isacco parlò a suo padre Abrahamo e disse: «Padre mio!». Abrahamo rispose: «Eccomi, figlio mio». E Isacco disse: «Ecco il fuoco e la legna; ma dov'è l'agnello per l'olocausto?».
Abrahamo rispose: «Figlio mio, DIO provvederà egli stesso l'agnello per l'olocausto». E proseguirono tutt'e due insieme.
Così giunsero al luogo che DIO gli aveva indicato, e là Abrahamo edificò l'altare e vi accomodò la legna; poi legò Isacco suo figlio e lo depose sull'altare sopra la legna.
Abrahamo quindi stese la mano e prese il coltello per uccidere suo figlio.»
Un dio che mette un suo fedele nelle condizioni di dovere uccidere suo figlio! Che sadismo! Che crudeltà! E di Abramo cosa dovrei dire? Uno che sa solo dire “Sì, padrone!” e che per il suo dio è disposto ad uccidere suo figlio (oltretutto con l’inganno)! Ecco qual è il modello di padre che propone la bibbia! Mi auguro che nessun bambino abbia un padre così snaturato. Come si è comportato Giove, la divinità principale degli antichi romani nei confronti del Re Numa? Come si è comporta Numa nei confronti di Giove? Georges Dumézil nel suo libro “LA RELIGIONE ROMANA ARCAICA” riporta alla fine di pagina 51 e all’inizio di pagina 52 un dialogo (tratto dai Fasti di Ovidio 3, 339-344) fra Giove e Numa (riporto solo i discorsi diretti).
Giove: “Taglia una testa!”
Numa: “Ti obbedirò. Taglierò la testa di una cipolla strappata dal mio orto”.
Giove: “Ma io voglio qualcosa dell’uomo!”
Numa: “Allora taglierò anche dei capelli.”
Giove: “Ma qualcosa di vivo!”
Numa: “Vi unirò dunque un pesce”
Giove: “Bene, siano dunque codeste le offerte espiatorie della mia folgore, o mortale ben degno di conversare con me”
Mentre il dio biblico premia un suo fedele solo perché gli obbedisce nonostante abbia un modo d’agire orribile, Giove premia Numa per la sua saggezza nonostante Numa non si sottometta acriticamente a Giove. La differenza fra Numa e Abramo è che Numa è saggio mentre Abramo è solo un sottomesso. Ogni essere umano può SCEGLIERE se AGIRE STRATEGICAMENTE come fa Numa o se SOTTOMETTERSI SENZA LOTTARE come fa Abramo col dio biblico. A voi la SCELTA!
 
24 Novembre 2006

ALCUNI MIEI POST SU METAFORUM

Il dio della bibbia (e il concetto di dio unico) è la peggiore invenzione dell'umanità, non è mai esisito ed è stato inventato scopiazzando male da miti antecedenti: l'ho spiegato alla pagina http://www.metaforum.it/forum/index.php?showtopic=9454&st=90
Questo discorso è proseguito alla pagina http://www.metaforum.it/forum/index.php?showtopic=10010
Questo discorso è cominciato da un altro discorso (Anisemitismo, reale e immaginario) alla pagina http://www.metaforum.it/forum/index.php?showtopic=9454
per poi proseguire alla pagina http://www.metaforum.it/forum/index.php?showtopic=9454&st=15
per poi proseguire alla pagina http://www.metaforum.it/forum/index.php?showtopic=9454&st=30
per poi proseguire alla pagina http://www.metaforum.it/forum/index.php?showtopic=9454&st=45
per poi proseguire alla pagina http://www.metaforum.it/forum/index.php?showtopic=9454&st=60
per poi proseguire alla pagina http://www.metaforum.it/forum/index.php?showtopic=9454&st=75
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Gesù Cristo è la peggior invenzione dell'umanità (dopo quella di suo padre) non è mai esistito ed è stato inventato scopiazzando male da miti antecedenti: l'ho spiegato al post
http://www.metaforum.it/forum/index.php?showtopic=9749&view=findpost&p=97102
Questo discorso è cominciato da un altro discorso (Cristianesimo e democrazia) e il mio primo intervento è alla pagina http://www.metaforum.it/forum/index.php?showtopic=9749&st=60
Questa discussione ha poi preso due strade diverse.
Il tema principale è proseguito alla pagina
http://www.metaforum.it/forum/index.php?showtopic=9749&st=75
per poi proseguire alla pagina http://www.metaforum.it/forum/index.php?showtopic=9749&st=90
per poi proseguire alla pagina http://www.metaforum.it/forum/index.php?showtopic=9749&st=105
Mentre è proseguito cambiando totalmente il tema (per via di un'evidentissima azione da troll da parte di una terza persona) in "Il politeismo rende impossibile l'intolleranza" alla pagina http://www.metaforum.it/forum/index.php?showtopic=9943
per poi proseguire in "Buddismo" alla pagina http://www.metaforum.it/forum/index.php?showtopic=9953&st=0&p=96368&#entry96368
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Un discorso sull'uguaglianza sociale (partendo da mio commento fatto ad un'affermazione di Umberto Eco) l'ho fatto alla pagina
http://www.metaforum.it/forum/index.php?showtopic=9468
per poi proseguire alla pagina http://www.metaforum.it/forum/index.php?showtopic=9468&st=15
 
23 Novembre 2006

IL LABIRINTO DEL FAUNO

Stasera visto che il cinema era vicino a casa e avevo la possibilità di andare gratis ho visto l'anteprima del film "IL LABIRINTO DEL FAUNO".
 
22 Novembre 2006

METAFORUM ADDIO!

188 Messaggi (più dell'1% del totale).
 
21 Novembre 2006

Decimo compleanno della trasmissione "Magia, Stregoneria, Paganesimo.".

La trasmissione “Magia, Stregoneria, Paganesimo” compie 10 anni! Dal 21/11/1996, Claudio Simeoni e Francesco Scanagatta parlano di Magia, Stregoneria, Paganesimo da Radio Gamma 5 (che domani, Mercoledì 22, avrà lo sfratto esecutivo per i problemi di cui ho già parlato in “Vogliono che Radio Gamma 5 chiuda!”
http://www.metaforum.it/forum/index.php?showtopic=10071 ).
La trasmissione in questi dieci anni ha avuto una grande importanza sociale in quanto è stata una delle prime trasmissioni in Italia a parlare della pedofilia praticata dai preti cattolici e soprattutto una delle poche trasmissioni ad avere mantenuto una continuità su questo tema. È stata di enorme importanza per la costruzione del paganesimo. Per dieci anni la trasmissione ha parlato anche di notizie, anche di quelle importanti che venivano silenziate dai media e di cui a volte c’era solo un trafiletto in un giornale. I conduttori hanno sempre parlato liberamente e coraggiosamente (essendo Radio Gamma 5 una radio senza padroni e senza censure).
La trasmissione può essere ascoltata in diretta ogni Giovedì dalle 15,05 alle 16,30 e dalle 19,05 alle 20 (circa, purtroppo per i problemi che vive in questo momento la radio, la trasmissione comincia sempre in ritardo) su
http://www.shoutcast.com (inserendo in Search: federazione pagana) o su
http://pagano.servehttp.com
L’archivio della trasmissione lo trovate alla pagina
http://www.federazionepagana.com/radiopagana
 
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